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Telecamera di sicurezza - foto di _d@b_Più sicurezza. A chiederla è la Commissione Ue, che mette a punto un programa ad hoc per rafforzare l'industria del settore. Anzi, in concreto, per creare un vero e proprio mercato interno della sicurezza – aerea, marittima, delle frontiere, informatica e fisica. Proposta economica, oltre che politica: stiamo parlando, infatti, di uno dei comparti con il più alto potenziale di crescita e occupazione in Europa - con un valore stimato tra i 26 e i 36,5 miliardi di euro, e circa 180.00 dipendenti.

L'Esecutivo comunitario propone di seguire una strada che si sviluppa in quattro direzioni parallele:

  • armonizzare le norme e le procedure di certificazione per le tecnologie della sicurezza. In tale contesto, per conseguire il riconoscimento reciproco dei sistemi di certificazione, la Commissione intende presentare due proposte legislative per istituire un sistema di certificazione sia per le apparecchiature di rilevamento aeroportuali, sia per i sistemi di allarme;

  • sfruttare in modo migliore le sinergie tra la ricerca civile nel settore e quella destinata ala difesa;

  • ridurre il gap tra ricerca e mercato, soprattutto per quanto riguarda gli appalti pubblici – europei e internazionali -, utilizzando nuovi meccanismi di finanziamento nel'ambito di Horizon 2020. Un approccio che, secondo la Commissione, dovrebbe riunire industria, autorità pubbliche e utenti già dalla fase di avvio dei progetti di ricerca;

  • introdurre controlli sull'impatto sociale delle nuove tecnologie di sicurezza.

Tuttavia, ciò che maggiormente manca all'Ue, come ha sottlineato il vicepresidente della Commissione europea, con delega all'industria, Antonio Tajani, è un "marchio europeo". Mancanza che Tajani definisce "particolarmente critica, poiché in futuro i mercati chiave per le tecnologie della sicurezza non saranno in Europa ma nei paesi emergenti".