Tutte le news su:

  • Decreto Milleproroghe

    Con l'espressione "Decreto Milleproroghe" si intende un decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri entro la fine dell'anno in corso al fine di prorogare o rinviare disposizioni urgenti.

    Lo strumento, nato come misura eccezionale, viene riproposto annualmente in Italia a partire dal 2005.

  • Aiuti Terremoto

    Terremoto - fonte: Sito del Dipartimento della Protezione Civile - Presidenza del Consiglio dei MinistriIn caso di terremoto oltre alle risorse nazionali e regionali per il finanziamento degli interventi di ricostruzione pubblica e privata, l'Italia può contare, per la parziale copertura dei costi di gestione dell'emergenza, sulle risorse del Fondo di solidarietà dell'Unione europea.

    Il Fondo di solidarietà Ue sostiene i territori dell'Unione colpiti da grandi calamità naturali come terremoti, inondazioni, incendi forestali, tempeste e siccità. L'Italia vi ha fatto ricorso in diverse occasioni, tra cui il terremoto in Abruzzo e in Emilia e l'alluvione in Liguria, e ne ha richiesto l'utilizzo anche per gli eventi sismici verificatisi nel 2016 in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

    Inoltre,  l'Italia può attivare il Meccanismo Ue per la Protezione civile, che agevola la cooperazione negli interventi di soccorso e il coordinamento degli aiuti provenienti da altri Paesi.

  • Contratti di sviluppo

    Contratti di sviluppoNati nel 2011 e attivi dal 2012, i Contratti di sviluppo finanziano investimenti nel comparto industriale (compresa la trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli), nel settore turistico e nel campo della tutela ambientale, cui possono essere collegati programmi di ricerca e sviluppo e per l'innovazione.

    Le agevolazioni, destinate a imprese italiane ed estere, sono concesse in forma di contributo a fondo perduto in conto impianti per investimenti nell'industria, nel turismo e per la tutela dell'ambiente, di contributo a fondo perduto alla spesa solo per attività di R&S e innovazione, di finanziamento agevolato e di contributo in conto interessi, singolamente o in maniera combinata tra loro. 

    I programmi di investimento devono avere importo non inferiore a 20 milioni di euro, con la sola eccezione della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, per cui la soglia minima è fissata a 7,5 milioni di euro, e dei programmi di ricerca, sviluppo e innovazione, per cui è pari a 1,5 milioni di euro.

    Le domande possono essere presentate solo via web sulla piattaforma predisposta da Invitalia.

  • Contributi editoria

    EditoriaIl sistema dei contributi diretti all'editoria, interrotto dal decreto-legge n. 201 del 2011 e provvisoriamente sostituito dalla legge di Stabilità 2014 con l'istituzione di un Fondo straordinario per gli interventi a sostegno del settore, è stato riformato con la legge editoria n. 198-2016 in vigore dal 15 novembre 2016.

    La legge istituisce il nuovo Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione, alimentato da risorse statali già destinate al settore, dal canone Tv (fino a un massimo di 100 milioni di euro) e da un contributo di solidarietà a carico di concessionari della raccolta pubblicitaria sui mezzi di stampa, radiotelevisivi e digitali, società operanti nel settore dell'informazione e della comunicazione che svolgano raccolta pubblicitaria diretta e altri soggetti che esercitino l'attività di intermediazione nel mercato della pubblicità.

    I contributi del Fondo sono destinati alle imprese editrici che, in ambito commerciale, esercitano unicamente un'attività informativa autonoma e indipendente, di carattere generale, costituite come cooperative giornalistiche, enti senza fini di lucro, imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale sia detenuto in misura maggioritaria da cooperative, fondazioni o enti morali non aventi fini di lucro.

  • Fondo Sviluppo Coesione - FSC

    Il Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) è, con i fondi strutturali europei, il principale strumento finanziario per l'attuazione delle politiche per lo sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale e la rimozione degli squilibri economici e sociali in Italia.

    L'origine del FSC va ricercata nei Fondi per le aree sottoutilizzate (FAS), istituiti dalla finanziaria 2003 presso il Ministero dell’Economia e delle finanze e il Ministero delle Attività produttive. La denominazione di Fondo Sviluppo e Coesione è stata introdotta con il decreto legislativo n. 88 del 2011, con l'obiettivo di dare unità programmatica e finanziaria all’insieme degli interventi aggiuntivi a finanziamento nazionale rivolti al riequilibrio economico e sociale tra le diverse aree del Paese.

    Il FSC ha carattere pluriennale, in coerenza con l’articolazione temporale della programmazione dei fondi strutturali dell’Unione europea, ed è finalizzato al finanziamento di progetti strategici, sia di carattere infrastrutturale sia di carattere immateriale, di rilievo nazionale, interregionale e regionale.

  • Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo - BERS

    Costituita nel 1991 per favorire la transizione dei Paesi dell’Europa centrale e orientale e dell’ex Unione Sovietica verso un'economia di mercato, La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) è un’istituzione finanziaria internazionale (IFI) che opera, in stretta collaborazione con le altre banche multilaterali e nazionali, in due modi:

    • direttamente, concedendo finanziamenti a medio-lungo termine,
    • indirettamente, attraverso intermediari finanziari, concedendo linee di credito e cofinanziamenti.

    La BERS incoraggia il cofinanziamento e gli investimenti diretti esteri (IDE) nei settori pubblico e privato, in particolare per progetti che difficilmente potrebbero essere realizzati alle condizioni di mercato, e promuove le PMI locali per migliorare la produttività e la congiuntura commerciale.

    Gli azionisti della Banca sono 64, tra cui tutti i Paesi Ue, l’Unione europea e la Banca Europea per gli Investimenti(BEI).

    L’Italia è uno dei paesi fondatori della BERS e partecipa al capitale della Banca con una quota dell'8,52%, pari a quella detenuta da Francia, Germania, Regno Unito e Giappone. Gli Stati Uniti detengono il 10%, Spagna, Russia e Canada il 4%, l’UE e la BEI il 3%, mentre gli altri 51 membri si dividono il 30% circa. L’area di intervento della Banca rappresenta una delle direttrici principali dell’interscambio commerciale e degli investimenti esteri italiani.

  • Banca Mondiale

    Banca MondialeCreata sotto il nome di Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo il 27 dicembre 1945 per aiutare Europa e Giappone nella loro rinascita dopo la seconda guerra mondiale, la Banca Mondiale ha oggi l'obiettivo di contrastare la povertà attraverso l'erogazione di aiuti e finanziamenti destinati a progetti di sviluppo nei Paesi in difficoltà.

