Coronavirus: decreto Cura Italia, 1.126 emendamenti presentati

Giuseppe Conte - Photocredit: Presidenza del Consiglio del Ministri A dispetto dell'ipotesi iniziale di un maxiemendamento per accelerare i lavori parlamentari e arrivare al più presto alla conversione in legge del decreto Cura Italia (dl 18/2020), maggioranza e opposizione hanno presentato 1.126 emendamenti al testo, su diversi temi.

Coronavirus: cosa si puo’ fare e cosa no. Le risposte ai dubbi di cittadini e imprese

Pubblicato in Gazzetta ufficiale il 17 marzo, il decreto Cura Italia (decreto 18/2020), prevede una serie di aiuti immediati per imprese, lavoratori e famiglie. Decreto che vale circa 25 miliardi.

"Nessuno deve sentirsi abbandonato e questo decreto lo dimostra", ha dichiarato il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa presentando le misure del decreto Cura Italia. Decreto da 25 miliardi con cui "attiviamo flussi per 350 miliardi".

"Questa è una manovra economica poderosa: non abbiamo pensato e non pensiamo di combattere un'alluvione con gli stracci. Stiamo cercando di costruire una diga per proteggere imprese famiglie lavoratori". Ma, ha aggiunto Conte, "siamo consapevoli che non basterà". Al decreto seguirà prossimamente un piano di ingenti investimenti che "dovremo promuovere con una rapidità che il nostro Paese non ha mai conosciuto prima, attraverso semplificazione e alleggerimento delle tasse". 

"Diamo una prima risposta alla crisi coronavirus sul piano economico e non solo", ha dichiarato il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, "abbiamo deciso di utilizzare tutto il limite di indebitamento netto che ci è stato autorizzato dal Parlamento".

Il testo è stato incardinato il 24 marzo in commissione Bilancio al Senato: il relatore è il presidente Daniele Pesco (M5s). 

Sono 1.126 gli emendamenti presentati al testo: 67 sarebbero stati presentati da Misto-Leu, 104 da altre componenti del Gruppo Misto; 57 dal Pd; 110 da Italia Viva; 95 dal M5s; 221 da Forza Italia; 204 dalla Lega; 168 da FdI e 100 dalle Autonomie.

Nessuno quindi avrebbe rispettato l’obiettivo di non presentare più di 50 emendamenti per gruppo, inizialmente proposta dalla maggioranza per non ingolfare i lavori parlamentari. Non verranno presi in considerazione emendamenti onerosi, e le proposte di modifica al testo saranno esaminate in commissione Bilancio a partire dal 1° aprile.  

Cosa prevede il decreto Cura Italia

Il decreto del 18/2020 si sviluppa su 5 assi:

  • finanziamenti aggiuntivi per il sistema sanitario nazionale, la protezione civile e gli altri operatori pubblici: 3 miliardi e mezzo;
  • sostegno all’occupazione e ai lavoratori affinchè nessuno perda il lavoro, attraverso l’estensione degli ammortizzatori sociali a tutti i dipendenti, assegno di 600 euro per il mese di marzo per tutti i lavoratori autonomi, aumento delle risorse in busta paga per chi lavora in questo periodo, estensione del congedo parentale e voucher baby sitter: più di 10 miliardi;
  • iniezione di liquidità nel sistema del credito, con la sospensione di prestiti e mutui, sia con il potenziamento del Fondo di garanzia sia con il potenziamento del Fondo Gasparrini, sia con una garanzia pubblica che può consentire al sistema bancario di estendere o sospendere i finanziamenti;
  • sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi: il termine odierno è differito al prossimo venerdì e c’è il differimento al 31 maggio per pagamenti IVA, contributi previdenziali e ritenute fiscali;
  • ampio ventaglio di misure in diversi settori.

