Startup - finanziamenti in aumento grazie a Fondo Garanzia PMI

Startup- szwerink via Foter.com / CC BY-SAAggiornato al 30 gennaio 2019. Sono 2.889 le startup innovative che hanno attivato finanziamenti bancari facilitati dall'intervento del Fondo di Garanzia per le PMI. Ma malgrado aumentino le operazioni autorizzate, non tutte si traducono in un prestito.

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Il Ministero dello Sviluppo economico pubblica la diciottesima edizione del rapporto sull’utilizzo del Fondo di Garanzia per le PMI da parte delle startup innovative.

Al 31 dicembre 2018 sono 2.889 le startup innovative che hanno attivato finanziamenti bancari facilitati dall’intervento del Fondo di Garanzia per le PMI, per un totale di 5.472 operazioni aurorizzate.

L’ammontare complessivo dei finanziamenti potenzialmente mobilitato supera il miliardo di euro (1.242.273.998 euro). 

Le operazioni effettive

Un’analisi esaustiva della performance dello strumento non può però ignorare che non tutte le operazioni autorizzate dal Fondo si traducono nell’effettiva erogazione di un prestito. Una volta ottenuta l’autorizzazione del Fondo, l’istituto di credito o confidi mantiene infatti una quota di discrezionalità sull’effettiva conclusione dell’operazione. 

Per conoscere l’ammontare esatto dei finanziamenti erogati alle startup innovative grazie all’intervento del FGPMI occorre dunque verificare l’effettivo stato di avanzamento delle operazioni.

Le operazioni autorizzate dal Fondo ed effettivamente risultate nella concessione di un finanziamento sono in tutto 4.219, per complessivi 871.010.950 euro erogati. Si tratta di oltre tre quarti delle operazioni approvate dal Fondo (77,1%) e del 70% dell’ammontare potenzialmente mobilitato.

Ne risulta che l’ammontare medio per singola operazione è pari a 206.246 euro, in lieve calo rispetto ai circa 207.783 euro registrati nella precedente edizione del rapporto (al 30 settembre 2018). A seconda del loro stato di avanzamento, le operazioni risultate in un prestito possono essere distinte in tre categorie:

  • il prestito è stato concesso e risulta attualmente in regolare ammortamento. Si registrano 3.276 casi (59,9%), per un importo complessivo di 734.354.310 euro;
  • il prestito è stato già interamente restituito dall’impresa. Le operazioni in questione sono 742 (13,6%), per un totale di 84.003.395 euro. Si tratta nella grande maggioranza dei casi (86,8%) di finanziamenti a breve termine, ossia di durata pari o inferiore a 18 mesi, e di ammontare ridotto (in media 107mila euro);
  • il prestito è stato sì concesso, ma l’impresa non è stata in grado di restituirlo nei termini concordati: si tratta dunque di operazioni entrate in sofferenza, per cui è stato necessario richiedere l’effettiva attivazione della garanzia. Il 3,7% delle operazioni (201 casi) ricade in questa categoria: i prestiti coinvolti totalizzano 51.793.245 euro.

Al 31 dicembre 2018, 2.457 startup innovative hanno ottenuto credito bancario mediate dal Fondo di Garanzia, 140 in più rispetto a tre mesi fa; tra queste, 801 hanno ricevuto più di un prestito (da cui il totale di 4.223 operazioni perfezionate sopra riportato). In media, ciascuna startup coinvolta ha ottenuto, sull’arco di una o più operazioni, credito per circa 350mila euro.

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Finanziamenti diretti e in controgaranzia, durata, ammontare medio

Un’ulteriore distinzione che si rende necessaria per un’analisi completa dell’impatto dello strumento è quella tra garanzie concesse in via diretta sul prestito erogato dalla banca e le operazioni effettuate in controgaranzia, con l’intervento di un confidi o di un altro fondo di garanzia.

Tra le 4.223 operazioni risultate nell’erogazioni di un prestito, sono 329 quelle per cui è stata adottata la modalità di intervento con controgaranzia, il 7,8% del totale, per complessivi 31 milioni di euro mobilitati.

L’importanza di questa modalità nell’economia complessiva dell’agevolazione è andata gradualmente riducendosi: nel 2018 solo il 7,2% dei prestiti garantiti ha visto l’intervento di un confidi, quando fino al 2015 tale incidenza superava l’11%.

Da segnalare come il tasso di mancata finalizzazione delle operazioni in controgaranzia (26,5%) sia significativamente più elevato rispetto a quello registrato nei casi di intervento diretto del Fondo (16,1%). La durata media dei prestiti erogati con intervento del Fondo è di 53,6 mesi. La varianza appare molto elevata, oscillando tra tre mesi e 240 (ossia 20 anni). La durata prevista più comune, registrata in oltre un terzo dei casi (37,9%), è 60 mesi; si tratta peraltro anche del valore mediano dell’intera popolazione.

Si registra una quota considerevole di finanziamenti a breve termine, di durata non superiore ai 18 mesi: 1.108 in tutto, ossia il 26,2% dei prestiti erogati.

L'ammontare medio dei prestiti erogati con intervento del Fondo è poco superiore ai 206mila euro a operazione (206.254 euro). In media, le operazioni che pur autorizzate dal Fondo hanno avuto esito negativo riguardavano valori nettamente maggiori rispetto a quelle finalizzate (329.383 euro).

Da notare, inoltre, come la media dei finanziamenti erogati in controgaranzia (110.042 euro) sia nettamente inferiore a quella rilevata per le operazioni attivate direttamente dagli istituti di credito (214.383 euro). Per ovvie ragioni, anche i finanziamenti a breve termine presentano una media del finanziamento comparativamente bassa (111.285 euro).

Le Regioni più attive

L’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI da parte delle startup innovative presenta evidenti squilibri sul piano della ripartizione territoriale.

Guardando ai valori medi, colpiscono i casi della Lombardia, che a fronte di un elevatissimo numero di operazioni si piazza al terzo posto in termini di importo medio del prestito, e delle Marche, al quinto posto per importo totale erogato – conseguenza di una media per singolo finanziamento tra le più alte d’Italia, seconda solo a quella registrata in Abruzzo.

Di tenore opposto la Campania che, pur attestandosi al sesto posto per numero di operazioni, presenta un livello di finanziamento medio tra i più bassi, davanti alla sola Valle d’Aosta.

Da evidenziare il caso della Toscana, unica in Italia a prevedere l’accesso al Fondo esclusivamente tramite controgaranzia: ne consegue un livello medio del finanziamento comparativamente basso (149.966 euro, 18° su 20) e che più di un quarto dei prestiti garantiti a startup innovative erogati in questa modalità a livello nazionale (90 su 329) è stato erogato in questa regione.

Le startup innovative di Friuli Venezia-Giulia e Trentino-Alto Adige, infine, presentano un’incidenza nell’accesso al Fondo di Garanzia sensibilmente più elevata rispetto alla media nazionale: oltre un quarto delle imprese che siano mai state iscritte come startup innovative ha avuto accesso alla misura.

Le differenze nell’accesso al Fondo non sono spiegate soltanto dal diverso numero di startup innovative localizzate in un’area: in alcune regioni l’agevolazione è stata utilizzata da una quota di imprese molto più elevata rispetto alla media nazionale. Si evidenzia un notevole gap Nord-Sud nell’accesso allo strumento: le regioni del Nord superano tutte la media nazionale, mentre quelle del Centro e del Mezzogiorno sono collocate o in prossimità o nettamente al di sotto di essa.

Le startup innovative e il Fondo di Garanzia per le PMI

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