Macroregioni – a che punto sono le strategie Eusair e Eusalp

Un rapporto della Commissione europea sintetizza risultati e problemi delle strategie macroregionali

Macroregione Adriatico Ionica

Ue - lancio della Macroregione alpina - EUSALP

Macroregione Adriatico-Ionica: Gozi, occasione per uso efficace fondi Ue

La Commissione europea ha adottato il primo report sull'implementazione delle quattro strategie macroregionali dell'Unione, dedicate alle aree del Baltico, del Danubio, Adriatico-Ionica e Alpina. Il rapporto descrive stato dell'arte, buone pratiche e lezioni apprese, oltre a suggerire una serie di raccomandazioni specifiche per ciascuna macroregione.

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Con 19 Stati membri e otto Paesi extra Ue interessati, le quattro strategie macroregionali dell'Ue hanno accresciuto la consapevolezza dell'importanza della cooperazione territoriale - soprattutto in ambiti quali il contrasto al cambiamento climatico, l'energia, le vie navigabili - e della possibilità di promuovere nuove azioni senza aumentare oneri finanziari e burocrazia.

L'approccio dei tre no - no a nuove norme, finanziamenti e istituzioni - permette infatti di portare avanti le iniziative delle macroregioni nel quadro dei programmi finanziati dai fondi strutturali e di investimento europei e degli altri canali di finanziamento Ue.

Allo stesso tempo, rileva il report della Commissione, le strategie non hanno ancora sviluppato pienamente il loro potenziale e presentano debolezze, soprattutto sul fronte della governance, della capacità amministrativa e del coordinamento delle diverse fonti finanziarie disponibili. Criticità riscontrate anche con riferimento alle macroregioni che coinvolgono l'Italia - Adriatico-Ionica e Alpina - e che diventano particolarmente rilevanti alla luce del dibattito sul futuro della Politica di Coesione. Per ciascuna strategia macroregionale esistono poi sfide specifiche, che il rapporto passa in rassegna insieme ai risultati raggiunti.

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Strategia per la macroregione Adriatico-Ionica

Risultati di Eusair

Nata nel 2014, dopo i progetti macroregionali nelle aree baltica e danubiana, Eusair coinvolge otto Stati tra Paesi membri (Croazia, Grecia, Italia e Slovenia) ed extra-Ue (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Serbia) e si articola in quattro pilastri: Crescita blu; Collegare la regione (reti di trasporto ed energia); Qualità ambientale; Turismo sostenibile.

Finora le attività si sono concentrate soprattutto sulla creazione delle strutture di governance e delle regole, mediante un'ampia consultazione tra le principali parti interessate, anche alla luce della partecipazione di Paesi extra-Ue con notevoli disparità socio-economiche e amministrative.

La struttura scelta prevede il pieno accesso dei Paesi terzi alla governance della strategia, ad esempio attraverso la presidenza aperta a rotazione a tutti gli Stati partecipanti, mentre il supporto amministrativo e tecnico è stato garantito con un progetto strategico approvato nel maggio 2016 nel quadro del Programma Intereg Adrion, il Facility Point.

I coordinatori hanno anche individuato le prime azioni prioritarie, che spaziano dallo sviluppo delle autostrade del mare alla protezione del patrimonio culturale, e i criteri per la selezione dei progetti, oltre ad impegnarsi nel promuovere la cooperazione tra i fondi SIE e il Programma IPA per l'assistenza pre-adesione.

Sfide di Eusair

Nonostante il sostegno politico, le risorse messe a disposizione dai Paesi partecipanti sono insufficienti per sviluppare la strategia e al livello delle amministrazioni nazionali e regionali mancano impegni chiari e un calendario specifico, rileva la Commissione, sottolineando che il supporto finanziario e operativo fornito dal Facility Point dovrebbe aiutare a superare alcune di queste difficoltà.

Dal momento che si tratta di Paesi interessati dalla crisi dei migranti e dei rifugiati, la Commissione suggerisce anche di utilizzare Eusair per realizzare iniziative coordinate in questo ambito, oltre che nei settori dell'energia e dei trasporti.

Strategia per la macroregione Alpina (Eusalp)

Risultati di Eusalp

Avviata solo nella prima metà del 2016, Eusalp ha sperimentato una partenza abbastanza rapida grazie alla cooperazione politica ed economica già avviata tra i sette Paesi dell'area, cinque Stati membri (Austria, Francia, Germania, Italia e Slovenia) e due Paesi terzi (Liechtenstein e Svizzera).

Anche se è presto per trarre conclusioni sull'implementazione della strategia, la Commissione sottolinea che le strutture di governance e le regole di Eusalp sono state in buona parte concordate prima del lancio ufficiale, mentre i primi incontri dei gruppi di azione hanno già definito un programma di lavoro con le principali tematiche di interesse.

L'attuazione della strategia potrà contare anche sulle risorse del Programma Interreg Spazio Alpino, attraverso il progetto dedicato AlpGov.

Sfide di Eusalp

Con una partenza così rapida Eusalp ha generato molte aspettative tra gli stakeholder, per cui la Commissione ha in mente di intervenire nel corso del 2017 per assicurarsi che gli Action Groups siano in grado di lavorare a progetti concreti e che gli obiettivi della strategia macroregionale siano tenuti in considerazione nei Programmi operativi a valere sui fondi europei.

Un'altra sfida riguarda lo sviluppo della piattaforma degli stakeholder, che dovrebbe garantire la partecipazione di tutti i soggetti interessati e della società civile nel suo insieme.

Raccomandazioni comuni alle quattro strategie macroregionali

Un pacchetto di raccomandazioni sono indirizzate in generale a tutte le macroregioni:

  • Migliorare l'efficacia, ad esempio verificando il funzionamento del sistema di governance, il coordinamento tra i comitati direttivi e le autorità di gestione dei Programmi operativi a valere sui fondi SIE;
  • Concentrarsi sui risultati, attraverso un solido sistema di monitoraggio, anche con il supporto del programma ESPON, e una migliore comunicazione del valore aggiunto delle strategie e dei loro progetti;
  • Coordinare meglio i finanziamenti disponibili a diversi livelli, dal momento che non esistono budget dedicati, e valutare il ricorso a strumenti finanziari, anche in sinergia con il Fondo europeo per gli investimenti strategici (EFSI);
  • Rafforzare le relazioni con i Paesi terzi, sfruttando le strategie macroregionali per favorire lo sviluppo regionale e la coesione.

> Report sulle strategie macroregionali

Photo credit: Janusz Recław 

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