Decreto Ristori 5: CdM, scostamento di bilancio di 32 miliardi per aiuti a imprese e lavoratori

Decreto Ristori - Photo by Carlos Pernalete Tua from PexelsNella riunione di ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato la proposta di scostamento di bilancio, che da 25 miliardi sale a 32 miliardi di euro. Le risorse serviranno a finanziare i nuovi interventi a sostegno di lavoratori e imprese che il Governo sta definendo nell'ambito del dl Ristori 5.

Decreto Ristori: partite IVA e professionisti, rinvio delle tasse e contributi per ripartire

Spetta ora alle Camere pronunciarsi sullo scostamento di bilancio, che - secondo il Governo - è necessario per sostenere ulteriormente gli operatori economici, i settori produttivi e i cittadini maggiormente colpiti dagli effetti della pandemia da COVID-19. Durante la seduta del 14 gennaio, il CdM ha anche approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di accertamento, riscossione, adempimenti e versamenti tributari.

Intanto l'Agenzia delle Entrate fa sapere che è stata inviata l’ultima tranche di bonifici automatici trasmessi per i ristori del decreto Natale, pari a circa 628 milioni di euro. Con i quattro decreti Ristori, invece, gli accrediti sono stati pari a circa 2,66 miliardi di euro, con 672mila bonifici. Di questi, circa 2,36 miliardi sono stati erogati in maniera automatica, mentre 300 milioni sono stati erogati ai nuovi beneficiari degli indennizzi che hanno presentato domanda successivamente (circa 59mila beneficiari).

Dalla CIG ai contributi per i professionisti: cosa ci sarà nel dl Ristori 5

In base alle prime anticipazioni, il decreto Ristori 5 darà continuità agli aiuti previsti dai precedenti provvedimenti, con alcune novità, soprattutto per i professionisti.

Per quanto riguarda i contributi a fondo perduto destinati agli operatori economici colpiti dalle restrizioni per limitare il rischio dei contagi, potrebbe essere ampliata la platea dei beneficiari con nuovi codici Ateco, includendo anche i professionisti iscritti agli ordini. Inoltre, per accedere ai ristori, non dovrebbe esserci più distinzione tra zone (gialla, arancione e rossa) e il periodo di riferimento relativo alle perdite di fatturato potrebbe essere ampliato al primo semestre del 2020.

Il nuovo provvedimento, poi, dovrebbe rifinanziare la cassa integrazione, come annunciato dalla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo.

Lato fisco si ipotizzano rottamazioni e tempi più lunghi per gestire la ripartenza delle cartelle, mentre per la sanità dovrebbe esserci un pacchetto di norme per l’acquisto dei vaccini contro il coronavirus.

Le misure del decreto Ristori per far ripartire l'economia

La legge di conversione n. 176-2020 del decreto Ristori (decreto legge n. 137 del 28 ottobre 2020) ha riunito il pacchetto di misure adottate dal Governo alla fine del 2020 - tramite il dl Ristori Uno (dl 137-2020), Ristori Bis (149-2020), Ristori Ter (154-2020) e Ristori Quater (157-2020) - per fronteggiare la crisi economica causata dal perdurare dell'emergenza Covid-19.

Oltre ai contributi a fondo perduto e agli aiuti alle categorie di imprese e lavoratori più colpiti dalla crisi, il provvedimento ha introdotto riduzioni per le bollette di aziende e professionisti che rientrano nei codici Ateco del decreto.

La Cassa integrazione ordinaria in deroga e l'assegno ordinario legate all’emergenza Covid-19 sono stati prorogati fino al 31 gennaio 2021, ampliando la platea dei beneficiari a chi è stato assunto entro il 9 novembre 2020.

Con il provvedimento sono stati anche detassati i contributi e le indennità connessi all'emergenza Covid che spettano ai soggetti esercenti impresa, arte o professione e ai lavoratori autonomi. Previsto inoltre l’obbligo di equo compenso per i professionisti impegnati nei lavori che godono del Superbonus.

Legge n. 176-2020

Decreto Natale: contributi a fondo perduto da destinare all’attività dei servizi di ristorazione

Per sostenere gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive introdotte dal decreto-legge n. 172 del 18 dicembre 2020, che prevede chiusure nel periodo delle festività natalizie, il decreto Natale ha riconosciuto un contributo a fondo perduto, nel limite massimo di 455 milioni di euro per l’anno 2020 e di 190 milioni di euro per l’anno 2021, a favore dei soggetti che hanno la partita IVA attiva e dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati di seguito: 

  • 561011 - Ristorazione con somministrazione
  • 561012 - Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole
  • 561020 - Ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto
  • 561030 - Gelaterie e pasticcerie
  • 561041 - Gelaterie e pasticcerie ambulanti
  • 561042 - Ristorazione ambulante
  • 561050 - Ristorazione su treni e navi
  • 562100 - Catering per eventi, banqueting
  • 562910 - Mense
  • 562920 - Catering continuativo su base contrattuale
  • 563000 - Bar e altri esercizi simili senza cucina

Il contributo non spetta ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° dicembre 2020.

Decreto Ristori: prorogato esonero contributivo agricoltura

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