Cassa integrazione e ammortizzatori sociali: le misure per i lavoratori

Le misure per il sostegno ai lavoratori e alle famiglie consistono in:

  • 10 miliardi per integrare le risorse del fondo di integrazione salariale ed estendere la cassa integrazione in deroga, che possono richiedere tutti i datori di lavoro, anche quelli con un solo dipendente (3 miliardi e 300 milioni);
  • congedo parentale speciale di 15 giorni che potrà prevedere l’utilizzo di un bonus baby sitter (1 miliardo 200 milioni), e ulteriori risorse per i dipendenti del servizio sanitario;
  • maglie più larghe per usufruire dei permessi della legge 104, che passeranno a 12 giorni mei mesi di marzo e aprile (500 milioni);
  • tutele per autonomi e liberi professionisti (3 miliardi);
  • le procedure di licenziamento verranno fermate (per quelle avviate dal 23 febbraio in poi);
  • lavoratori in quarantena del settore privato: verrà considerato malattia non computabile ai periodi del comporto. 

Nel decreto trova largo spazio la cassa integrazione, chevarrà per l'intero territorio nazionale e per tutti i settori (anche l’agricoltura), anche per le aziende con un solo dipendente. Il sussidio di disoccupazione sarà allargato per gli stagionali non coperti dalla cig in deroga.

Inoltre i periodi di quarantena o di permanenza domiciliare fiduciaria saranno equiparati alla malattia, certificata dal medico curante. Saranno a carico dello Stato, anziché a Inps e datori di lavoro, i costi per i lavoratori privati in malattia.

Per quanto riguarda le partite Iva, senza dipendenti o con dipendenti, sarà sospesa la rata di maggio dei contributi previdenziali e sarà prevista l'attivazione delle casse previdenziali di appartenenza.

Fra le misure di sostegno all’occupazione e ai lavoratori affinchè nessuno perda il lavoro, è previsto anche un assegno di 600 euro per il mese di marzo per tutti i lavoratori autonomi e stagionali, che il Governo prevede di estendere nel caso in cui l'emergenza dovesse proseguire.

Previsto anche un aumento in busta paga per chi deve lavorare in questo periodo di emergenza.

Per approfondire: chi può accedere alla cassa integrazione e come 

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Bonus 600 euro per partite IVA, commercianti e artigiani

Importante la parte fiscale del decreto, con sospensioni per il pagamento di una serie di tributi e tasse

Prevista nel dettaglio la sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi: il termine odierno è differito al prossimo venerdì e c’è il differimento al 31 maggio per pagamenti IVA, contributi previdenziali e ritenute fiscali.

Potenziato il Fondo di garanzia per le PMI, e tra 1 e 2 miliardi dovrebbero essere assorbiti dallo stop a futuri e finanziamenti a breve scadenza. Per dare un'iniezione di liquidità al sistema del credito è prevista la sospensione di prestiti e mutui, anche attraverso il potenziamento del Fondo Gasparrini.

Per approfondire: misure per sostenere professionisti, commercianti e artigiani

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Incentivi alle imprese

Variegati gli incentivi previsti per le imprese nell’ambito del decreto Cura Italia. 

A partire dall’accesso semplificato al Fondo di garanzia PMI: per 9 mesi la garanzia è gratuita e si alza l’asticella dell’importo massimo garantito per singola impresa, che arriva a toccare quota 5 milioni di euro. Per le imprese che non rientrano nel raggio d’azione del Fondo di garanzia PMI, l’iniezione di liquidità avverrà attraverso l’intervento di CDP. 

Per dare un’iniezione di liquidità il decreto Cura Italia prevede revoche e proroghe per prestiti e mutui di imprese e professionisti.

Fra le novità rivolte alle imprese introdotte nel decreto Cura Italia ci sono, oltre ai 50 milioni di euro sotto forma di incentivi per produrre mascherine, occhiali, camici e tute di sicurezza, figurano anche due nuovi bonus: il credito d’imposta per i canoni di locazione di botteghe e negozi, e quello per sanificare gli ambienti di lavoro.

