I dati BEI fanno ben sperare per i finanziamenti del Piano Juncker

I dati ufficiali diffusi oggi dal Gruppo BEI - Banca Europea Investimenti aiutano a ridurre lo scetticismo di tecnici e media nei confronti del Piano Juncker e dei relativi finanziamenti.

BEI

Se dall'inizio della crisi ad oggi la BEI ha concesso nuovi prestiti per 74 miliardi di euro, attivando 206 miliardi di investimenti, l'obiettivo di 315 mld previsto dal Piano Juncker non sembra irrealizzabile, considerato pure che

  • nel primo anno di attività gli investimenti attivati sono pari a 50 miliardi,
  • la ripresa economica è in atto e
  • devono diventare ora operativi i fondi delle banche nazionali - Cassa Depositi e Prestiti per l'Italia - che coadiuvano l'istituto europeo.

In dettaglio, le operazioni totali finanziate dal Gruppo BEI con la garanzia del FEIS (Fondo europeo per gli investimenti strategici) nel 2015, riguardano 7,5 miliardi di euro (di cui 5,7 miliardi dalla BEI e 1,8 miliardi dal FEI) per 50 miliardi di investimenti attivati. In Italia la quota di investimenti supera i 7 miliardi di euro.

EFSI

Venendo alla imprese, secondo i dati diffusi oggi a Roma da Dario Scannapieco, vicepresidente della BEI e presidente del FEI, nel periodo 2008-2015 sono state finanziate 84.200 PMI per un totale di 25 miliardi di euro. Di queste, oltre 7.200 sono quelle finanziate nel solo 2015 tramite operazioni BEI.

BEI

BEI e FEI nel 2015

Su un volume totale di prestiti record pari a 84,5 miliardi di euro, nel 2015 il Gruppo BEI ha concesso all’Italia finanziamenti per oltre 11,7 miliardi di nuove operazioni, di cui 11 miliardi provenienti dalla BEI (Banca europea per gli investimenti) e 756 milioni di euro dal FEI (Fondo Europeo per gli Investimenti). 

Per quanto riguarda gli 11 miliardi di euro concessi dalla BEI, i finanziamenti hanno riguardato:

  • 38% PMI, Mid-Cap e prestiti globali,
  • 15% trasporti,
  • 10% industria,
  • 8% istruzione,
  • 7% infrastrutture urbane,
  • 5% energia,
  • 5% TLC,
  • 1% acqua,
  • 1% servizi.

BEI

Dei 576 milioni di euro investiti complessivamente dal FEI in Italia nel 2015:

  • 150 milioni di euro hanno riguardato 6 operazioni di Private Equity/Venture Capital, che hanno contribuito a raccogliere circa 675 milioni,
  • 601 milioni di euro hanno interessato 13 operazioni di garanzia grazie alle quali sono stati veicolati circa 2,4 miliardi di euro di nuovi prestiti alle PMI,
  • 5 milioni di euro sono serviti ad attivare 2 nuove operazioni di microfinanza.

Le infrastrutture nel Sud Italia e Jaspers

Molto interessanti gli investimenti effettuati nel Sud grazie allo strumento Jaspers. Dario Scannapieco ha dichiarato che la banca continuerà l'impegno finora profuso per realizzare infrastrutture nel Mezzogiorno, senza dimenticarsi delle PMI meridionali, per cui ci sono ottime intenzioni, tra cui quella di applicare modalità operative riservate solo a determinati impieghi (innovazione ad esempio) in altre tipologie di investimento (e non solo per il Sud).

Jaspers è un partenariato tra la DG Regio della Commissione europea, la Banca europea per gli investimenti, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e la tedesca Kreditanstalt für Wiederaufbau che fornisce assistenza tecnica ai paesi Ue per l'elaborazione di progetti di elevata qualità che verranno poi co-finanziati da fondi europei.

Grazie all'applicazione dello strumento per la prima volta in Italia è stato recuperato un miliardo di fondi strutturali della programmazione 2007-2013 per la realizzazione di 8 grandi progetti nel settore trasporti:

  • raddoppio Palermo-Messina - tratta Fiumetorto-Ogliastrillo
  • Metaponto - Sibari - Paola (Bivio S. Antonello): Fase prioritaria
  • potenziamento tecnologico nodo di Napoli
  • raddoppio Bari - S. Andrea Bitetto
  • velocizzazione Catania-Siracusa - Tratta Bicocca-Targia,
  • nodo ferroviario di Palermo: tratta La Malfa/EMS-Carini
  • porto di Augusta - Potenziamento del Porto commerciale di Augusta
  • porto di Salerno - Collegamenti ferroviari e stradali. Sistema dei trasporti Salerno Porto Ovest- I e II lotto  

La spesa dei fondi strutturali nel Sud per infrastrutture (e aggiungerei anche quella del Fondo di Sviluppo e Coesione - FSC) è uno dei più gravi problemi che l'Italia non riesce a gestire e che porterà forse a dover restituire preziose risorse finanziarie del settennato 2007-2013 all'Unione Europea perchè non utilizzate entro i termini previsti (31.12.2015).

Oltre all'impegno della BEI bisognerà vedere cosa vorrà fare il nostro Governo per facilitare la realizzazione delle opere. Alcuni stimati editorialisti in Italia si sono chiesti che fine ha fatto il Piano Juncker. Mi sembra più opportuno chiedere

  • che fine ha fatto il Piano per il Sud
  • che operatività ha oggi l'Agenzia della Coesione
  • perchè ci vuole tanto tempo a riavere un Ministro degli Affari Regionali
  • perchè una dotazione di oltre 100miliardi di euro (FSC compreso) non merita un Ministro per la Coesione
  • il Piano Juncker sarà sufficiente a colmare il gap di spesa creatosi in 7 anni di crisi senza ulteriori stimoli provenienti dai vari paesi europei?

Mentre Scannapieco illustrava i risultati a Roma, a Bruxelles il presidente della BEI Werner Hoyer chiedeva agli Stati Membri di

  • riformare leggi e regolamenti per avere sistemi economici più "investment-friendly",
  • rimuovere le barriere burocratiche,
  • completare il mercato interno.

Tutte queste cose non costano niente, non gravano sui bilanci degli stati. Bisogna solo lavorarci sopra seriamente.


Slide BEI


 

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