    Dal 2007 il gruppo si compone di 5 istituzioni:

    • Banca Internazionale di Ricostruzione e di Sviluppo (International Bank for Reconstruction and Development – IBRD), che emette prestiti a favore dei governi dei Paesi a medio reddito e a basso reddito con “merito di credito”,
    • Agenzia Internazionale per lo Sviluppo (International Development Association – IDA), che emette prestiti a interessi zero (credits) e donazioni ai governi dei Paesi più poveri;
    • Società Finanziaria Internazionale (International Finance Corporation – IFC), che si occupa dello sviluppo del settore privato e sostiene i PVS attraverso finanziamento e cofinanziamento di investimenti, mobilitazione di capitale e servizi di consulenza;
    • Agenzia Multilaterale per la Garanzia degli Investimenti (Multilateral Investment Guarantee Agency – MIGA), che promuove investimenti diretti esteri nei PVS con garanzie a copertura del rischio politico a favore di investitori e prestatori;
    • Centro Internazionale per la Risoluzione delle Controversie in materia di investimenti (International Centre for Settlement of Investments Desputes – ICSID), che eroga servizi di conciliazione e arbitrato in caso di dispute su investimenti internazionali.

    Il presidente della Banca Mondiale è nominato dal governo degli Stati Uniti (maggior azionista della Banca) per un periodo di 5 anni, rinnovabile dal consiglio di amministrazione.

  • Banca Europea per gli Investimenti - BEI

    Banca europea per gli investimenti - Photocredit EIBLa Banca europea per gli investimenti (BEI) è un'instituzione che assume prestiti sui mercati dei capitali e eroga prestiti a condizioni favorevoli per progetti che sostengono obiettivi dell’Ue. 

    Gli obiettivi principali della Banca sono:

    • accrescere le potenzialità dell'Europa in termini di occupazione e crescita,
    • sostenere le iniziative volte a mitigare i cambiamenti climatici,
    • promuovere le politiche dell'Ue al di fuori dei suoi confini.

    La BEI fornisce tre tipi principali di prodotti e servizi:

    • prestiti, che costituiscono circa il 90% dei suoi impegni finanziari complessivi. 
    • "blending", che consente ai clienti di combinare i finanziamenti della BEI con ulteriori investimenti
    • consulenza e assistenza tecnica, per massimizzare il rendimento dei fondi.

    La BEI eroga i prestiti superiori ai 25 milioni di euro direttamente. Per prestiti più esigui apre linee di credito per istituti finanziari che a loro volta concedono fondi ai richiedenti

  • EuropeAid

    EuropeAid - Politiche di cooperazione allo sviluppo - Author MPD0160EuropeAid è il dipartimento della Commissione europea che gestisce l'applicazione della maggior parte degli strumenti di aiuto esterno Ue dal bilancio comunitario e dal Fondo europeo di sviluppo, assicurando un elevato livello qualitativo e grande rapidità nell'utilizzo degli stanziamenti disponibili e attuando progetti e procedendo ad altri interventi esecutivi. 

    EuropeAid fornisce aiuti tramite diversi strumenti finanziari, in un'ottica di:

    • promozione del buongoverno,
    • sostegno allo sviluppo umano e economico,
    • lotta alla fame e alla povertà,
    • conservazione delle risorse naturali.

    EuropeAid è responsabile di tutte le fasi del ciclo del progetto necessarie a garantire la realizzazione degli obiettivi dei programmi elaborati dalle DG Relazioni esterne e Sviluppo:

    • identificazione e analisi dei progetti e dei programmi,
    • preparazione delle decisioni di finanziamento,
    • attuazione e monitoraggio,
    • valutazione dei progetti e dei programmi.

    I suoi obiettivi principali sono:

    • migliorare in modo significativo la qualità e l'adattabilità della gestione dei progetti,
    • ridurre il tempo necessario all'attuazione dei progetti approvati,
    • garantire procedure di gestione finanziaria, tecnica e contrattuale armonizzate e conformi alle migliori norme internazionali a livello di deontologia e responsabilità
    • migliorare l'impatto e la visibilità della cooperazione e dell'assistenza allo sviluppo prestate dall'Unione europea.
  • Erasmus

    Programma ErasmusIl Programma Erasmus intende sostenere il settore dell’istruzione superiore e contribuire allo sviluppo della dimensione europea dello sport, attraverso tre azioni chiave: la mobilità ai fini di apprendimento dell’individuo, la cooperazione per l’innovazione e le buone pratiche e il sostegno alle riforme politiche.

    I contributi del Programma sono destinati agli organismi pubblici e privati, attivi nei settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport con sede negli Stati membri, nei Paesi in via di adesione, candidati e potenziali candidati, negli Stati EFTA che sono firmatari dell’accordo SEE e nella Confederazione elvetica.

    Le risorse stanziate per il periodo 2014-2020 ammontano a 14.774.524.000 euro.

    Photo credit: CollegeDegrees360

  • CIPE

    CIPE - fonte: Europa credito urgenteIl Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) è un organo collegiale del Governo guidato dal Presidente del Consiglio dei Ministri e composto dai Ministri che hanno competenze rilevanti in materia di crescita economica.

    Il Comitato si riunisce in sedute con cadenza periodica, in genere precedute da riunioni preparatorie, e approva delibere che vengono successivamente inviate alla Corte dei Conti per la registrazione e pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale.

    I temi di competenza del CIPE comprendono i piani di investimento in materia di infrastrutture e le convenzioni con i principali concessionari pubblici e privati, il riparto e l'assegnazione delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) e del Fondo Sanitario Nazionale, strumenti di sostegno alle imprese, quali i Contratti di sviluppo, di programma e di filiera, programmi quali il Programma nazionale della ricerca, il Programma statistico nazionale e il Programma per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, l'attivazione dei sistemi di monitoraggio degli investimenti pubblici (MIP) e del Codice unico di progetto (CUP).

  • Finanziamenti europei

    Commissione europea - fonte: TisebI finanziamenti europei si dividono in due grandi categorie, quelli gestiti in maniera diretta dalla Commissione europea e quelli indiretti, cioè gestiti in collaborazione con le amministrazioni nazionali e regionali degli Stati membri.

