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Brown UniversityPermettere a persone tetraplegiche di raggiungere e afferrare oggetti tramite un braccio robotico. E' quanto sta realizzando un team di ricerca, guidato da John Donoghue, neuroscienziato della Brown University di Rodhe Island, USA. Lo studio, pubblicato dalla rivista Nature insieme ad un video dimostrativo, riguarda la possibilità di trasmettere, attraverso un chip impiantato nel cervello, gli impulsi cerebrali a un computer che li converte in comandi. Comandi che muovono un braccio elettronico e permettono a pazienti paralizzati di compiere azioni complesse nello spazio.

Obiettivo dello studio è sviluppare tecnologie in grado di ripristinare la capacità di comunicare e di muoversi a persone con malattie neurologiche o lesioni.

Il dispositivo viene impiantato sulla superficie del cervello e registra gli impulsi di decine di neuroni. Il video che accompagna la ricerca mostra una donna che, muovendo il braccio robotico, prende una bottiglia e beve da una cannuccia.

Un grande successo per il team di scienziati, e per la Microsystems Blackrock, la società che costruisce gli impianti. Finora infatti i ricercatori avevano utilizzato i chip cerebrali per permettere a pazienti paralizzati da lesioni del midollo spinale di spostare un cursore su uno schermo, ma non non erano mai riusciti a ottenere che effettuassero movimenti con oggetti nel mondo reale.

A questa fase del progetto hanno partecipato due pazienti con lesioni al tronco cerebrale che li hanno privati della capacità di parlare o di muovere gli arti; uno di loro, al momento dello studio, aveva l'impianto da cinque mesi, l'altro da oltre cinque anni.

Ma i ricercatori puntano più in alto: il team sta lavorando a versioni wireless degli impianti in grado di guidare la stimolazione elettrica dei muscoli del paziente, senza ricorrere a bracci robotici.