Sassoli alla guida del Parlamento europeo e le altre cariche UE

David Sassoli Photo credit: Fred Marvaux © European Union 2019 - Source: EPDopo la nomina dell'eurodeputato italiano David Sassoli alla presidenza del Parlamento europeo, le commissioni hanno eletto presidenti e vicepresidenti. Il voto dell'Aula sul nuovo capo della Commissione UE è invece previsto per la seconda sessione plenaria della nuova legislatura, dal 15 al 18 luglio.

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Quella di David Sassoli, subentrato ad Antonio Tajani alla guida dell'Europarlamento, è stata la prima nomina decisa dagli eurodeputati nell'ambito della nona legislatura, lo scorso 3 luglio.

Ieri, invece, le venti commissioni del Parlamento europeo completato l'elezione delle loro cariche interne per i prossimi due anni e mezzo. Sette gli eurodeputati italiani designati ai vertici, due per la presidenza e cinque per la vicepresidenza.

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Sassoli alla presidenza del Parlamento UE

Eletto al secondo scrutinio, con 345 voti a favore, su 667 espressi, l'eurodeputato del PD ha superato la concorrenza degli sfidanti Ska Keller (Verdi), Sira Rego (Gue-Sinistra Unitaria) e Jan Zahradil (ECR ), fermi rispettivamente a 119 , 43 voti e 160 voti.

Già vicepresidente del Parlamento UE, Sassoli, 63 anni, è arrivato al Parlamento europeo nel 2009, dopo una lunga carriera come giornalista e conduttore televisivo, da ultimo in Rai, ed è stato riconfermato alle elezioni europee del 2014, sempre all'interno del gruppo S&D.

La necessità di rilanciare il progetto europeo è stata al centro del primo discorso del neo presidente, secondo cui “l’Europa ha ancora molto da dire” a condizione di “mettere le ragioni della lotta politica al servizio dei cittadini” e di dare risposte condivise alle sfide della “disoccupazione giovanile, delle migrazioni, dei cambiamenti climatici, della rivoluzione digitale, dei nuovi equilibri mondiali, solo per citarne alcuni, che per essere governate hanno bisogno di nuove idee, del coraggio di saper coniugare grande saggezza e massimo d’audacia”.

Il primo incarico del nuovo presidente è stato quello di presiedere alla nomina dei 14 vicepresidenti e dei 5 questori, che insieme formano l’Ufficio di presidenza del PE, che tra le altre cose ha il compito di stabilire il progetto preliminare di bilancio del Parlamento e di decidere in materia amministrativa, di personale e di organizzazione.

Tra i vicepresidenti eletti, anche l'italiano Fabio Massimo Castando (M5S), che rientra nel gruppo dei Non Iscritti, composto da 57 eurodeputati. Gli altri sei gruppi al PE sono PPP, con 182 eurodeputati, S&D con 154 eurodeputati, Renew Europe con 108 eurodeputati, Verdi - Alleanza Libera Europa con 74 eurodeputati, Identità e democrazia con 73 eurodeputati, ECR con 62 eurodeputati e GUE - Sinistra unitaria europea con 41 eurodeputati.

L'Aula ha poi votato la composizione numerica delle venti commissioni e delle due sottocommissioni permanenti, i cui presidenti e vicepresidenti sono stati eletti nelle rispettive riunioni costitutive.

Il voto sul successore di Jean Claude Juncker alla guida della Commissione europea, invece, è previsto per la prossima plenaria.

Gli italiani alla guida delle commissioni parlamentari

Antonio Tajani (PPE-Forza Italia), per la commissione Affari costituzionali, e Roberto Gualtieri (S&D-PD), riconfermato alla guida della commissione Problemi economici e monetari, sono i due eurodeputati italiani che hanno ottenuto la presidenza.

"Lavorerò subito sulla Brexit e su un grande progetto di riforma dell'Europa. In questo proseguirò lo sforzo profuso da presidente del Parlamento europeo per rendere le istituzioni sempre più vicine ai cittadini europei e continuerò il mio lavoro per dare finalmente al Parlamento europeo il potere di iniziativa legislativa", ha commentato Tajani.