    Nel primo gruppo rientrano i fondi europei a valere su programmi quali Erasmus, Horizon 2020, Europa Creativa, Life, Connecting Europe Facility, COSME, ecc.

    Del secondo gruppo fanno invece parte i fondi strutturali e di investimento europei, cioè:

    • il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR),
    • il Fondo sociale europeo (FES),
    • il Fondo di coesione (FC),
    • il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR),
    • il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP). 

    Photo credit: Tiseb

  • Banca africana di sviluppo - AfDB

    Banca africana di sviluppo - Author OxfamFondato nel 1964il Gruppo Banca Africana di Sviluppo è un'istituzione finanziaria non-profit avente lo scopo di aiutare lo sviluppo economico e il processo sociale delle nazioni africane. Del Gruppo fanno parte non solo Paesi africani, ma anche europei, americani e asiatici.

    Il Gruppo si compone di 3 istituzioni:

    • Banca Africana di Sviluppo (African Development Bank – AfDB), che promuove lo sviluppo economico e sociale del continente attraverso la cooncessione di crediti e programmi di assistenza tecnica;
    • Fondo Africano di Sviluppo (African Development Fund – ADF), che finanzia progetti diretti alla riduzione della povertà, con particolare riguardo ai settori agricolo, sociale, dei trasporti e dellle infrastrutture;
    • Fondo Fiduciario Nigeria (Nigeria Trust Fund – NTF), nato dall'accordo tra il Gruppo e il governo nigeriano con l'obiettivo di assistere lo sviluppo dei Paesi membri a basso reddito attraverso finanziamenti agevolati.

    La missione della Banca è quella di combattere la povertà e migliorare le condizioni di vita del continente africano attraverso la promozione di investimenti di capitali pubblici e privati in progetti e programmi che possano contribuire allo sviluppo economico e sociale. Nel 1987 all'AfDB è stato riconosciuto lo status di osservatore dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

  • Banca asiatica di sviluppo - ADB

    Transport in Uzbekistan and Afghanistan - Photo credit ADBIstituita nel 1966 per promuovere lo sviluppo delle nazioni asiatiche e dell'area del Pacifico, oggi la Banca asiatica di sviluppo (Asian Development Bank - ADB) è un'istituzione multilaterale che conta 67 Stati membri, di cui 48 appartenenti alla regione e altri 19 appartenenti ad altre aree del mondo.

    Obiettivo dell'ADB è quello di aiutare i Paesi membri in via di sviluppo a combattere la povertà e migliorare la qualità di vita della popolazione, favorendo la crescita e la cooperazione economica nelle regioni. A tal fine, la Banca fornisce prestiti, assistenza tecnica, garanzie e investimenti azionari.

    La banca sta attualmente preparando una nuova strategia fino al 2030 per rispondere ai cambiamenti indotti da un'Asia e un Pacifico in rapida evoluzione. Questa nuova strategia intende:

    • partire dalla revisione intermedia del 2014 del Quadro strategico a lungo termine della banca fino al 2020;
    • delineare la visione e le indicazioni chiave per l'impegno dell'ADB con i Paesi membri in via di sviluppo fino al 2030;
    • descrivere come la banca si allinea agli obiettivi di sviluppo sostenibile e all'accordo di Parigi sul cambiamento climatico (COP 21),
    • individuare le riforme istituzionali e organizzative necessarie per migliorare l'efficienza e l'efficacia dell'istituto.

    La banca offre interessanti opportunità di business per le imprese di tutte le dimensioni interessate a partecipare a gare di appalto per la fornitura di servizi, lavori e prodotti.

  • Internazionalizzazione ed Export

    Internazionalizzazione ed export - Photo credit: Jennerally via Foter.com / CC BY-NC-NDLe strategie di internazionalizzazione ed export e i finanziamenti previsti da bandi nazionali e regionali. 

    In un contesto di globalizzazione come quello attuale, lo sviluppo e il successo di un'impresa dipendono più che mai anche dalla sua capacità di oltrepassare - con i propri prodotti, servizi, lavori e marchi - i confini nazionali e conquistare i mercati esteri.

    Le attuali politiche europee, nazionali e regionali incoraggiano la creazione e il mantenimento di un contesto economico e commerciale dinamico e basato su condizioni eque e, al contempo, contrastano e disincentivano con ogni strumento a disposizione i comportamenti causa di concorrenza sleale e protezionismo.

  • SME Instrument

    SMESME instrument is a simpler and more easily accessible funding scheme for SMEs.

    Provided with about € 3 billion in funding over the period 2014-2020, the SME Instrument helps high-potential SMEs to develop groundbreaking innovative ideas for products, services or processes that are ready to face global market competition. It comes in addition to the support provided through the participation of SMEs in collaborative projects continued within Horizon 2020, as well as other measures related to SMEs such as the EU contribution of the Eurostar programme.

    The aim of the SME Instrument is to fill the gaps in funding for the early stages, Research and Innovation and accelerating the exploitation of innovation. Projects will be selected through a bottom-up approach within a given societal challenge or enabling technology of H2020.

    The SME Instrument is divided into 3 phases covering different stages of the innovation cycle:

    • Phase 1 aims to cover the assessment of technical feasibility and market potential of new ideas. The project will be supported by an investment of € 50,000 and the typical duration should be no longer than 6 months.
    • Phase 2 aims to cover R&I activities with a particular focus on demonstration activities (testing, prototype, scale-up studies, design, piloting innovative processes, products and services, validation, performance verification etc.) and market replication encouraging the involvement of end users or potential clients. Project funding should amount to no more than € 2,500,000 and the typical duration of thisd phase should range from 12 to 24 months (more funding and longer durations are possible if duly justified).
    • Phase 3 concerns support measures aimed at helping SMEs move towards commercialising their innovative products and services through measures like networking, training, coaching and mentoring, facilitating access to private capital or better interaction with key stakeholders. SMEs will not be funded directly under phase 3.

    SMEs are recommended to apply for funding starting with phase 1, however they are allowed to apply directly to phase 2 or even phase 3, depending on the stage of their project. Successful completion of one phase will allow an SME to move on directly to the next one.

  • CEF - Connecting Europe Facility

    CEFThe Connecting Europe Facility (CEF) supports trans-European networks and infrastructures in the sectors of transport, telecommunications and energy.

    By focussing on smart, sustainable and fully interconnected transport, energy and digital networks, the Connecting Europe Facility will help to complete the European single market.

