Startup - quante sono e quanto valgono

Startup - Photo credit: faceless ekone via Foter.com / CC BY-NC-SA Superano quota 10mila le startup iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese. Milano si conferma capitale italiana delle neo-imprese.

Finanziamenti startup e innovazione

E' quanto emerge dal rapporto trimestrale 2019 sui principali trend demografici e finanziari delle startup innovative italiane, realizzato da Ministero dello Sviluppo Economico, InfoCamere e UnionCamere.

Startup: quante sono

Al 1° ottobre il numero di startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese ha raggiunto quota 10.610, in aumento di 184 unità rispetto a fine marzo (+1,76%). 

In lieve flessione il capitale sociale delle startup, che si attesta a quota 545,5 milioni di euro (-839 mila euro rispetto al trimestre precedente, -0,2% in termini percentuali).

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I settori di attività

Per quanto riguarda la distribuzione per settori di attività, il 76,7% delle startup innovative fornisce servizi alle imprese (in particolare, prevalgono le specializzazioni: produzione software e consulenza informatica, attività di R&S e attività dei servizi d’informazione). Il 17,6% opera nel manifatturiero (su tutti: fabbricazione di macchinari, fabbricazione di computer e prodotti elettronici e ottici), mentre il 3,8% opera nel commercio.

In alcuni settori economici l’incidenza delle startup innovative sul totale delle nuove società di capitali è particolarmente rilevante. È una startup innovativa l'8,1% di tutte le nuove società che operano nel comparto dei servizi alle imprese; per il manifatturiero, la percentuale corrispondente è 5%.

Giovani, donne, stranieri: chi fa startup in Italia

Quanto alla composizione delle compagini sociali, le startup con una prevalenza femminile sono 1.428, il 13,5% del totale, contro un’incidenza del 22% se si prende in esame l’universo delle società di capitali. Le startup innovative in cui almeno una donna è presente nella compagine sociale sono 4.573 (43,1% del totale, quota inferiore a quella fatta registrare dal complesso delle società di capitali, 47,2%).

Le startup innovative a prevalenza giovanile (under 35) sono 2.071, il 19,5% del totale. Si tratta di un dato di circa tre punti percentuali superiore rispetto a quello riscontrato tra le nuove aziende non innovative. Ancora maggiore è la differenza se si considerano le aziende in cui almeno un giovane è presente nella compagine sociale: 43,8% per le startup, 34,5% per le altre imprese.

Le startup innovative con una compagine sociale a prevalenza straniera sono 368, il 3,5% del totale, una quota inferiore a quella osservata nel complesso delle società di capitali (8,8%). Le startup in cui è presente almeno un cittadino non italiano sono il 13,7% (1.453 in tutto), proporzione del tutto simile a quella riscontrata tra le società di capitali (14,8%).

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Milano si conferma capitale italiana delle startup

Quanto alla distribuzione geografica, la Lombardia resta la regione in cui è localizzato il maggior numero di startup innovative: 2.755, pari al 26% del totale nazionale. 

Seguono il Lazio, che supera quota mille (1.155; 10,9%), e l’Emilia-Romagna, con 926 startup (8,7% del totale nazionale). A breve distanza compare al quarto posto il Veneto, con 918 startup (8,6%), seguito dalla Campania, di gran lunga la prima regione del Mezzogiorno con 852 (8%). In coda figurano la Basilicata con 117, il Molise con 76, e la Valle d’Aosta con 20 startup innovative.

Guardando invece i dati relativi all'incidenza delle startup innovative in rapporto al totale delle società di capitali è ancora il Trentino-Alto Adige a farla da padrone (4,9%). Seguono la Valle d’Aosta e il Friuli-Venezia Giulia (4,7%). Chiudono la classifica la Sardegna con l’1,9% e Puglia e Toscana con l’1,8%.