> Per approfondire: cosa c'è per le imprese nel decreto Cura Italia

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Aiuti per cultura, spettacolo, editoria e sport

Il decreto-legge Cura Italia prevede una serie di misure a sostegno della cultura, del turismo, dello sport e dell'editoria, tra cui:

  • il rimborso di biglietti per spettacoli, cinema, teatri, musei e altri luoghi della cultura;
  • un'indennità di 600 euro per i lavoratori dello spettacolo, i collaboratori sportivi, i dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali;
  • l'istituzione del Fondo per le esigenze emergenziali del sistema dell’Università, delle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica e degli enti di ricerca con una dotazione pari a 50 milioni di euro;
  • l'istituzione del Fondo per le emergenze nei settori dello spettacolo e del cinema e audiovisivo;
  • la concessione, per l'anno 2020, del bonus pubblicità nella misura unica del 30% del valore degli investimenti effettuati.

> Per approfondire: rimborsi biglietti e aiuti per cultura, editoria e sport 

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Congedo parentale, voucher baby sitter e sospensione dei mutui prima casa

Previsto anche un pacchetto per le famiglie con maglie più larghe per il congedo parentale, e probabilmente anche un indennizzo fisso che permetta alle famiglie di poter proseguire, garantendo loro un reddito.

Sospese le rate del mutuo prima casa, anche agli autonomi, senza presentare l'Isee. 

Nel pacchetto di misure dedicate alle famiglie del decreto Cura Italia, un congedo straordinario per permettere a uno dei genitori lavoratori di restare con i figli minori di 12 anni, rimasti a casa dopo la decisione di chiudere le scuole fino a aprile. Il congedo sarà di massimo 15 giorni da utilizzare tra mamma e papà non contemporaneamente, e sarà pari al 50% della retribuzione.

In alternativa al congedo è possibile richiedere un voucher baby sitter di 600 euro al mese.

Chi assiste persone disabili potrà chiedere fino a 24 giorni in più di permesso nei prossimi due mesi. I permessi previsti dalla legge 104 potranno essere aumentati da 3 a 12 giorni sia nel mese di marzo che nel mese di aprile. 

Per approfondire: congedo parentale, bonus baby sitter, legge 104. Misure per le famiglie 

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Le misure per il settore agricolo

Nonostante la chiara importanza del comparto agricolo-ittico, il decreto Cura Italia non l'ha particolarmente privilegiato, prevedendo un ristretto pacchetto di misure in merito. I provvedimenti più importanti sono  l'indennità di 600 euro per il mese di marzo prevista per gli operai agricoli a tempo determinato e la proroga al 1° giugno 2020 il termine per la presentazione delle domande di disoccupazione agricola.

Il dl Cura Italia prevede inoltre:

  • l'istituzione di un fondo da 100 milioni di euro a sostegno delle imprese agricole e per l'arresto temporaneo dell'attività di pesca;
  • aumento dal 50% al 70% degli anticipi dei contributi PAC a favore degli agricoltori, misura dal valore complessivo oltre un miliardo di euro;
  • aumento del Fondo indigenti di 50 milioni di euro per assicurare la distribuzione delle derrate alimentari.

> Coronavirus: le misure per il settore agricolo nel decreto Cura Italia 

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Gli emendamenti proposti al decreto

Fra gli emendamenti che potrebbero trovare concorde il Governo c’è il potenziamento del golden powerper mettere al riparo le imprese strategiche da scalate ostili. Tema che dovrebbe essere anche al centro del prossimo provvedimento di Palazzo Chigi favore di imprese e famiglie, il cosiddetto decreto aprile. 

Nel Cura Italia potrebbero inoltre confluire:

  • la sospensione non onerosa dei mutui erogati da Cassa depositi e prestiti per gli Enti locali;
  • la sospensione dei carichi della riscossione anche gli avvisi bonari;
  • l’ampliamento del bonus di 600 euro per le partite Ivaagli agenti di commercio.

Possibile inoltre l’inserimento di un emendamento per rendere “snella” la procedura per l'acquisto di beni e servizi informatici e di servizi di connettività da parte della PA e delle autorità amministrative indipendenti (compresa Consob e Covip). L’emendamento prevede quindi che le procedure possano svolgersi in deroga a tutte le norme eccetto quelle penali ed antimafia. 

Con un'altra modifica si prevede inoltre che il sistema cloud Saas, su cui si basano i servizi informatici, deve essere "con sistemi di conservazione, processamento e gestione dati necessariamente localizzati sul territorio nazionale", quindi deve avere sede in Italia. 

