Aiuti di stato: via libera di Bruxelles al regime italiano da 9 mld per le imprese

UE: approvato regime italiano aiuti di stato - photo credit: European Union 2020 / EC - Audiovisual Service/ photographer Lukasz KobusUn nuovo disco verde dalla Commissione UE al regime italiano di aiuti di Stato da 9 miliardi di euro a sostegno delle imprese di tutte le dimensioni nel contesto della pandemia di Covid-19. Approvato anche lo schema di aiuti per la regione Campania.

Coronavirus: Bruxelles, come cambiano le regole sugli aiuti di Stato per le imprese

Dopo l'approvazione da parte di Bruxelles del regime italiano da 100 milioni di euro volto a sostenere le piccole e medie imprese del Belpaese e successivamente al via libera relativo allo schema da 30 milioni di euro per aiutare le realtà imprenditoriali operanti in alcuni settori, dall'agricoltura alla pesca, si compie un nuovo passo in avanti nell'ambito del quadro temporaneo degli aiuti di stato.

Il regime italiano da 9 miliardi di euro consentirà alle Regioni italiane, alle Province autonome, altri enti territoriali e alle Camere di commercio di fornire supporto alle aziende di tutte le dimensioni, compresi i lavoratori autonomi, le piccole e medie imprese (PMI) e le grandi aziende.

Per la vicepresidente esecutiva Margrethe Vestager, "lo schema 'ombrello' consentirà aiuti alle imprese di tutte le dimensioni da parte delle Regioni, delle Province autonome, di altri enti territoriali e delle Camere di Commercio. Insieme ad altre misure, sosterrà le imprese italiane affinché continuino le loro attività in questo periodo difficile e preservino l'occupazione".

Quadro aiuti di stato: 9 miliardi alle imprese

Il sostegno pubblico può essere concesso tramite: 

  • sovvenzioni dirette, garanzie su prestiti e tassi di interesse agevolati per prestiti;
  • aiuti alla ricerca e allo sviluppo (R&S) relativi al coronavirus, volti alla costruzione e al potenziamento di strutture per lo sviluppo di test e prodotti quali medici, trattamenti e dispositivi di protezione correlati al Covid-19;
  • sussidi salariali per i dipendenti per evitare licenziamenti durante l'epidemia di coronavirus.

Il regime di aiuti vuole sostenere le aziende che incontrano difficoltà a causa della perdita di reddito e liquidità risultanti dall'impatto economico dell'epidemia di coronavirus. In particolare, aiuterà le imprese a coprire i bisogni immediati di capitale circolante o le esigenze di investimento. Verranno anche promosse e sostenute la ricerca e la produzione di prodotti correlati al coronavirus.

In cosa consiste il regime italiano

Questo regime si inserisce in quadro di aiuti di Stato più complesso che include una serie di agevolazioni per le imprese.

Tra queste c'è il sostegno alle PMI fornito dall'ISMEA sotto forma di garanzie di Stato sui prestiti per gli investimenti e per il capitale di esercizio o con sovvenzioni dirette sotto forma di rinuncia alla commissione applicabile alle garanzie concesse.

Possono essere concesse garanzie sui prestiti che coprono il 100% del rischio fino al valore nominale di: 100mila euro per impresa operante nel settore primario; 120mila euro per le imprese del settore pesca; 800mila euro per quelle operanti nei settori della silvicoltura o della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.

In tutti gli altri casi le garanzie coprono fino al 90% del rischio legato ai prestiti; l'importo del prestito per impresa è limitato a quanto necessario per sopperire al fabbisogno di liquidità nel prossimo futuro. Le garanzie saranno concesse soltanto fino a dicembre 2020 con una durata massima di sei anni.

Anche per quanto riguarda le sovvenzioni dirette, l'aiuto non può superare 100mila euro per le imprese del settore primario, 120mila per quelle del settore pesca e 800mila per le imprese della silvicoltura o della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.

In aggiunta a questi provvedimenti ci sono anche:

  • prestiti pubblici agevolati alle imprese con tassi di interesse favorevoli alle imprese;
  • garanzie per le banche che veicolano gli aiuti di Stato all'economia reale: tali aiuti sono considerati aiuti diretti a favore dei clienti delle banche e non delle banche stesse e sono forniti orientamenti per ridurre al minimo la distorsione della concorrenza tra le banche;
  • assicurazione pubblica del credito all'esportazione a breve termine per tutti i paesi, senza che lo Stato membro in questione debba dimostrare che il paese interessato è temporaneamente "non assicurabile sul mercato";
  • sostegno per le attività di ricerca e sviluppo connesse al coronavirus al fine di far fronte all'attuale crisi sanitaria, sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali;
  • sostegno alla costruzione e all'ammodernamento di impianti di prova per elaborare e testare prodotti (compresi i vaccini, i ventilatori meccanici, gli indumenti e i dispositivi di protezione) utili a fronteggiare la pandemia;
  • sostegno alla produzione di prodotti per far fronte alla pandemia di coronavirus sotto forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali, anticipi rimborsabili e garanzie a copertura di perdite;
  • sostegno mirato sotto forma di differimento del pagamento delle imposte e/o di sospensione del versamento dei contributi previdenziali per i settori, le regioni o i tipi di imprese particolarmente colpiti dalla pandemia;
  • sostegno mirato sotto forma di sovvenzioni salariali per i dipendenti alle imprese in settori o regioni che hanno maggiormente sofferto a causa della pandemia di coronavirus e che altrimenti avrebbero dovuto licenziare del personale.

Campania: 70 milioni per agricoltura e pesca

La Commissione europea ha, inoltre, approvato il regime italiano da 70 milioni di euro a sostegno delle imprese attive nei settori dell'agricoltura e della pesca colpite dalla pandemia di coronavirus in Campania. 

Il sostegno sarà erogato sotto forma di sovvenzioni dirette e sarà accessibile alle imprese di tutte le dimensioni, compresi i lavoratori autonomi, operanti nei settori dell'agricoltura, della pesca e dell'acquacoltura nel territorio della Campania. Lo scopo della misura, che dovrebbe sostenere oltre mille imprese, è soddisfare il fabbisogno di liquidità di queste aziende e aiutarle a proseguire le loro attività durante e dopo la pandemia.

Per Bruxelles il regime italiano è conforme alle condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare, gli aiuti non superano i 120mila euro per impresa operante nel settore della pesca e dell'acquacoltura e i 100mila euro per impresa operante nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli.

In conclusione, la misura è stata valutata come necessaria, adeguata e proporzionata a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro, conformemente all'articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE e alle condizioni stabilite nel quadro temporaneo ed è stata approvata ai sensi delle norme dell'UE in materia di aiuti di Stato.

Friuli Venezia Giulia: primato su aiuti di stato per 50 mln di euro

In data 22 aprile, la Commissione UE ha accolto il regime nazionale di 50 milioni di euro per sostenere la regione autonoma Friuli Venezia Giulia.

"Siamo la prima regione in Europa ad aver ottenuto l'ok dell'UE e quindi ora potremo dare il via alle erogazioni che abbiamo stabilito per sostenere il comparto e con le quali far fronte all'emergenza coronavirus nel nostro territorio", ha commenta con soddisfazione l'assessore regionale alle Risorse agricole Stefano Zannier.

Per approfondire: cosa prevede il decreto Cura Italia per agricoltura e pesca

photo credit: European Union 2020 / EC - Audiovisual Service/ photographer Lukasz Kobus

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