    The Connecting Europe Facility includes three thematic sectors:

    1. Energy: CEF aims to close financial gaps and to reduce bottlenecks in the energy infrastructure to contribute to the Europe 2020 objectives. The thematic priorities will be smart grids, intelligent, electricity highways and cross-border CO2 cooperation.
    2. Telecommunication: Digital service infrastructures acts as a platform on which new industries can create innovative applications, and also build digital bridges to facilitate the mobility of citizens and businesses working across borders.
    3. Transport: CEF provides approximately € 23 billion for the modernisation of the European transport infrastructures, the construction of missing links and the removal of bottlenecks. The focus on environmentally-friendly transport will improve the sustainability of the transport systems in Europe.

    The CEF will better mobilise private financing and allow for innovative financial instruments such as guarantees and project bonds to gain maximum leverage from this EU funding injection.

  • Industria 4.0

    Industria 4.0Il termine Industria 4.0 viene utilizzato per indicare la quarta rivoluzione industriale, che porterà alla produzione automatizzata e interconnessa grazie alle nuove tecnologie.

    Il 21 settembre 2016 il Governo italiano ha presentato il Piano nazionale Industria 4.0 con il quale intende mobilitare 10 miliardi di investimenti privati in più già nel 2017 e mettere a disposizione circa 13 miliardi di risorse pubbliche a sostegno degli investimenti, più 10 miliardi per misure di accompagnamento. L’obiettivo è colmare il divario accumulato negli ultimi anni nei confronti di Paesi come Germania e Francia, che hanno già messo a punto i loro piani per la digitalizzazione della manifattura.

    Il Piano elaborato dal Governo si concentra su alcune priorità, tra cui incentivi fiscali, sostegno al venture capital, diffusione della banda ultralarga, formazionedalle scuole all’università, centri di ricerca d’eccellenza.

    Photo credit: tec_estromberg via Foter.com / CC BY

  • Sharing economy

    Sharing economy - Author: GotCredit / photo on flickr La sharing economy, in italiano consumo collaborativo, è un modello socio-economico che si basa su un insieme di pratiche di scambio e condivisione di beni materiali, servizi o conoscenze da parte di persone e organizzazioni diverse.

    Alcuni esempi tra i più conosciuti di consumo collaborativo sono:

    • il car sharing per la condivisione delle spese di trasporto,
    • l'ospitalità quando si è in viaggio,
    • il baratto per lo scambio di beni e servizi,
    • la banca del tempo per la condivisione delle conoscenze.

    Photo credit: GotCredit via Foter.com / CC BY

  • TTIP

    UE-USA - photocredit openDemocracyIl Partenariato transatlantico su commercio e investimenti (Transatlantic Trade and Investment Partnership, TTIP) è un accordo commerciale di libero scambio in fase di negoziazione dal 2013 tra l'Unione europea e gli Stati Uniti.

    Con il TTIP l'Ue intende favorire gli interessi di cittadini e imprese di tutte le dimensioni attraverso tre azioni:

    • apertura del mercato statunitense alle imprese europee,
    • riduzione degli oneri amministrativi per le imprese che esportano in USA,
    • definizione di nuove norme per semplificare le attività di import-export e di investimento.

    L'accordo è organizzato in tre parti e 24 capitoli.

    Prima parte: Accesso al mercato

    • scambi di merci e dazi doganali,
    • servizi,
    • appalti pubblici,
    • norme di origine.

    Seconda parte: cooperazione normativa

    • cooperazione normativa,
    • barriere tecniche al commercio,
    • sicurezza alimentare e salute degli animali e delle piante,
    • sostanze chimiche,
    • cosmetici,
    • prodotti ingegneristici,
    • TIC,
    • dispositivi medici,
    • pesticidi,
    • farmaci,
    • tessuti,
    • veicoli.

    Terza parte: norme

    • sviluppo sostenibile,
    • energia e materie prime,
    • dogane e facilitazione scambi,
    • piccole e medie imprese,
    • protezione degli investimenti e risoluzione delle dispute investitore-Stato (investor–state dispute settlement, ISDS),
    • risoluzione delle dispute tra Stati,
    • politiche competitive,
    • proprietà intellettuale e indicazione geografica. 
  • Ddl Concorrenza

    ParlamentoLa legge n. 99-2009 ha previsto l'adozione della legge annuale per il mercato e la concorrenza, al fine di rimuovere gli ostacoli regolatori all'apertura dei mercati e di garantire la tutela dei consumatori.

    Il Governo presenta alle Camere il ddl Concorrenza che deve recare, in distinte sezioni:

    • norme di immediata applicazione, al fine, anche in relazione ai pareri e alle segnalazioni dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, espressi ai sensi degli articoli 21, 22 e 23 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, nonchè alle indicazioni contenute nelle relazioni annuali dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e delle altre autorità amministrative indipendenti, di rimuovere gli ostacoli all'apertura dei mercati, di promuovere lo sviluppo della concorrenza, anche con riferimento alle funzioni pubbliche e ai costi regolatori condizionanti l'esercizio delle attività economiche private, nonchè di garantire la tutela dei consumatori;
    • una o più deleghe per l'emanazione di decreti legislativi, da adottare non oltre centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge;
    • autorizzazione all'adozione di regolamenti, decreti ministeriali e altri atti;
    • disposizioni recanti i princìpi fondamentali nel rispetto dei quali le regioni e le province autonome esercitano le proprie competenze normative, quando vengano in rilievo profili attinenti alla tutela della concorrenza, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione;
    • norme integrative o correttive di disposizioni contenute in precedenti leggi per il mercato e la concorrenza, con esplicita indicazione delle norme da modificare o abrogare.

    Il Governo allega al disegno di legge una relazione di accompagnamento che evidenzi:

    • lo stato di conformità dell'ordinamento interno ai princìpi comunitari in materia di libera circolazione, concorrenza e apertura dei mercati, nonchè alle politiche europee in materia di concorrenza,
    • lo stato di attuazione degli interventi previsti nelle precedenti leggi per il mercato e la concorrenza,
    • l'elenco delle segnalazioni e dei pareri dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, espressi ai sensi degli articoli 21 e 22 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, indicando gli ambiti in cui non si è ritenuto opportuno darvi seguito.
    Author: Palazzochigi / photo on flickr 
  • Ecobonus

    Ecobonus - Author StockMonkeys.comLa Legge di Stabilità 2016 ha confermato per il 2016 la detrazione del 65% per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica.

