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Piano cittàIl Piano nazionale per le città - lo strumento, previsto dal decreto Sviluppo, che mobiliterà 2 miliardi di euro tra fondi pubblici e privati per progetti di riqualificazione territoriale  - inizia a prendere corpo. A partire dalla "mente", ovvero dalla cabina di regia che dovrà scandirne le fasi di attuazione. Il viceministro per le Infrastrutture Mario Ciaccia ha firmato il decreto ministeriale che istituisce tale organismo, mentre 50 Comuni si sono fatti avanti per accedere ai fondi.

Il gruppo di esperti della cabina di regia, composta dai rappresentati dei ministeri interessati, delle Regioni, dei Comuni e della Province e dalla Cassa depositi e prestiti - che partecipa all'operazione attraverso il Fondo investimento per l'Abitare - si riunirà per la prima volta il 7 settembre.

I Comuni, invece, avranno tempo fino al 5 ottobre per presentare proposte progettuali di riqualificazione urbana. Obiettivo: "Vedere i cantieri aperti entro quest'anno", spiega Ciaccia. Le candidature non mancano: sono 50 i progetti messi sul tavolo dall'Anci, ma il ministero stima che i Comuni interessati siano circa un centinaio.

Lo stanziamento, 2 miliardi di euro, non basterà per tutti, ma - prosegue il viceministro - consente almeno "di sbloccare tanti e tanti cantieri, di attrarre risorse anche dall’estero con i project bond e rende effettiva l’autonomia finanziaria dei porti".

I progetti potranno essere ammessi al finanziamento solo se rispetteranno una serie di criteri: oltre ad essere compatibili con le disponibilità finanziarie, le opere dovranno essere immediatamente cantierabili.

Se l'esperimento dovesse avere successo, continua il viceministro, il governo è pronto a puntarci di nuovo nei prossimi anni: "Il 5 ottobre è una scadenza che ogni anno riproporremo per esaminare nuove proposte. E siamo convinti che alla luce delle esperienza maturata si aggregheranno nuove risorse in una logica di partenariato pubblico-privato".