Startup - finanziamenti in aumento grazie a Fondo Garanzia PMI

Startup- szwerink via Foter.com / CC BY-SASono 2.688 le startup innovative che hanno ricevuto un prestito coperto dalla garanzia pubblica del Fondo di Garanzia per le PMI. Spiccano i casi di Trentino-Alto Adige e Marche.

Startup – cresce il numero delle imprese costituite online

Il Ministero dello Sviluppo economico pubblica la diciannovesima edizione del rapporto sull’utilizzo del Fondo di Garanzia per le PMI da parte delle startup innovative.

Al 31 marzo 2019 sono 2.688 le startup innovative che hanno ricevuto un prestito coperto dalla garanzia pubblica del FGPMI, per un ammontare complessivo di circa 945 milioni di euro.

888 startup hanno ricevuto più di un prestito, per un totale di 4.650 operazioni.

Le operazioni effettive

Un’analisi esaustiva della performance dello strumento non può però ignorare che non tutte le operazioni autorizzate dal Fondo si traducono nell’effettiva erogazione di un prestito. Una volta ottenuta l’autorizzazione del Fondo, l’istituto di credito o confidi mantiene infatti una quota di discrezionalità sull’effettiva conclusione dell’operazione. 

Le operazioni autorizzate dal Fondo ed effettivamente tradottesi nella concessione di un finanziamento sono in tutto 4.650, per complessivi 944.958.641 euro erogati. Si tratta di oltre tre quarti delle operazioni approvate dal Fondo (78,9%) e del 71,4% dell’ammontare potenzialmente mobilitato.

Ne risulta che l’ammontare medio per singola operazione è pari a 203.217 euro, in lieve calo rispetto ai circa 206.254 euro registrati nella precedente edizione del rapporto (al 30 dicembre 2018). A seconda del loro stato di avanzamento, le operazioni risultate in un prestito possono essere distinte in tre categorie:

  • il prestito è stato concesso e risulta attualmente in regolare ammortamento. Si registrano 3.585 casi (60,8%), per un importo complessivo di 791.263.082 euro;
  • il prestito è stato già interamente restituito dall’impresa. Le operazioni in questione sono 826 (14%), per un totale di 93.092.095 euro. Si tratta nella grande maggioranza dei casi (85,7%) di finanziamenti a breve termine, ossia di durata pari o inferiore a 18 mesi, e di ammontare ridotto (in media 106mila euro);
  • il prestito è stato sì concesso, ma l’impresa non è stata in grado di restituirlo nei termini concordati: si tratta dunque di operazioni entrate in sofferenza, per cui è stato necessario richiedere l’effettiva attivazione della garanzia. Il 4,1% delle operazioni (239 casi) ricade in questa categoria: i prestiti coinvolti totalizzano 60.603.464 euro.

Al 31 dicembre 2018, le startup innovative che hanno ottenuto credito bancario con intervento del Fondo di Garanzia sono 2.688; tra esse, 888 hanno ricevuto più di un prestito (da cui il totale di 4.650 operazioni perfezionate sopra riportato). In media, ciascuna startup coinvolta ha ottenuto, sull’arco di una o più operazioni, credito per oltre 350mila euro (351.547 euro).

Finanziamenti diretti e in controgaranzia, durata, ammontare medio

Un’ulteriore distinzione che si rende necessaria per un’analisi completa dell’impatto dello strumento è quella tra garanzie concesse in via diretta sul prestito erogato dalla banca e le operazioni effettuate in controgaranzia, con l’intervento di un confidi o di un altro fondo di garanzia.

Tra le 4.650 operazioni risultate nell’erogazione di un prestito, sono 345 quelle per cui è stata adottata la modalità di intervento con controgaranzia, il 7,4% del totale, per complessivi 38,3 milioni di euro mobilitati.