    La detrazione può essere richiesta da persone fisiche, compresi i professionisti, società di persone, società di capitali, associazioni tra professionisti, enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale. Non è necessario essere proprietari dell’immobile. Le spese per i lavori possono infatti essere sostenute anche da chi detiene l’immobile in comodato, dal coniuge, dai parenti entro il terzo grado e dagli affini entro il secondo grado conviventi con il possessore o detentore.

    La detrazione può essere richiesta per gli edifici in tutte le categorie catastali, compresi quelli strumentali, purché non siano ancora in costruzione e abbiano già un impianto di riscaldamento. Condizione che non vale, invece, per l’installazione dei pannelli solari. Se nell’intervento di riqualificazione è compresa una demolizione e ricostruzione con ampliamento, l’agevolazione è riconosciuta solo per i lavori effettuati sulla parte di edificio esistente

    Anche i lavori sulle parti comuni dei condomìni possono usufruire dell'ecobonus. Per i soggetti che si trovano nella no tax area in ambito Irpef per i redditi percepiti da pensione, da lavoro dipendente e da lavoro autonomo è prevista la possibilità di optare per la cessione della propria detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali in favore dei fornitori che hanno effettuato i predetti interventi.

    La detrazione Irpef del 65% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2016 spetta per una serie di interventi di:

     

    • Riqualificazione globale su edifici esistenti: il tetto massimo della detrazione è pari a 100mila euro;
    • Coibentazione di pareti, soffitti o sostituzione di finestre e serramenti con altri con particolari prestazioni di isolamento: detrazione fino a 60mila euro;
    • Installazione di pannelli solari termici: anche in questo caso, la detrazione è fino a 60mila euro;
    • Sostituzione della caldaia con un modello a condensazione: fino a 30mila euro;
    • Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di caldaie a condensazione: fino a 30mila euro;

     

    Ll'ecobonus si estende agli interventi di efficientamento energetico degli Istituti autonomi per le case popolari per le spese sostenute per interventi realizzati su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica, e per la domotica, quindi l'acquisto, l'installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, pproduzione di acqua calda e climatizzazione delle unità abitative.

  • Credito d'imposta

    Credito d'imposta - Author: Jorge Franganillo / photo on flickr Il Credito d'imposta è un credito che il contribuente vanta nei confronti dell'erario dello Stato.

    Un credito di imposta può essere destinato a compensare i debiti, a diminuire le imposte dovute o, quando ammesso, se ne può richiedere il rimborso nella dichiarazione dei redditi.

    Nel modello 730 sono previste diverse tipologie di crediti d'imposta, sono inseriti nel quadro G. In questo quadro vanno indicati:

    • i crediti d'imposta relativi ai fabbricati;
    • il credito d'imposta per il reintegro delle anticipazioni sui fondi pensione;
    • il credito d'imposta per i redditi prodotti all'estero;
    • il credito d'imposta per gli immobili colpiti dal sisma in Abruzzo;
    • il credito d'imposta per l'incremento dell'occupazione;
    • il credito d'imposta per le mediazioni;
    • il credito d'imposta erogazioni liberali a sostegno della cultura - Art bonus;
  • Finanziamenti Nuova Sabatini

    Macchinari - foto di User:Tomas eIl regime di aiuto Nuova Sabatini è stato istituito dal decreto-legge n. 69-2013 per agevolare l’accesso al credito delle PMI per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature.

    La misura prevede un plafond di risorse di Cassa Depositi e Prestiti, inizialmente pari a 2,5 miliardi e poi raddoppiato a 5 miliardi dalla legge di Stabilità 2015, che le banche aderenti alle convenzioni MiSE-ABI-Cdp o le società di leasing possono utilizzare per concedere finanziamenti alle PMI fino al 31 dicembre 2016.

    Inoltre, sono previsti contributi del Ministero dello Sviluppo economico, a valere su una dotazione complessiva di 385,8 milioni di euro, per coprire parte degli interessi a carico delle imprese sui finanziamenti bancari.

    Tali finanziamenti, di importo compreso tra 20mila euro e 2 milioni di euro, possono beneficiare della garanzia del Fondo di garanzia per le PMI, fino all'80% dell’ammontare del prestito.

  • Riforma PA

    Marianna MadiaLa riforma della PA è stata prevista dalla legge n. 124-2015, conversione del decreto-legge n. 1577, con cui sono state assegnate Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle Amministrazioni pubbliche.

    Gli obiettivi generali della riforma sono:

    • semplificare la vita dei cittadini,
    • aiutare chi investe,
    • tagliare gli sprechi,
    • migliorare i servizi.

    Per raggiungere questi obiettivi sono previsti circa 20 decreti legislativi in materia di:

    • Carta della cittadinanza digitale,
    • Conferenza di servizi,
    • Semplificazione e accelerazione dei procedimenti amministrativi,
    • Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA),
    • Prevenzione della corruzione e trasparenza,
    • Riorganizzazione dell'amministrazione dello Stato,
    • Funzioni e finanziamento delle Camere di commercio,
    • Dirigenza pubblica,
    • Conciliazione dei tempi di vita e lavoro nella PA,
    • Disciplina del lavoro nella PA,
    • Forze armate,
    • Partecipazioni societarie delle amministrazioni pubbliche,
    • Servizi pubblici locali di interesse generale.

    Author: Palazzochigi / photo on flickr

  • Programme Horizon 2020

    H2020Horizon 2020 is the financial instrument implementing the Innovation Union, a Europe 2020 flagship initiative aimed at securing Europe's global competitiveness.

    It is the biggest EU Research and Innovation programme ever with nearly 80 billion of euros available over 7 years (2014 to 2020) – in addition to the private investment that this money will attract.

    By coupling research and innovation, the programme is helping to achieve this with its emphasis on excellent science, industrial leadershipand tackling societal challenges. The goal is to ensure Europe produces world-class science, removes barriers to innovation and makes it easier for the public and private sectors to work together in delivering innovation.

    Horizon 2020 is open to everyone, with a simple structure that reduces red tape and time so participants can focus on what is really important. This approach makes sure new projects get off the ground quickly – and achieve results faster

    Funding opportunities under Horizon 2020 are set out in multiannual work programmes, which cover the large majority of support available. The work programmes are prepared by the European Commission within the framework provided by the Horizon 2020 legislation and through a strategic programming process integrating EU policy objectives in the priority setting.