Il relatore, Daniele Pesco (M5s), si è mostrato aperto nei confronti di una serie di proposte emendative:

  • l’abbreviazione dei tempi di pagamento della Naspi
  • il differimento al prossimo anno della rottamazione delle cartelle fiscali;
  • le misure che riguardano il rafforzamento della rete estera delle Camere di commercio.

Fra le tematiche valutate dallo stesso relatore, la riduzione degli oneri di sistema per le bollette e delle spese di potenziamento in materia energetica.

Decreto Cura Italia: decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020 

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Le misure adottate prima del decreto del 17 marzo

 Prima che il Governo mettesse mano al decreto Cura Italia, definito dal premier Giuseppe Conte "una manovra economica poderosa", una serie di misure erano state adottate per contrastare l'emergenza coronavirus e sostenere il sistema economico e produttivo. Si va da un aumento delle risorse a sostegno delle imprese alla moratoria su mutui e finanziamenti.

CDP: 7 miliardi per garantire liquidità alle aziende 

Nel frattempo CDP ha approvato un aumento delle risorse a sostegno delle imprese che salgono da 1 a 7 miliardi di euro. Soldi con cui il Gruppo intende favorire sia l’accesso al credito, sia l’export e l’internazionalizzazione delle aziende italiane, così duramente colpite dall'emergenza Coronavirus.

Sul fronte del credito, CDP ha ampliato il plafond per il finanziamento delle banche da 1 a 3 miliardi di euro, che saranno erogati a tassi calmierati a Pmi e Mid-cap dalle istituzioni finanziarie aderenti alla “Piattaforma Imprese”. Si tratta di risorse già disponibili che permetteranno di sostenere investimenti ed esigenze di capitale circolante delle imprese in questa fase complicata.

Gli altri 4 miliardi serviranno a supportare le attività di export e di internazionalizzazione delle imprese, in prospettiva del Piano per la Promozione del Made in Italy 2020. Fondi con cui si mira a sostenere sia le necessità di capitale circolante, sia a rilanciare le esportazioni e diversificare i mercati di riferimento. Più nello specifico le risorse saranno ripartite in tre linee:

  • Un plafond fino a 1,5 miliardi di euro di garanzie per facilitare l’erogazione di finanziamenti bancari a supporto delle esigenze di capitale circolante per immettere nel sistema, attraverso i partner bancari, nuova liquidità soprattutto per le PMI;
  • Un plafond di 2 miliardi di euro di coperture assicurative per nuove linee di credito per aiutare le imprese italiane nella penetrazione di nuovi mercati sostenendo l’acquisto di beni e servizi italiani da parte di acquirenti internazionali;
  • Un plafond di 500 milioni di euro per rilanciare l’export assicurando nuove operazioni di PMI, verso altre aree a elevato potenziale di domanda per i prodotti italiani quali America Latina, Africa e Medio Oriente. Il tutto con condizioni assicurative favorevoli, nel rispetto del quadro normativo internazionale vigente e senza l’applicazione di alcun costo per la valutazione di affidabilità della propria controparte.

Inoltre, in complementarietà con il sistema bancario, SACE concederà una moratoria fino a 12 mesi sui finanziamenti a medio-lungo termine garantiti, in linea con le misure promosse all’Associazione Bancaria Italiana (ABI) o da singole banche. Tale misura sarà estendibile a tutte le imprese del territorio nazionale che siano state danneggiate direttamente o indirettamente dall’emergenza. La società di factoring SACE Fct concederà ai propri clienti una estensione fino a 6 mesi dei termini di dilazione e la società di assicurazione SACE BT concederà ai propri clienti una proroga dei termini previsti per il pagamento del premio fino al 30 aprile e una proroga di 60 giorni per la gestione degli altri adempimenti previsti in polizza.

> Per approfondire: Le misure del gruppo CDP contro l'emergenza coronavirus 

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ABI: estesa la moratoria su prestiti e mutui delle PMI

ABI e le Associazioni di impresa aggiornano e rafforzano le moratorie, estendendo ai prestiti contratti fino al 31 gennaio 2020 la possibilità di chiedere la sospensione o l’allungamento. 

