Svelate le 58 opere da commissariare del Governo. La parola ora al Parlamento

Opere da commissariareSono 58 le opere che Palazzo Chigi vorrebbe commissariare per accelerarne la realizzazione. L’elenco è contenuto nell’atto 236-2020, ora al vaglio di Camera e Senato. Ancora nessuna ipotesi invece sui nomi dei commissari. Prima infatti si attende il via libera del Parlamento.

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Dopo mesi di voci e ipotesi, si fa luce sull’elenco delle grandi opere che il Governo intenderebbe commissariare per assicurarne una realizzazione rapida e fluida in linea con quanto previsto dal decreto Sblocca Cantieri

La lista è infatti contenuta nello “Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) recante l'individuazione degli interventi infrastrutturali” n. 236-2020, che è stato trasmesso al Parlamento il 7 dicembre scorso e che ha iniziato l’iter di esame subito dopo la Befana.

In tutto si tratta di 58 opere - tra interventi infrastrutturali stradali, ferroviari, idrici, portuali e statali - su cui adesso il Governo è in attesa dei pareri delle competenti commissioni di Camera e Senato.

Il parere del Parlamento sulle grandi opere da commissariare 

“Prima di procedere con la fase interlocutoria con le Regioni”, si legge infatti nella relazione illustrativa, il governo preferisce acquisire il parere delle competenti commissioni parlamentari “considerando l’avviso del Parlamento non solo come presupposto imprescindibile sul fronte procedurale, ma anche come momento di confronto sulla scelta delle opere proposte dal governo”.

Per quanto riguarda la Camera, il parere è affidato sia alle commissioni riunite ambiente e trasporti, sia alla commissione bilancio. Al Senato, invece, l’atto 236-2020 è incardinato presso la commissione lavori pubblici. In entrambi i casi, il parere dovrà essere espresso entro il 27 gennaio 2021.

Chi decide sulla nomina dei commissari delle grandi opere

Non figura ancora, invece, la lista dei commissari, che pure era stata richiesta dal presidente della Camera, Roberto Fico, prima di esprimere il parere. 

I motivi sono contenuti sempre nella relazione illustrativa. “Prima di procedere alla scelta della professionalità adeguata da nominare”, il governo ritiene infatti fondamentale avere “una reale contezza delle opere da commissariare” considerando che la scelta dei commissari, “interessando un numero considerevole di opere, presenta anch’essa un iter attuativo impegnativo”.

Una volta fatta però chiarezza sulle opere da commissarie, il Parlamento sarà comunque coinvolto anche nella scelta dei commissari. La nomina infatti avverrà tramite una serie di DPCM i cui relativi “schemi saranno sottoposti al previo parere delle competenti commissioni parlamentari prima di essere adottati”.

Nessun ruolo invece per le Regioni su questo punto. Per la nomina dei commissari, infatti, la norma non prevede l’intesa con i governatori.

Elenco grandi opere

Entrando nel merito delle opere per le quali potrebbero essere nominati dei commissari, si va dai maxi cantieri stradali e ferroviari alle infrastrutture idriche, passando per i porti e i presidi di pubblica sicurezza presenti un po' in tutto lo Stivale.

Le infrastrutture stradali da commissariare

Delle 58 opere inserite nell'elenco, 12 riguardano le infrastrutture stradali. Di queste la più costosa è senza dubbio la Statale 106 Ionica, che dovrebbe avere un costo complessivo di 3.073 milioni di euro provenienti dalle risorse in capo ad ANAS, al Fondo di sviluppo e coesione (FSC) e a CDP.

Di rilievo sono anche gli interventi da oltre due miliardi di euro della E78 Grosseto-Fano, che rappresenta uno dei più importanti collegamenti trasversali tra i corridoi tirrenico e adriatico.

Grazie a oltre 1,1 miliardo di euro, inoltre, il governo punta anche a trasformare la Statale 4 Salaria Roma-Ascoli Piceno in una superstrada, prevedendo sia interventi di manutenzione ordinaria dell’arteria, sia interventi per un suo potenziamento.

Le opere ferroviarie commissariate

Il numero più alto di opere che potrebbero essere commissione riguarda invece quelle ferroviarie. In tutto si tratta infatti di 14 cantieri dislocati un po' ovunque, inclusi alcuni dell’alta velocità (AV). Tra questi ci sono l’AV Brescia-Verona-Padova (oltre 8,6 miliardi) e la Palermo-Catania-Messina (oltre 8,7 miliardi).

Prevista anche la realizzazione della nuova Linea Ferrandina-Matera-La Martella (365 milioni) e il completamento del raddoppio Pescara-Bari (700 milioni).

Infine tra gli altri interventi, spiccano quelli che riguardano la Capitale:

  • La Linea C della metropolitana di Roma con il progetto definitivo della stazione Piazza Venezia, nonché lo studio preliminare della tratta T2 da Piazza Venezia a Clodio/Mazzini;
  • La chiusura dell'Anello ferroviario di Roma che con  547 milioni prevede il raddoppio della tratta Valle Aurelia-Vigna Clara, il nuovo tracciato Vigna Clara-Val d'Ala (con nuova stazione Tor di Quinto) e l'interconnessione con la Roma-Grosseto.

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Le infrastrutture idriche da commissariare

Sono 12 invece la infrastrutture idriche finite nell’elenco delle grandi opere da commissariare. Di questa la più importante in termini di stanziamento è la messa in sicurezza del sistema acquedottistico del Peschiera che da solo assicura l’80% del fabbisogno idrico degli oltre 3 milioni di abitanti di Roma. Per esso sono quindi stanziati 600 milioni di euro con cui raddoppiare il tronco superiore. 

Molti anche gli interventi che riguardano le dighe, incluse quelle del Lago d'Idro (61 milioni) e il completamento di una serie di dighe in Sardegna.

Le infrastrutture portuali

Passando ai porti, invece, nell'elenco figurano tre infrastrutture che potrebbero essere affidate nelle mani di un commissario:

  • La Darsena Europa Livorno (860 milioni);
  • La realizzazione della nuova Diga Foranea di Genova (700 milioni);
  • Gli interventi nel porto di Palermo per il rilancio del polo della cantieristica navale (155 milioni).

Edilizia statale

Chiudono infine la lista delle 58 opere da commissariare, le 12 infrastrutture per presidi di pubblica sicurezza previste in varie città: Palermo, Catania, Reggio Calabria, Crotone, Napoli, Roma, Bologna, Genova, Torino e Milano. In questi casi gli interventi riguarderebbero essenzialmente la ristrutturazione di caserme e commissariati delle Forze dell'ordine, per un valore complessivo che si aggira sui 528 milioni di euro.

Consulta l'Atto 236-2020 sulle opere da commissariare

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