Recovery Plan: quanti soldi per il Piano di ripresa e resilienza dell'Italia

Recovery Fund: linee guida piano per la ripresa italiano La Commissione europea prevede di destinare all'Italia circa 193 miliardi di euro a titolo del Recovery Fund. Un ricalcolo delle previsioni ha portato infatti Bruxelles a rivedere al rialzo la cifra di 191,4 miliardi su cui si sono basati i lavori del Comitato interministeriale per gli affari europei (CIAE) sul Recovery Plan, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. L'importo complessivo, però, potrebbe salire fino a 209 miliardi, in base all'accordo raggiunto dal Consiglio europeo di luglio.

Recovery Fund: quando, come e per cosa l'Italia spendera' i fondi UE?

Dei circa 193 miliardi assegnati all'Italia per il Recovery Plan, una quota pari a 65,456 miliardi di euro arriverà in forma di sussidi.

In base a quanto stabilito dalla Commissione europea, con la pubblicazione del documento sui pilastri del Next Generation EU, condiviso insieme alle nuove linee guida per accedere ai finanziamenti dello Strumento per la ripresa e la resilienza, il 70% di questi grants, cioé 44,724 miliardi, dovrà essere impegnato tra il 2021 e il 2022, mentre il restante 30%, ossia 20,732 miliardi, dovrà essere speso nel 2023. 

Per accedere alle risorse del Recovery Fund, gli Stati membri devono presentare le proposte di Piani nazionali di ripresa e resilienza strutturate coerentemente con gli obiettivi del Green Deal e con le raccomandazioni specifiche per ogni Paese espresse nel processo del Semestre europeo.

Recovery Plan italiano: la versione definitiva delle linee guida

Le Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza approvate dal Comitato interministeriale per gli affari europei, in coordinamento con tutti i Ministeri e le rappresentanze delle Regioni e degli Enti locali, si basano invece su una prima previsione di budget di 191,4 miliardi - 127,6 miliardi di prestiti e 63,7 miliardi di sussidi - che potrebbero aumentare fino a 209 miliardi.

La versione definitiva del documento, consegnato a Senato e Camera, indica nel dettaglio una serie di ambiziosi obiettivi quantitativi di lungo termine:

  • raddoppiare il tasso di crescita dell’economia italiana (0,8% nell’ultimo decennio), portandolo quantomeno in linea con la media UE (1,6%); 
  • aumentare gli investimenti pubblici per portarli almeno al 3% del PIL;
  • incentivare gli investimenti in R&S;
  • conseguire un aumento del tasso di occupazione di 10 punti percentuali per arrivare all’attuale media UE (73,2% contro il 63,0% dell’Italia);
  • elevare gli indicatori di benessere, equità e sostenibilità ambientale;
  • ridurre i divari territoriali di PIL, reddito e benessere;
  • promuovere una ripresa del tasso di fertilità e della crescita demografica;
  • abbattere l’incidenza dell’abbandono scolastico e dell’inattività dei giovani;
  • migliorare la preparazione degli studenti e la quota di diplomati e laureati;
  • rafforzare la sicurezza e la resilienza del Paese a fronte di calamità naturali, cambiamenti climatici e crisi epidemiche;
  • garantire la sostenibilità e la resilienza della finanza pubblica.

Successivamenre il PNRR si sviluppa in una serie di sfide che il Paese intende affrontare:

  • migliorare la resilienza e la capacità di ripresa dell’Italia;
  • ridurre l’impatto sociale ed economico della crisi pandemica;
  • supportare la transizione verde e digitale;
  • innalzare il potenziale di crescita dell’economia e la creazione di occupazione.

Missioni e cluster

Per affrontare queste sfide, il piano prevede sei macro-missioni, a loro volta suddivise in cluster o insiemi di progetti omogenei atti a realizzare le missioni e, di conseguenza, vincere le sfide stesse. 

Linee guida Recovery Plan Italia - photo credit: CIAE

Nello specifico:

Digitalizzazione e competitività

Le linee guida partono dal tema della digitalizzazione e prevedono l'informatizzazione della pubblica amministrazione, dell'istruzione, della sanità, del fisco; la creazione dell'identità digitale unica per cittadini e imprese; il completamento della rete nazionale in fibra ottica e interventi per l'implementazione delle reti 5G; l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione delle filiere strategiche (settore agroalimentare, industriale e turistico); il potenziamento della digitalizzazione del patrimonio culturale; nuovi interventi per una digitalizzazione inclusiva contro il digital divide.

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La missione comprende anche il tema competitività e resilienza del sistema produttivo. I punti principali della strategia in merito all'argomento sono: fusione e patrimonializzazione delle PMI; investimenti in R&S, tecnologie emergenti e trasferimento tecnologico; politiche per l’attrazione di Investimenti diretti esteri e a favore del reshoring; rafforzamento del Patto per l’export e sostegno all’internazionalizzazione delle filiere strategiche. Fra gli obiettivi si annoverano anche il potenziamento degli strumenti finanziari per la maggior competitività delle imprese sui mercati internazionali e l'implementazione dell’ecosistema digitale per la promozione dell’industria culturale e del turismo.