  • Connecting Europe Facility - CEF

    TrasportiIl CEF è lo strumento finanziario dell'Ue diretto a migliorare le reti europee nei settori dei trasporti, dell'energia e delle telecomunicazioni.

    Lo strumento, infatti, intende accelerare gli investimenti pubblici e privati nel campo delle reti transeuropee dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell'energia.

    In particolare il CEF sostiene progetti di interesse comune, diretti allo sviluppo e alla costruzione di nuovi servizi e infrastrutture, o all'ammodernamento di quelli esistenti, con priorità per i collegamenti mancanti nel comparto dei trasporti. Lo strumento sostiene, inoltre, progetti con un valore aggiunto a livello europeo e significativi benefici per la società che non ricevono finanziamenti adeguati dal mercato.

    Il CEF è attuato attraverso una o più delle forme di sostegno finanziario previste dal regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012, in particolare, attraverso sovvenzioni, appalti e strumenti finanziari.

    Le risorse stanziate per il periodo 2014-2020 ammontano a 33.242.259.000euro.

  • Incentivi Energie Rinnovabili

    Photo credit: Zereshk (uploader). Ali Madjfar (Photographer) / Foter / CC BY-SAIstituito per la prima volta in Italia nel 1992, il sistema di incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili elettriche non fotovoltaiche (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse, biogas) attualmente in vigore è regolato dal decreto ministeriale del 6 luglio 2012, in attuazione dell’art. 24 del del d.lgs. 28/2011.

    In base al decreto, il “costo indicativo cumulato annuo degli incentivi” non potrà superare i 5,8 miliardi di euro. Stando agli aggiornamenti forniti dal contatore GSE del “costo indicativo cumulato annuo degli incentivi” riconosciuti agli impianti alimentati da fonti rinnovabili diversi da quelli fotovoltaici, ci si avvicina al raggiungimento del tetto di spesa dei 5,8 miliardi. Il Ministero dello Sviluppo economico ha annunciato novità in tal senso a fine maggio 2015, nel corso di un'audizione in Senato: intenzione del dicastero è emanare un nuovo decreto per incentivare le rinnovabili diverse dal fotovoltaico.

    Dopo una prima bozza di decreto, andata incontro alle critiche degli stakeholders, il ministero ha messo a punto un secondo testo, inviato per parere ai Ministeri dell’Ambiente e delle Politiche Agricole. Il decreto verrà quindi inviato alla Conferenza unificata Stato-Regioni, il cui parere non è comunque vincolante, e alla Commissione europea, per la verifica del rispetto delle norme in materia di aiuti di Stato.

     

     

  • ZFU - Zone Franche Urbane

    Città - Author: ** Tania ** / photo on flickrLe Zone Franche Urbane (ZFU) sono aree infra-comunali destinatarie di programmi di defiscalizzazione a favore delle micro e piccole imprese, con l'obiettivo di stimolare lo sviluppo economico e contrastare il disagio sociale, economico e occupazionale.

    Ispirate al modello delle Zones Franches Urbaines francesi, le Zone Franche Urbane sono state introdotte dalla legge finanziaria 2007 (legge n. 296-2006) e poi confermate dalla finanziaria 2008 (legge n. 244-2008).

    Le agevolazioni per le micro e piccole imprese localizzate nelle ZFU consistono in:

    • esenzione dalle imposte sui redditi (IRPEF, IRES);
    • esenzione dall’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP);
    • esenzione dall’imposta municipale propria (IMU);
    • esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente.
  • PAC - Politica Agricola Comune

    Author: G.L.S. / photo on flickrLa PAC è una politica in materia di agricoltura comune a tutti gli Stati membri dell’Unione europea e gestita e finanziata con risorse del bilancio annuale dell’Ue.

    Dei 52 miliardi di euro a disposizione dell'Italia nell'ambito della Politica agricola comune 2014-2020:

    • circa 27 miliardi di euro, a valere su fondi Ue, sono destinati ai pagamenti diretti del I pilastro;
    • circa 21 miliardi di euro servono a finanziare le misure per lo sviluppo rurale del II pilastro, a valere per il 50% sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), mentre il restante 50% è coperto dal cofinanziamento nazionale;
    • circa 4 miliardi di euro sono diretti ai finanziamenti dell’OCM (Organizzazione comune di mercato).
  • Finanziamenti Startup

    Author: Heisenberg Media / photo on flickrDai prestiti bancari ai fondi pubblici, dagli incubatori d'impresa alle grande aziende che investono nelle idee, passando per i business angels. Sono alcuni degli strumenti di finanziamento a sostegno delle startup.

    Nel panorama legislativo italiano, le startup entano solo nel 2012, con il decreto sviluppo 2.0. In favore delle startup innovative sono previste un'ampia gamma di agevolazioni, che includono: alleggerimenti burocratici e fiscali per tutte le operazioni legate al registro delle imprese; gestione societaria flessibile; disciplina del lavoro tagliata su misura; piani di incentivazione in equity; equity crowdfunding; facilitazioni nell'accesso al credito bancario; incentivi fiscali all'investimento; fail-fast.

    Condizione fondamentale per poter beneficiare di tali vantaggi è che le imprese si iscrivano nell'apposita sezione speciale del Registro delle imprese riservata alle startup innovative. La durata massima del regime di agevolazione è 5 anni dal momento della costituzione

  • SME Instrument (Strumento PMI)

    Laboratorio - Author: deusto / photo on flickr Lo SME Instrument, Strumento PMI in italiano, dispone di 2,8 miliardi di euro per il settennato 2014-2020 per sostenere i progetti di ricerca e innovazione delle piccole e medie imprese e la commercializzazione delle soluzioni innovative realizzate dalle PMI.

    In particolare, lo SME Instrument sostiene le PMI innovative con un finanziamento fino al 70% del costo del progetto e si articola in tre fasi:

    • Fase 1 “Studio di fattibilità;
    • Fase 2 “Innovazione”;
    • Fase 3 “Commercializzazione”.
  • Horizon 2020

    Horizon 2020Horizon 2020 è il nuovo programma Ue dedicato alla ricerca e all'innovazione. Con un budget di 77 miliardi di euro (a prezzi correnti), Horizon raggruppa tutti i finanziamenti europei del settore in un unico quadro di riferimento per facilitare la trasformazione delle nuove conoscenze scientifiche in prodotti e servizi innovativi.

