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Fondi sviluppo regionale Ue - foto di .joao xavi.Una buona notizia per le regioni del centro-sud e una cattiva per la Sicilia. La commissione per lo Sviluppo regionale dell'Europarlamento ha approvato un pacchetto legislativo contenente una proposta che farebbe aumentare il tasso di cofinanziamento europeo per Abruzzo, Molise, Basilicata e Sardegna - le cosiddette 'regioni in transizione' – al 75%. Le regioni meno sviluppate dell'Unione potrebbero, inoltre, godere di un ulteriore aumento del 10%. Tra queste ci sono la Campania, la Puglia, la Calabria e la Sicilia. A quest'ultima però è stata intanto comunicata la sospensione di una parte del rimborso Fesr.

Il richiamo di Bruxelles alla Sicilia

E' stato il commissario Ue per gli affari regionali Johannes Hahn a comunicare al governatore della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, lo stop dei 600 milioni del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale che spettavano all'Isola. La decisione è stata motivata da “irregolarità nell’assegnazione degli appalti e carenze significative nel funzionamento dei sistemi di gestione e controllo” spiega l'Esecutivo Ue.

La somma, che equivale a un rimborso di soldi già spesi dall'Ente regionale, resterà bloccata, “fino a quando queste gravi carenze non saranno state risolte”. Già a gennaio scorso Bruxelles aveva chiesto alla Regione dei chiarimenti in merito a possibili violazioni di norme comunitarie nella spesa dei fondi del Fesr.

Proposte per il Fesr 2014-2020

La Regione Sicilia ha ancora 2 anni, invece, per sfruttare al meglio i fondi per lo sviluppo regionale che verranno assegnati durante il settennato 2014-2020. Su questo fronte gli eurodeputati hanno approvato ieri una serie di proposte legislative che farebbe aumentare il tasso di cofinanziamento per alcune delle regioni italiane più svantaggiate, tra cui appunto l'Isola.

L'aumento dei fondi andrebbe a beneficiare anche altre regioni italiane. Gli enti territoriali con un prodotto interno lordo compreso tra il 75% e il 90% della media comunitaria – Abruzzo, Molise, Basilicata e Sardegna – vedrebbero aumentare il loro tasso fino al 75% (ora al 60%). Per le regioni con un Pil inferiore al 75 per cento - Campania, Puglia, Calabria e Sicilia - è prevista un'ulteriore agevolazione: il cofinanziamento potrebbe infatti arrivare fino all'85%.

Dopo l'approvazione del pacchetto da parte della commissione per lo Sviluppo regionale, si avvieranno nelle prossime settimane le trattative tra il Parlamento europeo, il Consiglio Ue e la Commissione. Un accordo sulla politica di coesione per il periodo 2014-2020 dovrebbe arrivare entro la fine dell'anno.