Recovery plan: Pisano, banda larga e servizi digitali per ripartire

Recovery plan telecomunicazioniSenza connettività non ci può essere crescita, quindi l’Italia deve investire nella banda ultralarga, nel 5G, nel cloud e nelle competenze digitali. Lo ha sottolineato la ministra per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, Paola Pisano, durante un'audizione alla Camera sul Recovery plan.

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Recovery plan: la missione Digitalizzazione e Innovazione tecnologica

Nelle "Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza" definite dal Comitato interministeriale per gli Affari europei la prima missione è dedicata alla digitalizzazione e all’innovazione tecnologia.

Gli obiettivi di questo cluster riguardano: la digitalizzazione della PA, l’identità digitale unica per cittadini e imprese, il completamento della rete nazionale di telecomunicazione in fibra ottica, lo sviluppo del 5G, l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione delle filiere strategiche, il potenziamento della digitalizzazione del patrimonio culturale e la digitalizzazione inclusiva.

Recovery plan e digitale

Pisano, le proposte del Ministero dell’innovazione

Il 16 settembre 2020 nel corso dell’audizione presso la commissione Trasporti della Camera dei Deputati la ministra per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, Paola Pisano, ha illustrato le priorità individuate dal suo Ministero per l'utilizzo delle risorse del Recovery Fund destinate all’Italia, soffermandosi sulla realizzazione della rete unica delle comunicazioni.

Nel dettaglio il Ministero per l’innovazione ha indicato 5 aree d’intervento prioritarie: dati e interoperabilità, infrastrutture e sicurezza, piattaforme e servizi, competenze digitali, innovazione.

Sul fronte dei dati e dell’interoperabilità l’obiettivo è favorire la comunicazione tra le banche dati della PA, affinché cittadini e imprese possano contare su servizi veloci ed efficienti. Bisogna quindi ripensare la pubblica amministrazione con meno compartimenti stagni, ha sottolineato la Pisano, allo scopo di ridurre i tempi troppo lunghi delle procedure burocratiche che subissano aziende, lavoratori e professionisti.

Passando alla seconda area d’intervento - infrastrutture e sicurezza - le priorità per il paese sono molteplici, a partire dallo sviluppo di una rete unica per la banda larga, cui si aggiunge la necessità di investire nella tecnologia cloud. L’obiettivo è sviluppare una rete di data center, in linea con il progetto europeo Gaia-X, cui ha fatto riferimento anche la presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen durante il suo discorso sullo Stato dell’Unione.

Per quanto riguarda la cybersicurezza, invece, l’Italia si impegnerà nel dare attuazione alla direttiva NIS e al perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, al fine di garantire la cosiddetta business continuity anche in caso di attacchi informatici.

La terza area di intervento - piattaforme e servizi - prevede una serie di iniziative per favorire la diffusione dei servizi digitali, dai pagamenti elettronici all’identità digitale. A tal proposito la ministra ha ricordato i risultati raggiunti, grazie all’utilizzo dell’app IO, per accedere al bonus vacanze, oltre ai diversi interventi previsti dal dl Semplificazioni.

Le competenze digitali rappresentano un tasto dolente per l’Italia, ha sottolineato la Pisano, ricordando i dati del Digital Economy and Society Index (DESI) 2020. Per accrescere le digital skill degli italiani, il Ministero per l’innovazione ha proposto quindi di intervenire lungo tre direttrici: cittadini, imprese e personale della pubblica amministrazione.

Infine, per favorire l’innovazione tecnologica dell’Italia, la ministra ha citato uno dei tanti interventi proposti al governo, dedicato a supportare la valorizzazione delle PMI nelle aree interne, anche con progetti di e-commerce allo scopo di stimolare la rinascita delle realtà più piccole.

Durante l'audizione la Pisano ha annunciato che i primi voucher per le famiglie - previsti dal Piano voucher approvato a maggio dal Cobul - saranno erogati a fine settembre, mentre per gli altri si dovrà attendere la fine del 2020. "Per tutte le famiglie con Isee in inferiore a 50mila euro è previsto un incentivo pari a 200 euro per accedere alla migliore tecnologia disponibile, con Isee inferiore a 20mila euro vi sarà la possibilità di richiedere un contributo aggiuntivo di 300 euro per il comodato d’uso di tablet e pc".

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Patuanelli: politica industriale e rete unica tlc

Il 10 settembre 2020 anche il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha illustrato - durante un’audizione presso la commissione Trasporti della Camera - le priorità per l’utilizzo del Recovery fund nel settore delle comunicazioni, soffermandosi sulla realizzazione della rete unica nazionale.

