Legge europea sul clima: le misure per ridurre le emissioni entro il 2050

Legge europea sul clima - Photo by Jem Sanchez from PexelsIl Parlamento europeo alza il tiro sulla legge europea sul clima, con cui Bruxelles traccia la rotta per arrivare alla neutralità climatica entro il 2050. Intanto Ursula von der Leyen fissa un altro target ambizioso, con il piano per il clima 2030: il taglio delle emissioni in dieci anni di almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990.

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Presentata a marzo, la legge europea sul clima costituisce uno degli elementi centrali del Green Deal europeo. Obiettivo: fare dell'UE il primo continente del mondo che conseguirà la neutralità climatica entro il 2050. Un piano ambizioso, che secondo la commissione Ambiente del Parlamento europeo si può rendere ancor più efficace.

Cosa prevede la legge europea sul clima

Con la legge europea sul clima, la Commissione propone un obiettivo giuridicamente vincolante di azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050

Le istituzioni UE e gli Stati membri sono tenuti ad adottare insieme le misure necessarie al loro livello per raggiungere questo obiettivo.

La roadmap da seguire:

Parte integrante della legge è il piano per il clima al 2030 che la settimana prossima sarà presentato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell'Unione.

Entro giugno 2021 la Commissione esaminerà e, semmai, proporrà di rivedere tutti gli strumenti politici necessari per conseguire le riduzioni supplementari previste per il 2030.

Per il periodo 2030-2050 Bruxelles propone di predisporre una traiettoria unionale di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, in modo da poter misurare i progressi compiuti e garantire prevedibilità alle autorità pubbliche, alle imprese e ai cittadini.

Entro settembre 2023, e successivamente ogni cinque anni, la Commissione valuterà la coerenza delle misure nazionali e dell'UE rispetto all'obiettivo della neutralità climatica e alla traiettoria per il periodo 2030-2050.

La Commissione sarà autorizzata a formulare raccomandazioni destinate agli Stati membri i cui interventi non sono compatibili con l'obiettivo della neutralità climatica e gli Stati membri dovranno tenere conto delle raccomandazioni o spiegare le loro motivazioni se omettono di farlo. E potrà riesaminare l'adeguatezza della traiettoria e le misure adottate a livello di Unione.

Gli Stati membri saranno tenuti anche a predisporre e attuare strategie di adattamento per rafforzare la resilienza e ridurre la vulnerabilità agli effetti dei cambiamenti climatici

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Il piano per il clima al 2030

Il primo passo della legge sul clima è il target al 2030. Nel suo il discorso sullo stato dell'Unione, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha proposto dalla Commissione un taglio delle emissioni al 2030 di almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990.

Il piano per il clima dovrebbe contenere interventi in tutti i settori, in particolare i trasporti, l'energia, l'agricoltura e l'edilizia. Uno degli strumenti principali con cui la Commissione vuole raggiungere il target è il mercato delle emissioni (Ets). L'Esecutivo UE vorrebbe estenderlo al settore marittimo, ridurre le quote gratuite di cui gode attualmente il settore dell'aviazione, fino a "includere il trasporto su gomma e gli edifici", con l'ipotesi di applicare il concetto anche ai distributori di carburante.

Ruolo importante per la mobilità a emissioni zero avranno anche i nuovi limiti sulla CO2 imposti ai produttori. Maggiori sforzi saranno richiesti anche all'agricoltura, seppur tenuto conto dei limiti di adattabilità del settore. 

Gli aggiustamenti alla legge sul clima proposti dal Parlamento europeo

La commissione Ambiente del Parlamento europeo si allinea alla volontà dell’Esecutivo UE di fissare target ambiziosi: con 46 voti a favore, 18 contrari e 17 astensioni, gli eurodeputati hanno approvato gli obiettivi della legge europea sul clima. 

Ma chiedono di alzare ulteriormente l’asticella, portando dal 55% al 60% il target di riduzione delle emissioni al 2030, e di fissare un target intermedio al 2040.

Inoltre, i deputati chiedono alla Commissione di proporre entro il 31 maggio 2023 una traiettoria UE su come raggiungere la neutralità climatica nel 2050 attraverso la procedura decisionale ordinaria. 

Il Parlamento chiede inoltre che l'UE e gli Stati membri eliminino gradualmente tutti i sussidi diretti e indiretti ai combustibili fossili entro il 31 dicembre 2025.

Vogliono inoltre che la Commissione pubblichi una relazione biennale sui progressi compiuti dall'UE e dagli Stati membri verso il raggiungimento degli obiettivi climatici, e la creazione di un organismo scientifico indipendente per monitorare i progressi.

Contrariamente alla proposta della Commissione, gli eurodeputati vogliono anche che sia l'UE che tutti gli Stati membri individualmente diventino neutrali dal punto di vista climatico entro il 2050.

E dopo questa data chiedono all’Unione europea e ai singoli Paesi di essere “negativi” a livello climatico, il che significa che devono rimuovere più gas serra di quanti ne emettono.

Durante la sessione plenaria di ottobre il Parlamento voterà il testo sulla legge europea sul clima in prima lettura, dopodiché sarà pronto per avviare i negoziati con gli Stati membri.

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