La strategia Ue per lo sviluppo delle infrastrutture verdi

Lago - foto di pizzodisevo“Un buon investimento per la natura, per l'economia e per l'occupazione”: così il commissario per l'Ambiente Janez Potočnik ha definito le infrastrutture verdi, soluzioni che mettono insieme tutela degli ecosistemi e delle risorse naturali ed efficacia in termini economici da oggi al centro di una strategia della Commissione europea.

Sfruttare le zone umide naturali per assorbire l'acqua in eccesso e prevenire le alluvioni o realizzare parchi e altri spazi verdi per mitigare le ondate di calore estive: sono solo alcune delle proposte contenute nella comunicazione dell'Esecutivo Ue sotto la dicitura 'infrastrutture verdi', progetti alternativi alle infrastrutture classiche, spesso più economici e soprattutto efficienti dal punto di vista del consumo di risorse naturali.

La Commissione chiede investimenti per la diffusione di queste infrastrutture nei settori dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca, ma anche come strumenti per ridurre la pressione sulle risorse idriche ed energetiche, per contrastare e mitigare i cambiamenti climatici e prevenire le catastrofi naturali. Catastrofi che, almeno in Italia, sono spesso collegate al dissesto idrogeologico e al cattivo stato di salute dei suoli.

Per la fine del 2013 Bruxelles intende pubblicare degli orientamenti per aiutare gli stati membri a collocare questi investimenti nel quadro delle politiche regionali per il periodo 2014-2020, mentre entro il 2014 prevede di creare, insieme alla Banca europea per gli investimenti, uno strumento di finanziamento comunitario dedicato alle infrastrutture verdi.

Nel frattempo, la Commissione incoraggia i 27 a fare ricerca in questo campo e si impegna a fare altrettanto: entro la fine del 2015 l'Esecutivo Ue ha, infatti, in programma la pubblicazione di uno studio sull'ipotesi di una rete europea di infrastrutture verdi.

L'ultima scadenza è fissata, infine, al 2017, quando Bruxelles farà il punto sui progressi compiuti e presenterà le proprie raccomandazioni sugli interventi da attuare negli anni successivi.

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