Piemonte: nuove regole per l'edilizia sociale

Appartamenti - foto di SengkangApprovata una serie di regolamenti attuativi della Legge regionale n. 3/2010 in materia di edilizia sociale. La normativa intende garantire il diritto all'abitazione mediante politiche territoriali e abitative, tutelando i nuclei familiari meno abbienti e specifiche categorie sociali.

Le nuove norme, in vigore da gennaio 2012, introducono, infatti, novità importanti, a cominciare da una regolamentazione più rigorosa delle fattispecie di emergenza abitativa, per garantire omogeneità sul territorio regionale.

Innanzitutto, per accedere all’edilizia sociale, si utilizzerà l’Isee quale indicatore per l’individuazione dei nuclei più bisognosi; i valori saranno aggiornati ogni anno dalla struttura regionale competente, sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

Inoltre, al fine di garantire una corrispondenza più equa tra reddito percepito e canone dovuto, gli assegnatari saranno ripartiti in fasce di canone più articolate.

Previsti anche una revisione dei canoni di locazione, con una graduale applicazione dei medesimi nell’arco di un biennio, e nuovi parametri dimensionali per l’assegnazione degli alloggi in rapporto alla composizione del nucleo.

Le graduatorie delle richieste per l’assegnazione degli alloggi saranno redatte sulla base di punteggi più articolati rispetto al passato, con particolare attenzione a nuove tipologie di disagio, e i Comuni potranno aggiornare con maggior frequenza le graduatorie per rispondere tempestivamente alle situazioni di emergenza.

Il fondo sociale, rivolto a coloro che non sono in grado di provvedere al pagamento del canone di locazione e dei servizi accessori, prevederà una maggiore responsabilizzazione degli assegnatari e degli enti gestori.

Si accorceranno, infine, i tempi per il rilascio degli alloggi da parte di coloro che hanno perso i requisiti per la permanenza, al fine di dare maggior disponibilità alloggiativa per gli aventi titolo. In particolare, i beneficiari dovranno comunicare all’ente gestore la cessazione delle condizioni che hanno determinato la concessione del contributo entro trenta giorni dal verificarsi della nuova situazione; l’ente gestore, invece, dovrà revocare in qualsiasi momento al beneficiario il contributo, quando accerti l’insussistenza dei requisiti che ne hanno determinato la concessione.

"Il filo conduttore è l’attenzione per le fasce deboli, con particolare riguardo agli anziani ed ai portatori di handicap", ha dichiarato il vicepresidente e assessore all’Edilizia, Ugo Cavallera.

Regolamenti

Legge regionale n. 3-2010

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