    I tre pilastri di Horizon 2020 sono:

    • Excellent science,
    • Industrial Leadership,
    • Societal challenges.

    Il primo, Excellent science, intende innalzare il livello di eccellenza scientifica europea, sostenendo le idee migliori, valorizzando i talenti europei, fornendo ai ricercatori l'accesso alle infrastrutture di ricerca prioritaria e rendendo l'Europa attraente agli occhi dei migliori ricercatori del mondo.

    Il secondo pilastro sostiene la ricerca e l'innovazione dell'industria europea, con una forte attenzione verso le tecnologie abilitanti e gli investimenti a favore delle piccole imprese.

    Il terzo pilastro intende affrontare le grandi sfide globali in settori che spaziano dalla salute alla sicurezza alimentare, dalle energie pulite alla ricerca marina e marittima.

  • Fondo Crescita Sostenibile

    RicercaLa riforma degli incentivi alle imprese si traduce nell'abrogazione di 43 norme di agevolazionee dal riordino del fondo speciale rotativo sull’innovazione tecnologica (ex FIT), per dar vita al fondo per la crescita sostenibile, come regolato dal decreto Sviluppo. 

    Tre le linee strategiche di azione del nuovo strumento:

    1. la promozione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione;
    2. il rilancio di aree che versano in situazioni di crisi tramite la sottoscrizione di accordi di programma;
    3. la promozione della presenza internazionale delle imprese e l’attrazione di investimenti dall’estero.

    A questi obiettivi si aggiungono i cosiddetti 'Progetti speciali per lo sviluppo e la competitività', cioè azioni integrate volte sia a consolidare la struttura produttiva che all'internazionalizzazione.

  • Agenda Digitale

    Neelie KroesLa tecnologia può svolgere un ruolo chiave nel creare occupazione, nel favorire la crescita economica e nel migliorare la qualità di vita dei cittadini. Così Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione Europea, ha dichiarato presentando il piano quinquennale per l'Agenda digitale europea nell'ambito della strategia Europa 2020 per la crescita intelligente e sostenibile. Le priorità dell'Agenda digitale europea sono:

    • la creazione di un mercato unico digitale;
    • migliorare le condizioni per l'interoperabilità tra prodotti ICT e servizi;
    • accrescere la fiducia in internet da parte dei cittadini;
    • garantire l'accesso ad internet veloce;
    • incoraggiare gli investimenti in ricerca e sviluppo;
    • migliorare l'alfabetizzazione digitale, le competenze e l'inclusione;
    • applicare l'ICT per affrontare sfide sociali quali il cambiamento climatico, l'aumento dei costi sanitari e l'invecchiamento della popolazione.
  • Europa Creativa

    Europa CreativaIl programma Europa Creativa accorpa i precedenti programmi europei Cultura, MEDIA 2007 e MEDIA Mundus in un unico strumento di promozione del settore culturale e creativo. Promuove la diversità culturale in Europa sostenendo artisti, professionisti della cultura e organizzazioni culturali nei seguenti ambiti: arti dello spettacolo, belle arti, editoria, cinema, TV, musica, arti interdisciplinari, patrimonio culturale e industria dei videogiochi.

    Il programma si propone di rafforzare la competitività delle industrie culturali e creative europee, accomunate dalle medesime sfide.

    Le risorse stanziate per il periodo 2014-2020 ammontano a 1.462.724.000 euro, che saranno ripartite come segue:

    • 13% per la sezione trans-settoriale,
    • 31% per la sezione Cultura,
    • 56% per la sezione MEDIA.
  • Politiche Coesione

    Commissione EuropeaLa politica di coesione, o politica regionale, dell'Unione europea,riguarda gli interventi e i progetti diretti a favorire la crescita economica e la coesione sociale nei 27 Stati membri e nelle 271 regioni dell'UE.

    La politica di coesione è anche il principale strumento d'investimento attraverso il quale l'Unione intende realizzare gli obiettivi della strategia Europa 2020: crescita e occupazione, lotta contro i cambiamenti climatici e riduzione della dipendenza energetica, della povertà e dell’esclusione sociale.

    Le scelte effettuate influenzeranno in maniera rilevante i finanziamenti per lo sviluppo nei settennati di programmazione economico-finanziaria della UE.

    Gli strumenti operativi della politica regionale sono i cosiddetti Fondi strutturali: il Fondo europeo di sviluppo regionale - FESR, il Fondo sociale europeo - FSE  e il Fondo di coesione.

  • Fondi UE 2014-2020

    Bandiera UELa programmazione finanziaria dell'Unione Europea per la crescita economica e la coesione dei paesi membri è stabilita in periodi della durata di 7 anni.

    I fondi UE a disposizione sono di 2 tipologie:

    • diretti, cioè erogati direttamente dalla Commissione Europea attraverso programmi quali Horizon 2020, Creative Europe, Life, Connecting Europe Facility, COSME, ecc.
    • indiretti (fondi strutturali), quando erogati a livello nazionale e regionale da Ministeri, Regioni ed Enti deputati all'attuazione della politica di coesione in Europa.

    Entrambe le tipologie di fondi sono concesse a valere sul bilancio dell'Unione europea 2014-2020, che può contare su 960 miliardi di euro in impegni finanziari e 908 miliardi in pagamenti (prezzi del 2011).

  • Piano Juncker

    JunckerPiano voluto dal Presidente della Commissione Europea per rilanciare la crescita economica e gli investimenti senza ricorrere a nuovo debito pubblico. Si tratta di un piano da 315 miliardi di euro generati da un capitale iniziale di 21 miliardi che sarà messo a garanzia di finanziamenti. L'effetto moltiplicatore delle garanzie dovrebbe consentire di raggiungere l'ammontare di prestiti dichiarato.

    Il piano prevede la creazione di un nuovo Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici - EFSI  e il coinvolgimento della Banca Europea degli Investimenti - BEI, istituzione che da circa 50 anni viene utilizzata dall’Unione per il finanziamento di progetti a lungo termine.

    Il Fondo avrà una grande capacità di protezione dal rischio: il suo obiettivo sarà consentire ai privati di partecipare a operazioni che, altrimenti, sarebbero risultate finanziariamente insostenibili.

  • Partenariato Pubblico Privato - PPP

    Ponte su fiumeIl PPP è un contratto tra un'Amministrazione pubblica e un'impresa a cui viene concesso di realizzare un'opera o un servizio a fronte del pagamento di un canone o dell'incasso di tariffe.

