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Friuli Venezia Giulia - foto di JoadlValorizzare il territorio montano rispondendo alle esigenze dei turisti. E’ questo l’obiettivo che la Regione intende perseguire con il nuovo bando per l’albergo diffuso, un progetto nato più di trenta anni fa in Friuli Venezia Giulia e realizzato anche in altre regioni italiane (Puglia, Abruzzo, Marche).

L'albergo diffuso - modello definito da Giancarlo Dall’Ara, consulente in hotel marketing per definizione - è “un'impresa ricettiva alberghiera situata in un unico centro abitato, formata da più stabili vicini fra loro, con gestione unitaria e in grado di fornire servizi di standard alberghiero a tutti gli ospiti”.

Oltre ad offrire tutti i servizi “tradizionali” di una struttura albergheria, consente di andare incontro alle esigenze dei piccoli centri, sfruttando al meglio edifici e spazi esistenti, senza costruire nuovi impianti. Non a caso, il concetto di albego diffuso nasce in Friuli, all'indomani del terremoto del terremoto del 6 maggio del 1976, dalla necessità di recupeare immobili dismessi e di dare soluzione al problema, tuttora attuale, dello spopolamento dei piccoli borghi.

Un modello turistico non solo made in Italy, ma che tende a rispettare l'ambiente e a dare impulso allo sviluppo turistico locale.

La Regione già in passato ha promosso la realizzazione di questo tipo di strutture, come ricordato ieri, a Udine, durante un incontro tra il neo-assessore alla montagna, Sandra Savino, e i rappresentanti dei Comuni beneficiari dell'ultimo bando.
Presente anche il consigliere regionale Luigi Cacitti, che ha sottolineato l’impegno regionale per la tutela della montagna, come dimostra lo stanziamento complessivo di 26 milioni di euro dei fondi comunitari del programma POR FESR 2007-2013.