Decreto Crescita – semplificazioni per risorse Fondo Sviluppo e Coesione

Fondo Sviluppo e CoesionePer accelerare la spesa dei circa 64 miliardi di euro di fondi nazionali destinati alla coesione territoriale il decreto Crescita sostituisce l'attuale molteplicità di Programmi finanziati dal FSC con un unico Piano Sviluppo e Coesione.

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L'articolo 44 del decreto-legge n. 34-2019, entrato in vigore il 1° maggio, prevede infatti che la pluralità degli attuali documenti programmatori di ciascuna Amministrazione centrale, Regione o Città metropolitana titolare di risorse a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) sia riorganizzata nel quadro di un unico Piano Operativo.

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La riclassificazione di tali strumenti nel Piano Sviluppo e Coesione permetterà di rafforzare il carattere unitario delle Politiche di Coesione nazionale ed europea.

Al fine di coordinare gli interventi infrastrutturali finanziati con le risorse nazionali destinate alla Coesione dei cicli di programmazione 2000-2006, 2007-2013 e 2014-2020 e di valorizzarne la simmetria con i Programmi operativi cofinanziati dai fondi europei, il Piano Sviluppo e Coesione sarà infatti articolato per aree tematiche, in analogia con gli obiettivi tematici dell’Accordo di Partenariato.

I contenuti del Piano Sviluppo e Coesione

In sede di prima approvazione, il Piano sviluppo e coesione potrà contenere:

  • a) gli interventi dotati di progettazione esecutiva o con procedura di aggiudicazione avviata alla data di entrata in vigore del decreto Crescita, quindi al 1° maggio 2019;
  • b) gli interventi che, pur non rientrando nella casistica di cui alla lettera a), siano valutati favorevolmente da parte del Dipartimento per le politiche di coesione, dell’Agenzia per la coesione territoriale, sentite le Amministrazioni titolari delle risorse, in ragione dello stato di avanzamento della progettazione, dell’effettiva rispondenza e sinergia con le priorità di sviluppo dei territori e con gli obiettivi strategici del nuovo ciclo di programmazione dei fondi europei, nonché della concomitante possibilità di generare obbligazioni giuridicamente vincolanti entro il 31 dicembre 2021.

Le risorse che non rientreranno nel Piano Sviluppo e Coesione saranno riprogrammate con delibera CIPE su proposta del ministro per il Sud ad esempio per finanziare programmi di piccole opere e manutenzioni straordinarie per infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali, idriche, per fronteggiare il dissesto idrogeologico e per la messa in sicurezza di scuole, ospedali ed altre strutture pubbliche, attraverso lo strumento del Contratto istituzionale di sviluppo.

In relazione alle nuove risorse del Fondo Sviluppo e Coesione attribuite con la legge di Bilancio 2019 e non ancora programmate, invece, le proposte di assegnazione da sottoporre al CIPE per il finanziamento di interventi infrastrutturali dovranno essere corredate della valutazione tecnica positiva da parte del Dipartimento per le politiche di coesione. Tali assegnazioni, specifica il decreto, saranno soggette a decadenza laddove non diano luogo a obbligazioni giuridicamente vincolanti entro tre anni dalla pubblicazione della delibera nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e non potranno essere riassegnate alla medesima Amministrazione.

Il ruolo delle Amministrazioni

L’amministrazione titolare del Piano Operativo oggetto della riclassificazione sarà responsabile della individuazione degli interventi, comprensivi di quelli previsti in sostituzione degli interventi già finanziati, inclusa la vigilanza sulla attuazione dei singoli interventi, l’approvazione di varianti, la presentazione degli stati di avanzamento, nonché delle richieste di erogazione delle risorse ai beneficiari.

Le Amministrazioni dovranno monitorare gli interventi sul proprio sistema gestionale e rendere disponibili, con periodicità bimestrale, i dati di avanzamento finanziario, fisico e procedurale alla Banca dati Unitaria del Ministero dell’economia e delle finanze - Dipartimento della ragioneria generale dello Stato.

I Comitati di sorveglianza

Le funzioni attribuite ai rispettivi strumenti di governance, istituiti con delibere del CIPE o comunque previsti dai documenti di programmazione oggetto di riclassificazione, saranno trasferite ad appositi Comitati di Sorveglianza, costituiti dalle Amministrazioni titolari dei Piani Operativi, ai quali partecipano rappresentanti del Dipartimento per le politiche di coesione, dell’Agenzia per la coesione territoriale, del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica e dei Ministeri competenti per area tematica, nonché del partenariato economico e sociale.

I Comitati di sorveglianza avranno il compito di:

  • approvare la metodologia e i criteri usati per la selezione delle operazioni e le relazioni di attuazione annuali e finali;
  • valutare eventuali proposte di modifiche al Piano operativo;
  • esaminare ogni aspetto che incida sui risultati comprese le verifiche di efficacia dell’attuazione e i risultati delle valutazioni.

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Decreto Crescita (Decreto-legge 34-2019)

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