    Oltre alle quattro principali tipologie:

    • concessione di costruzione e gestione,
    • concessione di servizi,
    • sponsorizzazione,
    • locazione finanziaria,

    esistono anche forme di PPP destinate alla realizzazione di opere di urbanizzazione e insediamenti turistici, nonché alla concessione di beni immobili per la loro valorizzazione a fini economici.

    Uno schema di PPP prevede la collaborazione tra pubblica amministrazione e operatori privati per la realizzazione di progetti infrastrutturali con caratteristiche quali:

    • un contratto di lungo periodo tra l’amministrazione pubblica aggiudicatrice e l’impresa privata;
    • il trasferimento al settore privato di una serie di rischi connessi al progetto, relativi alla progettazione, alla costruzione, alla gestione e al finanziamento;
    • l'attenzione agli output, più che degli input, durante l’intero ciclo di vita del progetto;
    • l’utilizzo di finanziamenti privati, spesso sotto forma di project finance.

    Le formule di project finance prevedono che i finanziatori e gli investitori si basino esclusivamente (e in questo caso di parla di operazioni non recourse) o parzialmente (operazioni limited recourse) sul flusso di cassa generato dal progetto per rimborsare i prestiti e ottenere un ritorno sugli investimenti. 

    Il finanziamento di un PPP avviene principalmente attraverso debito privilegiatoe azioni, ma sono possibili anche:

    • contributi pubbliciin conto capitale a valere su fondi europei, nazionali, regionali o fondi specifici;
    • garanzie da parte del settore pubblico verso la società di progetto o altri partner privati.

    Corso di formazione: Realizzare opere e servizi con i Partenariati Pubblico-Privato - PPP

  • Legge 104/92

    Legge 104/92 disabiliLa Legge 104/92, nota anche, più semplicemente, come Legge 104, è la legge-quadro che norma l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone affette da disabilità, va quindi a tutelare i diritti di quelle persone che in qualsiasi modo o maniera risultano essere diversamente abili.

    Emata il 5 Febbraio del 1992, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il successivo 17 Febbraio, nel corso del tempo ha subito alcune modifiche con la Legge 53/00 e il successivo decreto legge n° 151 del 26 Marzo 2001.

    Con la Legge 104/92 le persone disabili e le loro famiglie hanno diritto a tutta una serie di agevolazioni fiscali: tra queste, maggiore detrazione Irpef per i figli portatori di handicap, per alcune spese sanitarie, mezzi di ausilio e addetti all'assistenza, ma anche agevolazioni per il settore auto. La legge prevede, infatti, una detrazione Irpef del 19% della spesa sostenuta per l’acquisto auto per disabili, con l’aliquota Iva agevolata al 4%, l’esenzione dal bollo auto e dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà

    Su FASI.biz trovi le guide complete per l'accesso a dette agevolazioni, novità e approfondimenti relativi alla Legge stessa. 

  • Aiuti di Stato

    Aiuti di Stato - © European Union, 2015La concessione di agevolazioni dipende dalle regole Ue sugli aiuti di Stato, che trattano dal sostegno agli investimenti delle PMI agli incentivi per la realizzazione di infrastrutture sportive e ricreative, dai contributi alla cultura e all'audiovisivo a quelli per i settori dell'energia e dell'ambiente.

    I regolamenti europei in materia di aiuti di Stato comprendono:

    • regolamento generale di esenzione,
    • regolamento per gli aiuti de minimis, 
    • linee guida per gli aiuti di Stato ai progetti nel campo della protezione ambientale e dell'energia, 
    • regolamento per gli aiuti di Stato per attività di ricerca e innovazione, 
    • regolamento per gli aiuti di Stato per il capitale di rischio, 
    • regolamento per gli aiuti d'importanza minore nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli, 
    • regolamento per gli aiuti di stato per il salvataggio o la ristrutturazione di imprese in difficoltà, 
    • regolamento per gli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese, 
    • regolamento per gli aiuti di Stato a favore dell'occupazione, 
    • regolamento per gli aiuti destinati alla formazione, 
    • regolamento per gli aiuti di Stato per investimenti a finalità regionale,
    • regolamento per gli aiuti di importanza minore concessi ad imprese che forniscono servizi di interesse economico generale
  • Codice Appalti

    Appalti - foto di ingrid eulenfanNel mese di agosto 2015, il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge delega per il recepimento delle nuove direttive europee in materia di appalti e concessioni.

    In particolare si tratta delle direttive:

    • 2014/23 sull’aggiudicazione dei contratti di concessione,
    • 2014/24 sugli appalti pubblici, che abroga la direttiva 2004/18/Ue,
    • 2014/25 sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, che abroga la direttiva 2004/17/Ue.

    L'adeguamento dell'ordinamento italiano alle nuove norme europee rappresenta un'occasione per aggiornare l'attuale disciplina con un nuovo Codice dei contratti e delle concessioni pubbliche, in un ottica di razionalizzazione e semplificazione della materia.

    Il disegno di legge delega mira inoltre a garantire i livelli minimi di concorrenzialità, trasparenza e parità di trattamento richiesti dalla normativa europea, facendo esplicito riferimento alla "previsione di poteri di vigilanza e controllo" per evitare fenomeni di corruzione nel settore degli appalti pubblici.

  • Legge di Stabilità

    Author: Simone Ramella / photo on flickr La Legge di Stabilità regola la vita economica del Paese fornendo le "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato" (per un triennio), dove sono previste misure di finanza pubblica e di politica di bilancio.

    Prima del 2009 era denominata Manovra Finanziaria. In seguito alla necessità di coordinare l'attività finanziaria statale con quella locale per rispettare i requisiti di convergenza economico-finanziaria imposti dal trattato di Maastricht ha assunto la corrente denominazione.

    Con la Legge di Stabilità il Governo ha la facoltà di introdurre innovazioni normative in materia di entrate e di spesa, fissando anche il tetto dell'indebitamento dello Stato: proposte e novità in arrivo con la Legge di Stabilità 2016.

    Il disegno di legge di stabilità viene presentato in Parlamento entro il 15 ottobre (in passato era il 30 settembre), un mese dopo la data di presentazione della Decisione di finanza pubblica. La modifica dei termini di presentazione dei due documenti tende ad avvicinare il momento della programmazione a quello di definizione della manovra di finanza pubblica, consentendo di disporre di un quadro macroeconomico e di bilancio più stabile. 

      

             

                   

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