"Continuerò a battermi per un’Europa della crescita, del lavoro, dell’equità e della coesione. Servono più investimenti per l’innovazione e la sostenibilità ambientale e sociale, occorre riformare e completare l’Unione economica e monetaria, contrastare il dumping fiscale e attuare il pilastro sociale. Sono obiettivi ambiziosi, ma ce la metteremo tutta", ha dichiarato Gualtieri.

Italiani anche i vicepresidenti di altre cinque commissioni:

  • Pietro Bartolo (S&D-PD) alla commissione Libertà civili, giustizia e affari interni,
  • Caterina Chinnici (S&D-PD)alla commissione Controllo dei bilanci,
  • Giuseppe Ferrandino (S&D-PD) alla commissione Pesca,
  • Patrizia Toia (S&D-PD) alla commissione Industria, ricerca ed energia,
  • Raffaele Stancanelli (ECR-Fratelli d’Italia) alla commissione Giuridica.

Le altre massime cariche dell'Unione

Durante il Consiglio europeo straordinario del 30 giugno, 1º e 2 luglio 2019 a Bruxelles, intanto, i leader dell'Unione hanno raggiunto un accordo sulle nomine delle altre massime cariche dell'UE. 

I capi di Stato e di Governo hanno individuato quale successore di Donald Tusk alla guida del Consiglio europeo l’ex primo ministro belga Charles Michel, che i leader dei Paesi che condividono la moneta unica hanno designato anche come presidente del Vertice euro. Il mandato di Michel partirà il prossimo 1º dicembre, fino al 31 maggio 2022, e potrà essere rinnovato una sola volta. 

L’attuale ministra tedesca della Difesa, la conservatrice Ursula von der Leyen, è stata invece proposta dal Consiglio europeo quale candidata alla presidenza della Commissione europea, mentre il socialista spagnolo Josep Borell Fontelles è stato nominato quale candidato al posto di alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, attualmente ricoperto dall’italiana Federica Mogherini.

Ai vertici dell’UE anche un’altra candidatura femminile, quella di Christine Lagarde, attualmente a capo del Fondo monetario internazionale e proposta per la presidenza della Banca centrale europea (BCE) al posto di Mario Draghi.

L'Italia ha potuto rivedicare la garanzia di un commissario di alto rilievo economico - presumibilmente quello alla Concorrenza - e di una vicepresidenza, ha spiegato il premier Giuseppe Conte al termine della riunione del Consiglio europeo.

I prossimi passi

La candidatura di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea dovrà ora essere confermata dall’Aula del Parlamento europeo a maggioranza assoluta, quindi ottenendo il voto favorevole della metà degli eurodeputati più uno.

Il nuovo capo della Commissione e il Consiglio UE adotteranno quindi un elenco di candidati commissari, uno per ogni Stato membro, che in base al settore di competenza dovranno presentarsi nelle commissioni parlamentari per essere valutati dagli eurodeputati. Le audizioni si svolgeranno nel mese di ottobre e permetteranno ai parlamentari di elaborare una valutazione di ciascun candidato da trasmettere al presidente del PE, prima di procedere al voto dell'Aula sull'intera Commissione.

Una volta ottenuto il voto favorevole del Parlamento UE, la presidente della Commissione, l'Alto rappresentante e gli altri membri dell’Esecutivo comunitario saranno soggetti alla nomina formale da parte del Consiglio europeo, prima di dare avvio al loro mandato quinquennale fino al 31 ottobre 2024.

Una volta eletta, la presidente della Commissione dovrò confermare l’Alto rappresentante nominato dal Consiglio europeo, mentre la decisione formale dei leader UE sulla nuova presidente della Banca centrale europea richiede la sola consultazione del Parlamento europeo e del Consiglio direttivo della BCE.

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Photo credit: Fred Marvaux © European Union 2019 - Source: EP

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