Strategia nazionale aree interne – a che punto siamo

Aree interne - photo credit: Luca GiarelliNella relazione dell'Agenzia per la Coesione territoriale, i risultati della Strategia nazionale aree interne, finanziata con oltre 281 milioni di euro dalle leggi di Bilancio e già destinataria di circa 250 milioni di euro a valere sui POR FESR e FSE, sui PSR e sul FEAMP.

CIPE – finanziamenti per la Strategia aree interne

Al 31 gennaio 2018 tutte le 48 aree che hanno avuto copertura finanziaria con le leggi di Stabilità 2014, 2015 e 2016 hanno approvato una “Bozza di Strategia”, in 35 aree è stato definito anche il “Preliminare alla definizione della Strategia d’area”, mentre in 19 aree si è chiuso il percorso di co-progettazione con l’approvazione della “Strategia d’area” e sette hanno avviato la fase attuativa con la firma dell'Accordo di programma quadro. Sono i numeri contenuti nella relazione 2017 sull'avanzamento della Strategia nazionale aree interne (SNAI), cofinanziata dai fondi europei 2014-2020.

Aree interne – primi Accordi di Programma Quadro in dirittura d'arrivo

Perchè una strategia per le aree interne

Coordinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la partecipazione di importanti Ministeri, di tutte le Regioni e della Provincia Autonoma di Trento, la Strategia nazionale per le aree interne mira a contrastare lo spopolamento e la marginalizzazione dei luoghi più remoti del Paese, a rimuovere gli ostacoli all'innovazione produttiva, sociale e amministrativa, a garantire i servizi essenziali in territori che rappresentano il 60% della superficie nazionale, il 52% dei Comuni e il 22% della popolazione.

All'obiettivo del miglioramento della quantità e della qualità dei servizi di cittadinanza (istruzione, salute, mobilità), ricorda la relazione, sono assegnate risorse nazionali previste in legge di Bilancio, mentre allo sviluppo delle filiere produttive locali concorrono le risorse provenienti dalla programmazione regionale dei fondi UE (FESR, FSE, FEASR, FEAMP).

Come previsto dall’Accordo di Partenariato 2014-2020, le Regioni e la Provincia Autonoma di Trento hanno selezionato da un minimo di due a un massimo di cinque aree, per un totale di 68 aree, cui nel corso del 2017 si sono aggiunte altre quattro aree, tre localizzate in Puglia e una in Abruzzo all'interno del cratere sismico, per un totale di 72 aree. La strategia coinvolge quindi 1.077 Comuni per 2.072.718 abitanti e un territorio totale di 51.366 kmq.

Si tratta di territori oggetto di un calo demografico pari al 4,4% nel periodo 2001-2011, a fronte di un incremento medio di popolazione in Italia del 4,3%, trend confermato nel periodo 2011-2016 da una ulteriore perdita di residenti del 2,3%, contro una crescita del 2,1% della popolazione media italiana.

Dalla bozza di Strategia d'area all'Accordo di programma quadro

La relazione sintetizza anche il percorso di costruzione di ciascuna Strategia d’area, dalla prima “Bozza di Strategia” al “Preliminare alla definizione della Strategia d’area”, che viene condiviso con la Regione e il Comitato Tecnico per dare avvio formalmente alla fase di coprogettazione.

Sulla base del Preliminare si passa allo scouting dei soggetti che possono portare un contributo alle linee di azione identificate e alla declinazione dei contenuti nelle azioni, i risultati attesi e gli indicatori di risultato all'interno della “Strategia d’area”.

Una volta condivisa dal Comitato Tecnico Aree Interne e dalla Regione, questa viene trasmessa all’Agenzia per la Coesione Territoriale, che dà avvio alla fase di preparazione del quarto e ultimo documento: l’Accordo di Programma Quadro.

Aree Interne: linee guida per strategia d'area-progetto

Lo stato dell'arte

In base alla relazione, al 31 gennaio 2018, in tutte le 48 aree che hanno avuto copertura finanziaria con le leggi di Stabilità 2014, 2015 e 2016 è stata approvata la “Bozza di Strategia” e in 35 aree si è arrivati al “Preliminare alla definizione della Strategia d’area”.

Sono 19, invece, le aree in cui nel corso del 2017 si è chiuso il percorso di co-progettazione con l’approvazione della “Strategia d’area”: Valli dell’Antola e del Tigullio, Valchiavenna, Alta Valtellina, Appennino Basso Pesarese e Anconetano, Alta Marmilla, Alta Carnia, Bassa Valle, Montagna Materana, Alta Irpinia, Casentino Valtiberina, Sud Ovest Orvietano, Basso Sangro-Trigno, Valli Maira e Grana, Matese, Madonie, Tesino, Unione Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni, Appennino Emiliano, Monti Dauni. In altre tre aree (Valle del Comino, Simeto Etna e Reventino-Savuto), inoltre, stanno maturando le condizioni per l’approvazione del documento di Strategia.

Sette aree interne (Alta Valtellina, Valchiavenna, Appennino Basso Pesarese e Anconetano, Alta Irpinia, Basso Sangro-Trigno, Valli dell’Antola e del Tigullio, Casentino-Valtiberina) hanno invece avviato la fase attuativa della Strategia con la firma dell’Accordo di Programma Quadro, mentre otto hanno raggiunto la fase finale del processo.

Due di queste otto aree - Bassa Valle (Val d’Aosta) e Sud Ovest Orvietano hanno concluso la fase istruttoria -, mentre le altre (Montagna Materana, Matese, Alta Marmilla, Madonie, Valli Maira e Grana, Alta Carnia) sono attualmente impegnate nell’elaborazione e nel perfezionamento degli allegati degli Accordi di Programma Quadro.

Le risorse mobilitate

Con lo stanziamento di 91,1 milioni approvato nell'ambito della legge di Bilancio 2018, la dotazione complessiva della Strategia Nazionale è arrivata a quota 281,18 milioni di euro, sufficienti a completare l’intervento in tutte le 72 aree selezionate.

La dotazione nazionale è così ripartita: 16 milioni di euro per l’anno 2015, 60 milioni di euro per l’anno 2016, 94 milioni di euro per l’anno 2017, 20 milioni di euro per l’anno 2018, 30 milioni di euro per l’anno 2019, 30 milioni di euro per l’anno 2020 e 31,18 milioni di euro per l’anno 2021.

Ai fondi nazionali – pari a 3,740 milioni di euro per ciascuna area – si aggiungono poi le risorse messe a disposizione dalle Regioni nel quadro della programmazione dei fondi strutturali e d’investimento europei 2014-2020.

Con riferimento alle 19 “Strategie d’area” approvate, a fronte di un finanziamento statale di 71 milioni di euro, le risorse regionali ammontano a circa 250 milioni di euro, a valere sui Programmi Operativi Regionali FESR e FSE, sui Programmi di Sviluppo Rurale (FEASR) e sul FEAMP, con un effetto-leva del 452% (rapporto tra la somma degli investimenti previsti e le risorse statali stanziate).

A queste risorse si sommano poi i 50 milioni di euro stanziati dalla legge di Bilancio 2018 per la realizzazione di edifici scolastici innovativi nelle aree interne del Paese.  

Photo credit: Luca Giarelli

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