Startup - quante sono e quanto valgono

Startup - Photo credit: faceless ekone via Foter.com / CC BY-NC-SA Aggiornato il 10 maggio 2019 Superano quota 10mila le startup iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese. Milano si conferma capitale italiana delle neo-imprese.

Finanziamenti startup e innovazione

Pubblicato il primo rapporto trimestrale 2019 sui principali trend demografici e finanziari delle startup innovative italiane, realizzato da Ministero dello Sviluppo Economico, InfoCamere e UnionCamere.

Startup: quante sono

Al 31 marzo il numero di startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese ha raggiunto quota 10.075, in aumento di 317 unità rispetto a fine 2018 (+3,2%). 

Il capitale sociale delle startup è notevolmente cresciuto negli ultimi tre mesi, raggiungendo quota 527,1 milioni di euro.

I settori di attività

Per quanto riguarda la distribuzione per settori di attività, il 72,6% delle startup innovative fornisce servizi alle imprese (in particolare, prevalgono le specializzazioni: produzione software e consulenza informatica, attività di R&S e attività dei servizi d’informazione). Il 18,4% opera nel manifatturiero (su tutti: fabbricazione di macchinari, fabbricazione di computer e prodotti elettronici e ottici, fabbricazione di apparecchiature elettriche), mentre il 3,6% opera nel commercio.

In alcuni settori economici l’incidenza delle startup innovative sul totale delle nuove società di capitali è particolarmente rilevante. È una startup innovativa il 7,9% di tutte le nuove società che operano nel comparto dei servizi alle imprese; per il manifatturiero, la percentuale corrispondente è 4,9%.

Giovani, donne, stranieri: chi fa startup in Italia

Quanto alla composizione delle compagini sociali, le startup con una prevalenza femminile sono 1.365, il 13,6% del totale, contro un’incidenza del 22,1% se si prende in esame l’universo delle società di capitali. Le startup innovative in cui almeno una donna è presente nella compagine sociale sono 4.358 (43,3% del totale, quota inferiore a quella fatta registrare dal complesso delle società di capitali, 47,5%).

Le startup innovative a prevalenza giovanile (under 35) sono 1.897, il 18,8% del totale. Si tratta di un dato di circa tre punti percentuali superiore rispetto a quello riscontrato tra le nuove aziende non innovative. Ancora maggiore è la differenza se si considerano le aziende in cui almeno un giovane è presente nella compagine sociale: 42,9% per le startup, 33,7% per le altre imprese.

Le startup innovative con una compagine sociale a prevalenza straniera sono 325, il 3,2% del totale, una quota inferiore a quella osservata nel complesso delle società di capitali (8,4%). Le startup in cui è presente almeno un cittadino non italiano sono il 13,7% (1.378 in tutto), proporzione del tutto simile a quella riscontrata tra le società di capitali (14,55%).

Milano si conferma capitale italiana delle startup

Quanto alla distribuzione geografica, la Lombardia resta la regione in cui è localizzato il maggior numero di startup innovative: 2.543, pari al 25,2% del totale nazionale. 

Seguono il Lazio, che supera quota mille (1.124; 11,2%), e l’Emilia-Romagna, con 891 startup (8,8% del totale nazionale). Al quarto posto rimane il Veneto con 879 (8,7%), seguito dalla Campania, prima regione del Mezzogiorno con 788 (7,8%).

Guardando invece i dati relativi all'incidenza delle startup innovative in rapporto al totale delle società di capitali è ancora il Trentino-Alto Adige a farla da padrone (5,1%). Seguono la Valle d’Aosta (4,9%), e il Friuli-Venezia Giulia (4,7%), uniche altre regioni a superare il 4%. Chiudono la classifica la Sardegna, con l’1,9%, e la Puglia, con l’1,8%.

Milano si conferma la capitale delle startup, con 1.791 neo-imprese, pari al 17,8% del totale nazionale, seguita da Roma, unica altra città sopra quota mille (1.012, 10%). Tutte le altre province maggiori sono molto staccate: nella top-5 figurano, nell’ordine, Napoli (360, 3,6%), Torino (322, 3,2%) e Bologna (317, 3,2%).

Se si considera il numero di startup innovative in rapporto al numero di nuove società di capitali attive nella provincia, al primo posto si posiziona Trento (7,1%); seguono Trieste (6,3%) e Rovigo (6,3%).

Da notare come nella parte alta della graduatoria si posizionino due delle principali province del Paese, Bologna (settimo posto, 5,1%) e Milano (ottavo posto), dove più del 5% delle società di capitali avviate negli ultimi cinque anni e con meno di cinque milioni di fatturato è una startup innovativa. All’estremo opposto, la provincia con la minore incidenza di questa tipologia di imprese sul totale delle nuove società di capitali è La Spezia (0,6%).