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Transizione ecologica e Green Deal

Oltre agli investimenti finalizzati a conseguire obiettivi dell'European Green Deal, le priorità nell'ambito della transizione green sono la decarbonizzazione dei trasporti; l'adozione di piani urbani per il miglioramento della qualità dell’aria, il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici; la gestione integrata del ciclo delle acque e gli investimenti in economia circolare.

A questi interventi si aggiungono anche: la protezione dell'ambiente e la mitigazione dei rischi idrogeologici e sismici; la riconversione della produzione e del trasporto energetico in chiave sostenibile; il sostegno alla transizione ecologica per l’agricoltura, l’industria e la siderurgia (Taranto); la valorizzazione sostenibile del patrimonio culturale.

La strategia va inserita in un contesto dove l’inquinamento dei centri urbani resta elevato e il 3% popolazione vive in aree dove gli standard europei di tossicità dell’aria sono oltre i limiti.

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Mobilità sostenibile

Il documento fa riferimento al completamento dei corridoi TEN-T di cui fa parte la Torino-Lione. Parentesi anche sugli interventi per l'alta velocità ferroviaria e lo sviluppo delle reti autostradali con ponti e viadotti.

Sul tavolo anche investimenti nella mobilità urbana sostenibile, insieme a Smart districts e intermodalità logistica integrata.

Istruzione, formazione e ricerca

Su questo punto il Governo ha intenzione di ricorrere massicciamente al Recovery Fund. Le azioni chiave per la didattica sono: digitalizzazione dell'istruzione; adeguamento delle competenze alle esigenze dell'economia e agli standard internazionali; miglioramento delle conoscenze digitali, economiche, istituzionali e per la sostenibilità; lifelong learning e formazione di lavoratori e cittadini inoccupati; lotta all'abbandono scolastico; politiche mirate ad aumentare il numero dei laureati; riqualificazione, formazione e selezione del personale docente.

Per quanto riguarda le infrastrutture scolastiche e universitarie, il piano prevede: riqualificazione o ricostruzione in chiave di efficienza energetica e antisismica; cablaggio in fibra ottica; potenziamento 0-6 asili e infanzia; infrastrutture per e-learning; lab Tech e innovation ecosystems.

Inclusione sociale e territoriale

Nelle linee guida si analizzano gli effetti della crisi globale che ha determinato un aumento della disuguaglianze e che si mira ad arginare con la definizione di una strategia per le politiche attive, oltre al Family Act e a una formazione ad hoc per consentire alle donne di entrare nel mercato del lavoro.

Sul fronte inclusione territoriale riflettori sugli investimenti di riqualificazione urbana, anche in ottica smart, e sull'attuazione del Piano Sud 2030 e della Strategia Nazionale delle Aree Interne.

Salute 

Focus anche sull'ecosistema sanitario. Più posti in terapia intensiva, resi necessari dall'epidemia, ma anche un uso più intenso ed integrato della tecnologia, a partire dall'introduzione del fascicolo sanitario elettronico. Ancora, rafforzamento della resilienza e tempestività di risposta del sistema ospedaliero, sostegno alla ricerca medica, immunologica e farmaceutica.

Un capitolo di investimenti sarà indirizzato anche alle cure e all'assistenza a domicilio, per superare le attuali carenze del sistema delle residenze sanitarie assistenziali. Si aggiungono agli obiettivi anche l'integrazione tra politiche sanitarie e politiche sociali e ambientali e la valorizzazione delle politiche per il personale sanitario.

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Oltre le missioni, le politiche di supporto

Oltre alle sei missioni, le linee guida del Recovery plan affrontano anche quelle che vengono definite politiche di supporto. In particolare nel documento si insiste su:

  • investimenti pubblici, semplificando i processi di gestione e monitoraggio dell'attuazione finanziaria, fisica e procedurale delle risorse, rivedendo il Codice degli appalti, favorendo l'adozione di misure di riforma della governance degli investimenti; 
  • riforma della pubblica amministrazione, elemento chiave per la modernizzazione del Paese e per migliorare la vita dei cittadini e l'ambiente imprenditoriale, che prevede la valorizzazione della performance organizzativa e la regolarizzazione dello smartworking, la semplificazione amministrativa e normativa, la riforma delle società partecipa e la disciplina degli appalti pubblici;
  • ricerca e sviluppo, con un incremento delle risorse per il settore pubblico e la ricerca universitaria e la promozione della partecipazione delle imprese a hub tecnologici internazionali;
  • riforma del fisco, finalizzata a ridurre la disparità fra i cittadini e rendere più efficiente il sistema, con una riduzione strutturale del cuneo fiscale sul lavoro, tramite una riforma Irpef in chiave progressiva;
  • riforma della giustizia, che prevede la riduzione della durata dei procedimenti civili e penali, la revisione del codice civile, la riforma del diritto societario; 
  • riforma del mercato del lavoro per "tutelare i lavoratori vulnerabili, garantendo salari dignitosi", aumentare l'occupazione e offrire incentivi fiscali al welfare contrattuale.

> Consulta il documento approvato dal CIAE - Linee guida PNRR

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