Startup - finanziamenti in aumento grazie a Fondo Garanzia PMI

Startup- szwerink via Foter.com / CC BY-SAAggiornato al 24 aprile 2018. Sono 2.316 le startup innovative che hanno attivato finanziamenti bancari facilitati dall'intervento del Fondo di Garanzia per le PMI. Ma malgrado aumentino le operazioni autorizzate, non tutte si traducono in un prestito.

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Il Ministero dello Sviluppo economico pubblica la quindicesima edizione del rapporto sull’utilizzo del Fondo di Garanzia per le PMI da parte delle startup innovative.

Al 31 marzo 2018 sono 2.316 le startup innovative che hanno attivato finanziamenti bancari facilitati dall’intervento del Fondo di Garanzia per le PMI, per un totale di 4.182 operazioni aurorizzate.

Rispetto ai dati rilevati nello scorso rapporto, risalenti a fine 2017, si registra un cospicuo incremento nel numero complessivo delle operazioni autorizzate (+454) e delle startup innovative richiedenti (+211).

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Le operazioni effettive

Un’analisi esaustiva della performance dello strumento non può però ignorare che non tutte le operazioni autorizzate dal Fondo si traducono nell’effettiva erogazione di un prestito. Una volta ottenuta l’autorizzazione del Fondo, l’istituto di credito o confidi mantiene infatti una quota di discrezionalità sull’effettiva conclusione dell’operazione. 

Per conoscere l’ammontare esatto dei finanziamenti erogati alle startup innovative grazie all’intervento del FGPMI occorre dunque verificare l’effettivo stato di avanzamento delle operazioni.

Alla data della rilevazione si nota che 725 operazioni (il 17,3%) siano poi risultate in un mancato perfezionamento, a causa del parere negativo da parte della banca o – non è escluso – della rinuncia da parte dell’impresa. In altri 287 casi (6,9%), il Fondo di Garanzia ha dato parere favorevole, ma l’accordo tra la banca e l’impresa è ancora in corso di perfezionamento.

Per i restanti 3.170 casi (75,8%) si delineano tre opzioni:

  • il prestito è stato concesso e risulta attualmente in regolare ammortamento. Si registrano 2.635 casi, il 63%, per un ammontare complessivo di 597.328.545 euro;
  • oppure, il prestito è stato già interamente restituito dall’impresa. I casi in questione sono 442 (il 10,6%), per un totale di 48.229.600 euro. Si tratta quasi sempre (410 casi, 92,8%) di finanziamenti a breve termine, ossia di durata inferiore a 18 mesi;
  • o ancora, il prestito è stato sì concesso, ma l’impresa non è stata in grado di restituirlo nei termini concordati: si tratta dunque di operazioni entrate in sofferenza, per cui è stato necessario richiedere l’effettiva attivazione della garanzia. Solo il 2,2% delle operazioni (93 casi) ricade in questa categoria: i prestiti coinvolti totalizzano 21.750.441 euro.

Tirando le somme, a fronte di un importo totale dei finanziamenti autorizzati di quasi un miliardo di euro, la somma complessiva effettivamente mobilitata è pari a 667.302.587 euro, il 67,5% di tutti i capitali potenzialmente coperti da garanzia. Tali operazioni hanno coinvolto, nel complesso, 1.934 startup innovative, (+186 sull’ultimo trimestre), l’83,5% di tutte coloro che hanno ricevuto un’autorizzazione dal Fondo: tra queste, 597 hanno ricevuto più di un prestito.

Rispetto all’ultima rilevazione le startup innovative hanno dunque ricevuto nuovi prestiti bancari per 71.482.696 euro. Il primo trimestre del 2018 risulta il più prolifico per numero di operazioni approvate dal Fondo verso startup innovative dall’entrata in vigore della misura, con 444 (52 in più rispetto al trimestre precedente).

Le operazioni approvate nei primi tre mesi dell'anno che sono effettivamente risultate nell’erogazione di un prestito ammontano a 34.976.812 euro, il 36,8% della somma potenzialmente mobilitata.

