Legge europea sul clima. Strasburgo alza la posta sulle emissioni 2030, il Consiglio frena

Legge europea sul clima - Photo by Jem Sanchez from PexelsCon la legge europea sul clima Bruxelles ha tracciato la rotta per arrivare alla neutralità climatica entro il 2050, fissando un target ambizioso di riduzione delle emissioni al 2030. Punto, quest’ultimo, che vede Parlamento e Consiglio su due sponde opposte: mentre Strasburgo aveva chiesto una riduzione del 60% delle emissioni, i ministri dell’Ambiente nicchiano, evitando di assumere impegni per il 2030.

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Presentata a marzo, la legge europea sul clima costituisce uno degli elementi centrali del Green Deal europeo. Obiettivo: fare dell'UE il primo continente del mondo che conseguirà la neutralità climatica entro il 2050. Un piano ambizioso, che secondo il Parlamento europeo si può rendere ancor più efficace alzando l'asticella degli obiettivi da centrare entro il 2030. Ma il Consiglio Ambiente rinvia ai Capi di Stato e di governo dei Ventisette la decisione sul target intermedio

Cosa prevede la legge europea sul clima: la proposta della Commissione

Con la legge europea sul clima, la Commissione propone un obiettivo giuridicamente vincolante di azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050

Le istituzioni UE e gli Stati membri sono tenuti ad adottare insieme le misure necessarie al loro livello per raggiungere questo obiettivo.

La roadmap da seguire:

Parte integrante della legge è il piano per il clima al 2030 presentato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell'Unione.

Entro giugno 2021 la Commissione esaminerà e, semmai, proporrà di rivedere tutti gli strumenti politici necessari per conseguire le riduzioni supplementari previste per il 2030.

Per il periodo 2030-2050 Bruxelles propone di predisporre una traiettoria unionale di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, in modo da poter misurare i progressi compiuti e garantire prevedibilità alle autorità pubbliche, alle imprese e ai cittadini.

Entro settembre 2023, e successivamente ogni cinque anni, la Commissione valuterà la coerenza delle misure nazionali e dell'UE rispetto all'obiettivo della neutralità climatica e alla traiettoria per il periodo 2030-2050.

La Commissione sarà autorizzata a formulare raccomandazioni destinate agli Stati membri i cui interventi non sono compatibili con l'obiettivo della neutralità climatica e gli Stati membri dovranno tenere conto delle raccomandazioni o spiegare le loro motivazioni se omettono di farlo. E potrà riesaminare l'adeguatezza della traiettoria e le misure adottate a livello di Unione.

Gli Stati membri saranno tenuti anche a predisporre e attuare strategie di adattamento per rafforzare la resilienza e ridurre la vulnerabilità agli effetti dei cambiamenti climatici

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Il piano per il clima al 2030

Il primo passo della legge sul clima è il target al 2030. Nel suo il discorso sullo stato dell'Unione, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha proposto dalla Commissione un taglio delle emissioni al 2030 di almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990.

Il piano per il clima dovrebbe contenere interventi in tutti i settori, in particolare i trasporti, l'energia, l'agricoltura e l'edilizia. Uno degli strumenti principali con cui la Commissione vuole raggiungere il target è il mercato delle emissioni (ETS). L'Esecutivo UE vorrebbe estenderlo al settore marittimo, ridurre le quote gratuite di cui gode attualmente il settore dell'aviazione, fino a "includere il trasporto su gomma e gli edifici", con l'ipotesi di applicare il concetto anche ai distributori di carburante.

Ruolo importante per la mobilità a emissioni zero avranno anche i nuovi limiti sulla CO2  imposti ai produttori. Maggiori sforzi saranno richiesti anche all'agricoltura, seppur tenuto conto dei limiti di adattabilità del settore. 

Strasburgo alza la posta: -60% di emissioni al 2030

Il Parlamento europeo, nel corso della plenaria di ottobre, si allinea alla volontà dell’Esecutivo UE di fissare target ambiziosi, ma alza ulteriormente l'asticella, portando dal 55% al 60% l'obiettivo di riduzione delle emissioni al 2030, oltre a confermare il target intermedio al 2040.

Gli eurodeputati insistono su un punto importante: che la riduzione delle emissioni riguardi non solo l'Unione europea, ma anche i singoli Stati membri. Per Strasburgo i Paesi devono diventare neutri sotto il profilo delle emissioni di carbonio entro il 2050, e dopo quella data l'UE dovrà raggiungere l’obiettivo di "emissioni negative".

Per farlo, ovviamente, servono finanziamenti sufficienti e una tabella di marcia ben definita: i deputati chiedono alla Commissione di proporre entro il 31 maggio 2023 una traiettoria UE su come raggiungere la neutralità climatica nel 2050. 

Il Parlamento chiede inoltre che l'UE e gli Stati membri eliminino gradualmente tutti i sussidi diretti e indiretti ai combustibili fossili entro il 31 dicembre 2025.

Vogliono inoltre che la Commissione pubblichi una relazione biennale sui progressi compiuti dall'Unione nel suo complesso e dagli Stati membri verso il raggiungimento degli obiettivi climatici, e la creazione di un organismo scientifico indipendente per monitorare i progressi.

Infine, gli eurodeputati chiedono di istituire un Consiglio europeo per i cambiamenti climatici (ECCC)  come organismo scientifico indipendente per valutare i progressi compiuti in tale direzione.

I ministri dell'Ambiente nicchiano: ok alla legge sul clima, ma senza target 2030

Il Consiglio dei ministri dell'Ambiente ha raggiunto un accordo solo parziale sulla legge per il clima: bene l'obiettivo emissioni zero al 2050, ma i ministri demandano al Consiglio europeo la posizione sul target al 2030.

Un rimpallo che non stupisce, ma delude le aspettative. Sul tema i capi di Stato e di Governo dei Ventisette avrebbero dovuto esprimersi già a ottobre, nel corso del Consiglio europeo, ma la discussione sul target aggiornato per un nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni per il 2030 era stata rimandata.

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