Cloud computing: settore in crescita, ma senza personale qualificato

Cloud computingEntro il 2015 il settore del cloud computing produrrà 7 milioni di nuovi posti di lavoro, ma mancheranno lavoratori qualificati per ricoprirli. E’ quanto emerso da uno studio della società di ricerca IDC - commissionato da Microsoft -, secondo il quale ogni anno la domanda di personale IT specializzato crescerà del 26%. Purtroppo, si stima che l’acquisizione di competenze da parte dei lavoratori non andrà di pari passo, per mancanza di esperienza e qualifiche.

Lotta elezione presidente commercialisti: la scomparsa di una categoria professionale

Tragedia greca - foto di Emily's mindL’opera di Eschilo apparteneva alla generazione che ha combattuto le guerre persiane, testimone della strenua resistenza ateniese alla forza dell’invasione persiana. Le vittorie di Maratona e Salamina costituirono la solida base per una lunga egemonia politica, economica e culturale di Atene.

Rapporto MET 2012: ricerca, export e reti di impresa ai tempi della crisi

Industria 'Crisi industriale crisi fiscale', è questo il titolo dell'ultimo rapporto MET, quest'anno a cura di Raffaele Brancati. Una fotografia di come le imprese stanno vivendo e resistendo alla crisi, mettendo in campo strategie di innovazione, internazionalizzazione e aggregazione, e sul ruolo delle politiche pubbliche a sostegno dell'imprenditoria.

Il peso della Cultura

Cultura - foto di Giulia van PeltLa cultura è così pesante che la tecnocrazia mescolata con la tecnicalità produce mostri. Lo abbiamo capito all’info day per la cultura europea che si è tenuto ad Aquileia (UD). La pesantezza viene continuamente spostata verso i muri maestri altrimenti il pavimento cede. O forse la casa stessa. Meglio chiedere ai soggetti che presentano progetti culturali una congrua compartecipazione finanziaria. Cioè in cash. Questo è il cutoff discriminante. Senza soldi no project.

Barca: spendere tutti i fondi Ue e migliorare la coesione territoriale

Ministro Fabrizio BarcaItalia fanalino di coda fra i paesi dell'Unione per l'utilizzo dei fondi di coesione. Una rotta da cambiare al più presto, come ammette, in un'intervista rilasciata a Euractiv.it, il ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca. Fra programmazioni di lungo termine e politiche di coesione, il ministro fa il punto della situazione.

Di Giulio, DG Ricerca: usare bene i fondi strutturali per migliorare l'accesso ai programmi europei

Antonio Di GiulioRicerca, innovazione, accesso ai fondi comunitari. Settori in cui l'Italia, purtroppo, fa fatica ad imporsi. A soffrirne sono in primo luogo centri di ricerca e Pmi, che mostrano difficoltà ad accedere ai fondi messi a disposizione dall'Unione rispetto a quanto accade negli altri grandi paesi europei (Germania, Gran Bretagna, Francia). Fasi.biz ha intervistato Antonio Di Giulio, capo unità della Direzione generale ricerca e innovazione della Commissione europea per riflettere su queste criticità.

Ricerca annuale Fedart, i confidi contro la crisi del credito

Office - foto di ShinealightSono sempre di più le imprese che si rivolgono ai consorzi di garanzia fidi per ottenere credito dalle banche. Tuttavia, la stretta creditizia che caratterizza l'attuale fase economica pesa sull'attività degli stessi consorzi. Negli ultimi tre mesi del 2011, infatti, si è assistito al blocco quasi totale delle erogazioni, da parte degli istituti di credito, dei finanziamenti già deliberati dalle banche stesse e garantiti dai confidi. E' quanto emerge dalla 15° edizione della Ricerca annuale sull'attività dei Confidi artigiani nel 2011 condotta da Fedart Fidi, la Federazione Nazionale Unitaria dei 144 Consorzi e Cooperative Artigiane di Garanzia.

Fondi Ue ricerca: Roma fa la parte del leone. Liguria più efficiente

Ricercatore - foto di WalkermaQuasi un quarto dei fondi europei destinati alla ricerca finiscono nelle casse dei laboratori laziali. Eppure, se si guarda alla produttività, a superare Roma ci sono Liguria, Trentino Alto Adige e Toscana. Lo dimostra una ricerca del ministero dell'Istruzione, che mette sotto la lente di ingrandimento la capacità italiana di accaparrarsi il “tesoro” europeo. Capacità comunque limitata: se si guarda al progetto Cooperazione, l'Italia è riuscita a mettere le mani solo l'8,99% dei fondi, meno di 2 miliardi di euro. Un “tesoretto” spartito in modo squilibrato fra le Regioni.

Cambiamenti climatici: modificare il corpo umano per inquinare meno

Eating burger - foto di CxOxSLe discusse proposte della geoingegneria - le tecniche di modificazione dell'ambiente fisico dirette a contrastare i cambiamenti climatici - stanno per essere affiancate da teorie altrettanto controverse: in uno studio, a breve disponibile sulla rivista Ethics, Policy & Environment, il professor S. Matthew Liao, della New York University, sostiene l'idea di intervenire sul corpo umano per ridurre il nostro impatto ambientale. Tra le soluzioni avanzate, pillole e cerotti per rinunciare a mangiare carne e trattamenti per ridurre la statura delle persone.

Passera: riforma incentivi in poche settimane

Ministro PasseraLo ha dichiarato ieri il ministro dello sviluppo economico in una intervista al Sole24ore: “la numerosità di leggi e leggine più o meno legate a innovazione e ricerca è troppo vasta e si disperde in mille rivoli. Le procedure sono spesso lunghe, farraginose, discrezionali. Vogliamo sostituire quasi tutte queste leggi con una - o poche - che prevedono meccanismi automatici di credito di imposta per la ricerca e l’innovazione”. Di riforma del sistema di incentivi se ne discute ormai da anni; pure il predecessore Romani stava per varare un riordino in materia senza però riuscirvi. La sintetica analisi del ministro Passera è nella sostanza corretta, ma merita alcune dovute precisazioni.

E-communication: un mercato da 110 miliardi l'anno

Web - foto di comunicacionesChe la rete sia il futuro non ci sono dubbi. E se l'Europa vuole crescere deve cavalcare l'onda, rendendosi attrattiva agli operatori del settore. Deve cioè potenziare le e-communications, il mercato unico digitale, una fonte di ricchezza unica, che potrebbe far crescere il prodotto interno lordo Ue di 110 miliardi di euro l'anno. Lo dimostra uno studio realizzato per conto della Commissione europea da Ecorys, Ddelft University of Technology e Tno.

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