Lombardia: la strategia regionale per le politiche giovanili 2012-2015

Giovani - foto di Webmastertdea Approvate le Linee di indirizzo per una governance delle politiche giovanili in Lombardia 2012-2015, volte a promuovere interventi sostenibili in grado di rispondere alle aspettative dei giovani. Per il biennio di sperimentazione 2012-2013 la Regione riserva una quota di oltre 2,4 milioni di euro, integrabili con ulteriori 1,8 milioni di euro, la cui disponibilità è subordinata all’effettiva erogazione del Fondo Nazionale Politiche Giovanili – annualità 2010.

Da una serie di rierche è emerso che le principali richieste dei giovani riguardano:

  1. lavoro (sostegno all’occupazione e all’imprenditoria giovanile, maggiore integrazione tra scuola e lavoro, lavoro sicuro al termine degli studi ecc.),
  2. scuola e formazione (incentivi economici per completare il percorso di studi, premi al merito scolastico, incrementi dell’offerta di corsi di formazione),
  3. aggregazione giovanile (più luoghi ed eventi per creare aggregazione).

In tale contesto, le Linee di indirizzo mirano a:

  • raggiungere un minimo comun denominatore, tendente all’alto, rispetto alle opportunità per la popolazione giovanile su tutto il territorio lombardo;
  • spingere e sostenere una programmazione locale che necessariamente deve essere differenziata, ma non frammentata;
  • sviluppare un approccio progettuale e di intervento capace di leggere l’intera filiera dei processi (dalla fase dell’analisi delle esigenze, a quello dell’accesso alle opportunità, a quello della qualificazione delle dotazioni, a quello dell’autonomia e della produzione);
  • promuovere lo sviluppo di una programmazione integrata per le politiche giovanili che coinvolga attivamente sia gli enti locali sia la popolazione di età compresa tra i 14 e i 30 anni presente sul territorio, pari al 22% della cittadinanza lombarda.

In particolare, secondo il modello di governance proposto, le politiche giovanili si sviluppano su una programmazione che vede quattro livelli funzionali:

  • Regione, con funzioni di programmazione, indirizzo, accompagnamento alla realizzazione del modello di governance, monitoraggio, verifica e controllo, sviluppo di azioni di sistema;
  • Province, con funzioni di supporto per il raccordo e il coordinamento a livello intermedio;
  • Comuni associati, con funzioni di programmazione, progettazione e gestione, in partenariato e forte integrazione con i soggetti del privato sociale attivi nella comunità utilizzando in particolare le reti, le agenzie e gli interventi sovra comunali già esistenti;
  • Soggetti della sussidiarietà orizzontale, quali organismi di rappresentanza delle formazioni sociali, con particolare rilievo alla rappresentatività e all’associazionismo dei giovani, garantendo il loro apporto nella programmazione e nella realizzazione dei diversi interventi e servizi.

Dunque, in una prospettiva di raccordo tra programmazione strategica regionale e programmazione locale, si individua un modello multileavel governace, in cui le linee di indirizzo regionale assumono il ruolo di «programma sorgente» rispetto ai programmi locali. Si delineano pertanto due livelli di obiettivi fra loro integrati:

  1. obiettivi a regia regionale, che potranno costituire una sperimentazione per interventi caratterizzati da innovazione e da sinergie interdirezionali con soggetti esterni;
  2. obiettivi territoriali coerenti con il quadro degli indirizzi regionali e sensibili ai contesti e ai bisogni locali, in grado di promuovere opportunità per i giovani sull’intero territorio regionale.

Tali obiettivi saranno perseguiti mediante l'adozione di azioni volte a:

  • sviluppare la creatività giovanile,
  • favorire percorsi di socializzazione e aggregazione che qualifichino il tempo libero,
  • promuovere l'autonomia e la transizione alla vita adulta,
  • promuovere la partecipazione e il protagonismo dei giovani, finalizzate ad affermare,
  • diffondere e a consolidare la cultura della cittadinanza e lo sviluppo di comunità.

Al fine di sostenere la programmazione locale in materia di politiche giovanili verranno individuate, nell’ambito del Fondo Nazionale per le Politiche Giovanili, risorse specificatamente destinate a integrare, sotto il profilo economico, l’attuazione delle Linee di indirizzo.

Il cofinanziamento regionale, che intende avere un «effetto leva» per generare innovazione, si colloca all’interno di un disegno di governance territoriale che deve essere anche forma di coordinamento per l’allocazione delle risorse.

Pertanto, le risorse regionali che si renderanno disponibili, compatibilmente con le assegnazioni statali, concorreranno in una logica di «budget unico» alla realizzazione di obiettivi e azioni definiti all’interno di uno strumento di programmazione locale che coinvolga la partnership pubblico- privato.

I meccanismi di riparto delle risorse disponibili, le modalità di valutazione delle richieste di cofinanziamento che perverranno e le modalità di assegnazione delle risorse, verranno definiti con successivi atti della competente Direzione Generale Sport e Giovani della Regione Lombardia, sentito anche il Tavolo Permanente per le Politiche Giovanili - istituito con DGR n. 1304/2001, come strumento per dare una dimensione di stabilità al coordinamento delle politiche giovanili e per attivare e mantenere processi relazionali e partecipativi con i soggetti che, a diverso titolo attuatori di tali politiche.

Links

Linee di indirizzo per una governance delle politiche giovanili 2012-2015 (Bur n. 47 del 22-11-2011)

Politiche Giovanili - Normativa nazionale

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