L’importanza di questa modalità nell’economia complessiva dell’agevolazione è andata gradualmente riducendosi: nel 2018 solo il 7% dei prestiti garantiti ha visto l’intervento di un confidi, mentre fino al 2015 tale incidenza superava l’11%. Da segnalare, inoltre, come il tasso di mancata finalizzazione delle operazioni in controgaranzia, 27,4%, sia significativamente più elevato rispetto a quello registrato nei casi di intervento diretto del Fondo (16,5%).

Probabilmente, il tasso di utilizzo della controgaranzia è destinato a ridursi ulteriormente nei prossimi mesi, alla luce delle novità introdotte dal decreto 34/2019, meglio noto come decreto crescita. Se la disposizione di cui all’art. 18, comma 2 del decreto sarà confermata dalla legge di conversione, alle regioni sarà infatti negata la facoltà di limitare l’accesso al FGPMI esclusivamente alla sola controgaranzia di fondi regionali o confidi (politica alla data odierna adottata dalla sola Regione Toscana).

La durata media dei prestiti erogati con intervento del Fondo è di 53,6 mesi. Tuttavia, i finanziamenti agevolati presentano una durata molto variabile, oscillando tra tre mesi e 240 (ossia 20 anni). La durata prevista più comune, registrata in oltre un terzo dei casi (37,5%), è 60 mesi; si tratta peraltro anche del valore mediano dell’intera popolazione. Si registra una quota considerevole di finanziamenti a breve termine, ossia di durata non superiore ai 18 mesi: 1.227 in tutto, ossia il 26,4% dei prestiti erogati.

L'ammontare medio dei prestiti erogati con intervento del Fondo è pari a poco più di 203mila euro a operazione (203.217 euro). Da segnalare come metà delle operazioni con esito positivo abbia ammontare pari o inferiore a 120.000 euro, e che un buon 11,2% di esse non superi la soglia dei 30.000 euro.

Tendenzialmente, le operazioni che, pur autorizzate dal Fondo, non sono poi state perfezionate, presentavano valori maggiori rispetto a quelle finalizzate (media: 317.253 euro). Da notare inoltre come la media dei finanziamenti erogati in controgaranzia (110.954 euro) sia nettamente inferiore a quella rilevata per le operazioni attivate direttamente dagli istituti di credito (210.611 euro).

Le Regioni più attive

L’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI da parte delle startup innovative presenta evidenti squilibri sul piano della ripartizione territoriale.

Guardando ai valori medi, colpiscono i casi della Lombardia, che a fronte di un elevatissimo numero di operazioni si piazza al quinto posto in termini di importo medio del prestito, e delle Marche, al quinto posto per importo totale erogato – conseguenza di una media per singolo finanziamento tra le più alte d’Italia, seconda solo a quella registrata in Abruzzo.

Di tenore opposto la Campania che, pur attestandosi al sesto posto per numero di operazioni, presenta un livello di finanziamento medio tra i più bassi, davanti alla sola Valle d’Aosta.

Da evidenziare il caso della Toscana, unica in Italia a prevedere l’accesso al Fondo esclusivamente tramite controgaranzia: ne consegue un livello medio del finanziamento comparativamente basso (152.718 euro, 17° su 20) e che più di un quarto dei prestiti garantiti a startup innovative erogati in questa modalità a livello nazionale (91 su 345) è stato erogato in questa regione.

Le startup innovative di Friuli Venezia-Giulia e Trentino-Alto Adige, infine, presentano un’incidenza nell’accesso al Fondo di Garanzia sensibilmente più elevata rispetto alla media nazionale: quasi il 30% delle imprese che siano mai state iscritte come startup innovative ha avuto accesso alla misura.

Le differenze nell’accesso al Fondo non sono spiegate soltanto dal diverso numero di startup innovative localizzate in un’area: in alcune regioni l’agevolazione è stata utilizzata da una quota di imprese molto più elevata rispetto alla media nazionale. Si evidenzia un notevole gap Nord-Sud nell’accesso allo strumento: le regioni del Nord superano tutte la media nazionale, mentre quelle del Centro e del Mezzogiorno sono collocate o in prossimità o nettamente al di sotto di essa.

Le startup innovative e il Fondo di Garanzia per le PMI

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