In arrivo il decreto Sostegno con aiuti per imprese, lavoratori e famiglie

Dl sostegnoIl provvedimento, che dovrebbe essere approvato la prossima settimana, conterrà diverse misure per fronteggiare la crisi Covid-19, anche alla luce delle disposizioni del nuovo Dpcm, dall'estensione della Cig Covid ai contributi a fondo perduto per tutte le partite IVA, senza dimenticare gli aiuti alle famiglie.

Recovery, ristori e bonus: i dossier pendenti e l’ombra della crisi di Governo

In concomitanza con l'approvazione del Dpcm del 2 marzo 2021 - che detta le regole da seguire dal 6 marzo al 6 aprile 2021 per far fronte all'emergenza sanitaria - il neo-governo Draghi annuncia, per voce della ministra agli Affari regionali Mariastella Gelmini, che il decreto Sostegno (ex-decreto Ristori 5) sarà varato in sette-dieci giorni.

Il provvedimento può contare sui 32 miliardi di euro del nuovo scostamento di bilancio, che serviranno a finanziare nuovi aiuti, anche in vista della possibile proroga delle restrizioni anti-contagio fino alla primavera.

Lato fisco, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato che è in corso di redazione il provvedimento che differirà il termine del 1° marzo 2021 per il pagamento delle rate della “rottamazione-ter” (articoli 3 e 5 del dl n. 119-2018) e del “saldo e stralcio” (art. 1 commi 190 e 193 della Legge 145/2018). Il termine riguarda le rate del 2020 ancora non versate a cui si aggiunge la prima rata del 2021 della rottamazione-ter.​

Il provvedimento entrerà in vigore successivamente al 1° marzo 2021 e i pagamenti, anche se non intervenuti entro tale data, saranno considerati tempestivi purché effettuati nei limiti del differimento che sarà disposto​.

Dalla CIG ai contributi per i professionisti: cosa ci sarà nel dl Sostegno

In base alle prime anticipazioni, il decreto Sostegno darà continuità agli aiuti previsti dai precedenti dl Ristori, con alcune novità, soprattutto per i professionisti.

Per i contributi a fondo perduto il budget messo in campo dovrebbe ammontare a 10-12 miliardi di euro, da destinare agli operatori economici colpiti dalle restrizioni per limitare il rischio dei contagi. La platea dei beneficiari potrebbe essere ampliata eliminando i codici Ateco e includendo anche i professionisti iscritti agli ordini; spunta poi l'ipotesi di estendere il bonus 1.000 euro anche a chi non ha la partite IVA.

Inoltre, per accedere ai contributi a fondo perduto, non dovrebbe esserci più distinzione tra zone (gialla, arancione e rossa) e il periodo di riferimento relativo alle perdite di fatturato potrebbe essere ampliato a tutto l'anno precedente. La soglia del calo di fatturato per accedere ai contributi, invece, potrebbe essere pari al 33% - ma è possibile anche che venga abbassata al 30% o 28% -, mentre quella per gli aiuti si assesterebbe a 150mila euro per le partite IVA fino a 5 milioni di euro di ricavi.

Per richiedere i contributi molto probabilmente servirà un'autocertificazione da inviare all'Agenzia delle Entrate.

Per gli operatori del turismo montano, che hanno visto posticipare l'apertura degli impianti sciistici da metà febbraio a marzo, dovrebbero esserci indennizzi per 4,5 miliardi di euro.

Il nuovo provvedimento, poi, dovrebbe rifinanziare la cassa integrazione e prorogare lo stop dei licenziamenti, oltre ad includere un pacchetto di norme per l’acquisto dei vaccini contro il coronavirus.

Per far ripartire in maniera graduale l'attività di riscossione, il dl Sostegno dovrebbe prevedere nuove proroghe e tempi più lunghi per le notifiche.

Lato famiglie, invece, il nuovo decreto dovrebbe stanziare 200 milioni di euro per aiutare i nuclei familiari ad affrontare le nuove chiusure delle scuole dettate dal Dpcm del 2 marzo. Si prevede quindi il passaggio allo smart working per i genitori con figli sotto i 16 anni malati di Covid, per il periodo della didattica a distanza o della quarantena del figlio, oltre al congedo (pagato al 50%) per i genitori con figli minori di 14 anni.

Dal bonus baby sitter ai congedi parentali covid: i nuovi aiuti economici alle famiglie

Il punto sui Ristori

La legge di conversione n. 176-2020 del decreto Ristori (decreto legge n. 137 del 28 ottobre 2020) ha riunito il pacchetto di misure adottate dal Governo alla fine del 2020 - tramite il dl Ristori Uno (dl 137-2020), Ristori Bis (149-2020), Ristori Ter (154-2020) e Ristori Quater (157-2020) - per fronteggiare la crisi economica causata dal perdurare dell'emergenza Covid-19.

Oltre ai contributi a fondo perduto e agli aiuti alle categorie di imprese e lavoratori più colpiti dalla crisi, il provvedimento ha introdotto riduzioni per le bollette di aziende e professionisti che rientrano nei codici Ateco del decreto.

La cassa integrazione ordinaria in deroga e l'assegno ordinario legate all’emergenza Covid-19 sono stati prorogati fino al 31 gennaio 2021, ampliando la platea dei beneficiari a chi è stato assunto entro il 9 novembre 2020.

Con il provvedimento sono stati anche detassati i contributi e le indennità connessi all'emergenza Covid che spettano ai soggetti esercenti impresa, arte o professione e ai lavoratori autonomi. Previsto inoltre l’obbligo di equo compenso per i professionisti impegnati nei lavori che godono del Superbonus.

Ricordiamo che nella Gazzetta ufficiale del 30 gennaio è stato pubblicato il testo coordinato e la legge di conversione del decreto-legge n. 172-2020, il cosiddetto decreto Natale che riconosce un contributo a fondo perduto alle attività di ristorazione costrette a chiudere durante le feste.

Legge n. 176-2020

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