Il ministro ha ricordato che gli obiettivi di digitalizzazione previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Recovery plan) vedono il MISE direttamente coinvolto nella definizione degli interventi, nell’ambito di una politica industriale basata su due temi: la crescita inclusiva e sostenibile e la centralità delle aziende, con particolare attenzione alle microimprese.

Nel corso dell’audizione Patuanelli ha delineato i sette pilastri della politica industriale per la ripresa del paese:

  • trasformazione digitale e innovazione del sistema produttivo
  • rafforzamento e competitività di filiera
  • potenziamento dei settori rilevanti
  • riqualificazione green del sistema produttivo
  • supporto al finanziamento di startup e PMI
  • rilancio delle aree in ritardo di sviluppo
  • più investimenti destinati al capitale umano e formazione professionale

Sono 7 filoni che raccontano sia i punti di forza che le debolezze del sistema industriale e produttivo italiano, ha fatto presente il ministro, soffermandosi sulla necessità di semplificare gli strumenti di accesso agli incentivi e alle agevolazioni rivolti alle aziende, potenziando gli interventi già noti.

Le aziende infatti hanno bisogno di certezze per mobilitare gli investimenti, fondamentali per la transizione digitale del paese, che - ha sottolineato il ministro - non può fare a meno di rete unica per le telecomunicazioni a gestione pubblica.

Secondo Patuanelli, la rete unica per le telecomunicazioni - che vede ora anche la partecipazione di CDP insieme a TIM - rappresenta un buon punto di partenza per costruire una società delle reti incentrata sulla fibra, sul 5G e su tutte le altre tecnologie digitali di ultima generazione.

Tuttavia l’Italia deve fare i conti con i ritardi registrati nell’implementazione della strategia nazionale per la banda ultralarga, ha sottolineato il ministro, citando gli esiti della consultazione di Infratel per l'aggiornamento della mappatura sulla copertura del territorio nazionale con reti a banda ultralarga

Dagli esiti della consultazione, a cui hanno partecipato 44 operatori, risulta che oltre 3,6 milioni di civici non sono raggiunti da nessuna tecnologia, in attesa dell’attuazione dei piani di copertura degli operatori privati entro il 2022.

In questo scenario, ha concluso Patuanelli, le risorse del Recovery fund rappresentano un canale forte da utilizzare per accelerare la diffusione della fibra sul territorio nazionale. L’obiettivo è realizzare una rete unica nazionale per le telecomunicazioni a gestione pubblica, che possa arrivare anche nelle zone dove gli investimenti di mercato sono assenti.

Recovery plan: i progetti proposti dal MISE

Entrando nel dettaglio dei progetti proposti dal MISE per la definizione del Recovery plan, sul fronte delle infrastrutture digitali per la banda ultralarga il Ministero propone un investimento di 6 miliardi di euro per:

  • raggiungere le sedi pubbliche e tutti i siti produttivi con servizi a velocità fino a 1 Gbits con reti VHC;
  • il completamento delle aree bianche residue per circa 1,1 milioni di unità immobiliari.

Sono previsti anche interventi infrastrutturali - da realizzare in una seconda fase - finalizzati allo step change del servizio di connettività nelle aree grigie, in cui è attivo un unico operatore di rete (le aree potenzialmente interessate sono pari a 17 milioni di unità immobiliari).

Per quanto riguarda i servizi e le connessioni digitali, invece, il MISE propone di investire oltre, 6,7 miliardi di euro per:

  • favorire la transizione digitale ed il superamento del digital divide in ambiti prioritari quali la scuola, il turismo anche culturale e la sanità attraverso la posa della fibra ottica;
  • favorire l’incentivazione della domanda di connettività a banda ultralarga;
  • l'aumento strutturale della sicurezza dei cittadini attraverso interventi infrastrutturali connessi all’evoluzione dei sistemi di gestione delle emergenze (112) ed alla disponibilità di device connessi per l’utilizzo pervasivo dei sistemi di telemedicina.

Ricordiamo che per sostenere l'accesso di imprese, famiglie e scuole alla banda ultralarga, lo scorso maggio il Comitato per la diffusione della banda ultralarga (Cobul) ha approvato il Piano voucher (famiglie+imprese) e il Piano Scuola - recentemente al centro di due distinte consultazioni - per uno stanziamento complessivo di oltre 1,5 miliardi di euro.

Ad agosto Patuanelli ha firmato i decreti attuativi relativi agli interventi previsti dal Piano scuola e dal Piano voucher famiglie, mentre manca ancora il decreto attuativo per il Piano voucher imprese.

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