Finanziamenti diretti e in controgaranzia, durata, ammontare medio

Un’ulteriore distinzione che si rende necessaria per un’analisi completa dell’impatto dello strumento è quella tra garanzie concesse in via diretta sul prestito erogato dalla banca e le operazioni effettuate in controgaranzia, con l’intervento di un confidi o di un altro fondo di garanzia.

Tra le 4.182 operazioni totali, se ne registrano 384 approvate dal Fondo in funzione di controgaranzia (9%), di cui 40 nel primo trimestre 2018. Complessivamente le operazioni in controgaranzia che sono risultate nell’erogazione di un finanziamento sono 254.

La durata media dei finanziamenti autorizzati è di 55,6 mesi; considerando solo le operazioni culminate in un prestito, tale scadenza scende a 54,4 mesi. È considerevole la quota di finanziamenti a breve termine, ossia di durata non superiore ai 18 mesi: 24,6% (1.030 occorrenze), che sale al 25,6% per i prestiti effettivamente erogati (811).

L’ammontare medio dei finanziamenti approvati dal Fondo è di circa 236mila euro. Si tratta però di un dato fortemente influenzato dalla presenza di numerose operazioni di grandi dimensioni che non hanno avuto esito positivo (la media delle operazioni non perfezionate è 345.715 euro).

Considerando solo i prestiti perfezionati, l’ammontare medio è poco inferiore ai 210mila euro a prestito. Da notare, inoltre, come la media delle operazioni in controgaranzia (120.494 euro, che scende a 109.660 euro per i prestiti erogati) sia nettamente inferiore a quella rilevata per le operazioni attivate direttamente dagli istituti di credito (247.972 euro autorizzati, 219.292 perfezionati).

Le Regioni più attive

L’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI da parte delle startup innovative presenta evidenti squilibri sul piano della ripartizione territoriale.

Guardando ai valori medi, colpiscono i casi della Lombardia, che a fronte di un elevatissimo numero di operazioni si piazza al quarto posto rispetto alla precedente rilevazione in termini di importo medio del prestito, e dell’Abruzzo, il cui importo medio dei finanziamenti è di gran lunga il più elevato a livello nazionale.

Spicca anche l’ottimo piazzamento delle Marche, al quarto posto per importo totale erogato – conseguenza di una media per singolo finanziamento tra le più alte d’Italia.

Di tenore opposto la Campania che, pur attestandosi al sesto posto per numero di operazioni, presenta un livello di finanziamento medio tra i più bassi, davanti alla sola Valle d’Aosta.

Da evidenziare il caso della Toscana, unica in Italia a prevedere l’accesso al Fondo esclusivamente tramite controgaranzia: ne consegue un livello medio del finanziamento comparativamente basso (142.712 euro, 18° su 20) e che più di un quarto delle operazioni effettuate in questa modalità a livello nazionale (100 su 384; tra esse, 73 hanno avuto esito positivo) è stata eseguita in questa regione.

Le startup innovative di Friuli Venezia-Giulia e Trentino-Alto Adige, infine, presentano un’incidenza nell’accesso al Fondo di Garanzia sensibilmente più elevata rispetto alla media nazionale: in queste due regioni il rapporto tra startup innovative beneficiarie di finanziamenti con intervento del Fondo e il totale delle imprese iscritte alla sezione speciale del Registro al 31 marzo 2017 si attesta al 40%.

Le differenze nell’accesso al Fondo non sono spiegate soltanto dal diverso numero di startup innovative localizzate in un’area: in alcune regioni l’agevolazione è stata utilizzata da una quota di imprese molto più elevata rispetto alla media nazionale. Questa rappresentazione evidenzia un notevole gap Nord-Sud nella capacità di accesso al credito: le regioni del Nord superano tutte la media nazionale, mentre quelle del Centro e del Mezzogiorno sono collocate o in prossimità o nettamente al di sotto di essa.

Le startup innovative e il Fondo di Garanzia per le PMI

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