Quanto valgono le startup italiane

Il rapporto esamina i dati relativi ai bilanci 2017 disponibili, però, per il 57% delle startup iscritte. Nei restanti casi le imprese non hanno ancora depositato il loro primo bilancio, essendo state costituite nel 2018, oppure i dati relativi all’esercizio 2017 non sono ancora stati archiviati nel sistema informatico del Registro delle Imprese

Il valore della produzione medio per impresa nel 2017 risulta pari a circa 153mila euro, dato in calo (6.300 euro in meno, -4,1%), dato in lieve diminuzione rispetto al trimestre precedente (2mila euro in meno).

L’attivo medio è pari a poco più di 285mila euro per startup innovativa, in calo di circa 5mila euro rispetto alla precedente rilevazione. Considerando, infine, la produzione complessiva, essa ammonta a 879.534.513 euro, un dato inferiore di 32 milioni di euro (-3,5%) rispetto a quello registrato al termine del trimestre precedente (911.775.318 euro).

I dati citati hanno tutti un’implicazione chiara: nel corso degli ultimi tre mesi ha abbandonato la sezione speciale un gran numero di startup innovative con fatturato relativamente elevato. Questo rimanda a una caratteristica intrinseca della sezione speciale del Registro delle Imprese riservata alle startup innovative: il turnover costante della popolazione.

Il continuo flusso in entrata di nuove imprese di recente costituzione, che fisiologicamente presentano metriche economiche contenute, si accompagna alla progressiva fuoriuscita dalla fase di startup delle imprese più consolidate, che rappresentano le bestperformer dal punto di vista statistico. Eclatante in questo senso l’età media delle 178 startup innovative che al 31 marzo 2019 riportano un fatturato superiore a 1 milione di euro (per un valore complessivo di ben 341 milioni di euro), pari a 3 anni e 11 mesi.

Dal momento che i dati sul valore della produzione vengono catturati con cadenza annuale a seguito del deposito dei bilanci, le imprese di nuova iscrizione non compensano strutturalmente la diminuzione del fatturato totale dovuta all’uscita delle startup “mature”; al contrario, la costante espansione della popolazione complessiva determina una progressiva erosione dei valori medi.

Il dato sul valore mediano della produzione è pari a 29.146 euro, un valore significativamente più basso rispetto alla media: un ulteriore segnale del fatto che la maggioranza delle startup innovative registrate sono imprese molto piccole, in una fase embrionale di sviluppo, che in genere non hanno ancora trovato sbocchi di mercato. Il reddito operativo complessivo fatto registrare nel 2017 è negativo per circa 85,5 milioni di euro, un miglioramento di 5,7 milioni rispetto a tre mesi fa (-91,2 milioni). Uno dei parametri che più contraddistinguono le startup innovative rispetto altre nuove società di capitali è l’elevato grado di immobilizzazioni sull’attivo patrimoniale netto: in questo trimestre il rapporto è pari al 25,8%, 4 volte superiore rispetto al rapporto medio registrato per le altre nuove società, pari al 6,1%.

Nel 2017 permane tra le startup innovative una maggioranza di società in perdita: 54,9% (dato lievemente più basso rispetto alla precedente rilevazione), contro la restante parte (45,1%) che segnala un utile di esercizio. Com’è fisiologico per imprese a elevato contenuto tecnologico, che hanno tempi più lunghi di accesso al mercato, l’incidenza delle società in perdita tra le startup innovative risulta sensibilmente più elevata rispetto a quella rilevabile tra le società non innovative, comunque pari al 33,4%.

Gli indicatori di redditività ROI e ROE delle startup innovative registrano valori negativi; se però ci riferisce soltanto a quelle in utile, gli indici sono sensibilmente migliori di quelli fatti riportare dalle altre società di capitali (ROI: 0,12 contro 0,05; ROE: 0,27 contro 0,13). L’indice di indipendenza finanziaria delle startup innovative è inferiore rispetto a quello registrato dalle altre nuove imprese non innovative (0,30 contro 0,44); la differenza è lievemente più pronunciata se si considerano soltanto le startup innovative e le società di capitali in utile (0,29 contro 0,48). Per ogni euro di produzione le startup innovative generano in media 24 centesimi di valore aggiunto, un dato inferiore rispetto a quello delle altre società (26 centesimi).

Ancora una volta, limitandosi alle imprese in utile, le startup generano più valore aggiunto sul valore totale della produzione rispetto alle società di capitali: 38 centesimi contro 28.

Rapporto trimestrale sui trend delle startup innovative

Photo credit: faceless ekone via Foter.com / CC BY-NC-SA

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