Milano si conferma la capitale delle startup, con 1.955 neo-imprese, pari al 18,4% del totale nazionale. Al secondo posto compare Roma, unica altra provincia oltre quota 1.000 (1.044 startup, 9,8% nazionale). Tutte le altre province maggiori sono molto staccate: nella top-5 figurano, nell’ordine, Napoli (399, 3,8%), Torino (359, 3,4%) e Bologna (332, 3,1%). La top-10 è completata da Padova, Bari, Verona Bergamo e Salerno.

Se si considera il numero di startup innovative in rapporto al numero di nuove società di capitali attive nella provincia, al primo posto si posiziona Trento (6,8%); seguono Trieste (6,4%) e Ascoli Piceno (6,1%).

Da notare come nella parte alta della graduatoria si posizionino due delle principali province del Paese: Milano, al 5° posto, e Bologna, al 6°, dove poco più del 5% delle società di capitali avviate negli ultimi cinque anni e con meno di cinque milioni di fatturato è una startup innovativa. All’estremo opposto, la provincia con la minore incidenza di startup sul totale delle nuove società di capitali è Agrigento (0,4%).

Quanto valgono le startup italiane

Il rapporto esamina i dati di bilancio relativi al 2018, che però coprono il 60,4% delle startup iscritte al 30 settembre 2019.

Il valore della produzione medio per impresa nel 2018 risulta pari a circa 187mila euro, dato in sensibile aumento rispetto al trimestre precedente (40 mila euro in più). 

L’attivo medio è pari a poco più di 330mila euro per startup innovativa, in sensibile aumento di circa 50 mila euro rispetto alla precedente rilevazione. Considerando, infine, la produzione complessiva, essa ammonta a 1.199.231.058 euro, un dato superiore di poco più di 382 milioni di euro rispetto a quello registrato al termine del trimestre precedente (817.028.946 euro).

Il reddito operativo complessivo registrato nel 2018 è negativo per circa 83 milioni di euro, un miglioramento di 2 milioni rispetto a tre mesi fa (-85,5 milioni). Uno dei parametri che più contraddistinguono le startup innovative rispetto alle nuove società di capitali è l’elevato grado di immobilizzazioni sull’attivo patrimoniale netto: in questo trimestre il rapporto è pari al 23,8%, poco più di 6 volte superiore rispetto al rapporto medio registrato per le altre nuove società, pari al 3,6%.

Nel 2018 permane tra le startup innovative una maggioranza di società in perdita: 52,3% (dato lievemente più basso rispetto alla precedente rilevazione), contro la restante parte (47,7%) che segnala un utile di esercizio. Com’è fisiologico per imprese a elevato contenuto tecnologico, che hanno tempi più lunghi di accesso al mercato, l’incidenza delle società in perdita tra le startup innovative (pari al 52,3%) risulta sensibilmente più elevata rispetto a quella rilevabile tra le nuove società di capitali non innovative (pari al 32,1%).

Gli indicatori di redditività ROI e ROE delle startup innovative registrano valori negativi; se però ci riferisce soltanto a quelle in utile, gli indici sono sensibilmente migliori di quelli fatti riportare dalle altre società di capitali (ROI: 0,12 contro 0,06; ROE: 0,27 contro 0,16).

L’indice di indipendenza finanziaria delle startup innovative è inferiore rispetto a quello registrato dalle altre nuove imprese non innovative (0,31 contro 0,47); la differenza è lievemente più pronunciata se si considerano soltanto le startup innovative e le società di capitali in utile (0,30 contro 0,49).

Per ogni euro di produzione le startup innovative generano in media 26 centesimi di valore aggiunto, un dato lievemente inferiore rispetto a quello delle altre società (27 centesimi). Ancora una volta, limitandosi alle imprese in utile, le startup generano, per contro, più valore aggiunto sul valore totale della produzione rispetto alle società di capitali: 38 centesimi contro 29.

Rapporto trimestrale sui trend delle startup innovative

Photo credit: faceless ekone via Foter.com / CC BY-NC-SA

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