I fondi non bastano, serve una riforma del trasporto pubblico locale

Trasporto pubblico locale - Foto di Luis Quintero da PexelsLa riforma del trasporto pubblico locale passa attraverso una riorganizzazione radicale e necessaria, soprattutto se si pensa che l’ultima in ordine di tempo risale al 1997.

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La riforma del trasporto pubblico locale non è più rimandabile. Parte da questo asssunto la prima riunione della commissione di studio presieduta dal professor Bernardo Giorgio Mattarella. È urgente ragionare con una visione prospettica per avviare una riorganizzazione radicale del tpl la cui ultima riorganizzazione risale al 1997, si legge in una nota del Ministero dei Trasporti. 

La riforma del trasporto pubblico locale

Tra gli obiettivi della riforma, un quadro normativo aggiornato in relazione agli aspetti economici-finanziari, anche nella prospettiva dell’attuazione del federalismo fiscale. Inoltre sarà necessario sviluppare modelli di integrazione intermodale dell’offerta di trasporto pubblico a livello locale e regionale nel perseguimento dell’obiettivo della mobilità as a service, individuando ogni possibile forma di efficientamento e razionalizzazione anche attraverso l’attuazione dei costi standard. Infine, occorre definire criteri uniformi per la ripartizione dei contributi statali per il settore del trasporto pubblico locale, con particolare riferimento all’esigenza di garantire livelli adeguati dei servizi su tutto il territorio nazionale.

La prima riunione della commissione incaricata di avanzare proposte per la riforma del trasporto pubblico locale parte dall'individuazione delle direttrici su cui concentrare i compiti dei gruppi di lavoro: le modalità di finanziamento, il sistema informativo per la raccolta di dati in tempo reale, l’analisi della domanda e la programmazione dei servizi, l’analisi industriale del settore, l’affidamento dei servizi, la digitalizzazione dei servizi e mobility as a service, le tecnologie di alimentazione alternativa, la tutela dell’utenza, queste le aree tematiche per ciascun gruppo.

Il prossimo passo per la commissione composta da esperti della materia e dai rappresentanti istituzionali dei soggetti pubblici coinvolti nell'offerta di mobilità pubblica sarà l’audizione, entro il prossimo mese, delle imprese erogatrici del servizio, delle organizzazioni sindacali, dell’associazione degli utenti e degli stakeholder.

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