La moratoria è riferita ai finanziamenti alle piccole e medie imprese danneggiate dall’emergenza epidemiologica “COVID-19”. La sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti può essere chiesta fino a un anno. 

La sospensione è applicabile ai finanziamenti a medio lungo termine (mutui), anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, e alle operazioni di leasing, immobiliare o mobiliare. In questo ultimo caso, la sospensione riguarda la quota capitale implicita dei canoni di leasing. 

Anche il Fondo di garanzia per le PMI estende la garanzia già concessa sui finanziamenti in essere al 31 gennaio 2020 che rientrano nell’applicazione dell'accordo per il credito 2019 sottoscritto il 6 marzo da ABI e dalle Associazioni Imprenditoriali in considerazione dell’emergenza COVID-19.

Coronavirus: estesa la moratoria su prestiti e mutui delle PMI 

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Servizi gratis per smart working e e-learning

Intanto, dopo il lancio dell'iniziativa “Solidarietà digitale” del Ministero dell’innovazione - che faceva appello a soggetti privati e pubblici in possesso di soluzioni smart capaci di alleviare i problemi che le imprese e i cittadini stanno attualmente affrontando a causa del Coronavirus - è stato pubblicato un primo elenco di servizi digitali disponibili gratuitamente.

Si tratta di soluzioni che mirano a facilitare:

  • Il lavoro da remoto, attraverso connettività rapida e gratuita e l’utilizzo di piattaforme di smart working avanzate;
  • La lettura gratuita di giornali e libri, senza dover uscire di casa per andare in edicola;
  • L'uso di piattaforme di e-learning per non restare indietro con i percorsi scolastici e di formazione.

Le imprese interessate ad aderire all'iniziativa possono compilare un form online specificando i propri contatti e le caratteristiche del servizio gratuito che intendono offrire.

> Coronavirus: servizi gratuiti per lavorare e studiare a distanza 

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Turismo: chi può richiedere il rimborso dei viaggi cancellati

Il decreto-legge n. 9 del 2 marzo 2020 contenente le misure - varate dal Consiglio dei Ministri del 28 febbraio scorso -  a sostegno di cittadini, imprese e lavoratori che stanno subendo danni a causa dell'emergenza Coronavirus, inclusi quelli al di fuori della zona rossa. Tra queste figura anche un pacchetto di misure ad hoc per il settore turistico, uno dei comparti finora maggiormente colpito finora dell'emergenza Coronavirus.

Potranno ottenere un rimborso per i viaggi cancellati:

  • Le persone messe in quarantena;
  • I soggetti residenti o domiciliati nelle aree oggetto di provvedimenti di divieto di allontanamento;
  • Le persone che avevano prenotato viaggi verso le zone rosse;
  • Le persone che avevano programmato viaggi per partecipare a concorsi pubblici, eventi culturali, sportivi, religiosi (etc.), che sono stati annullati, sospesi o rinviati dalle autorità competenti (in attuazione dei provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 3 del DL n. 6 del 23 febbraio 2020);
  • I soggetti che hanno acquistato in Italia viaggi verso paesi esteri che hanno impedito o vietato lo sbarco a causa dell’epidemia.

In tutti questi casi, per ottenere il rimborso bisognerà inviare al vettore del trasporto il titolo di viaggio (che è stato cancellato). Le persone che avevano programmato lo spostamento per partecipare a concorsi o agli altri eventi, dovranno allegare anche la documentazione che comprova la partecipazione a quelle manifestazioni. La richiesta dovrà essere inviata entro 30 giorni:

  • Dalla cessazione della quarantena, dalla conclusione del divieto di allentamento o dalla conclusione di efficacia dei provvedimenti sulle aree del contagio;
  • Dall’annullamento, sospensione o rinvio del corso o dell’evento, nel caso di viaggi cancellati per questi motivi;
  • Dalla data prevista per la partenza verso paesi che hanno vietato i viaggi dall'Italia.

Una volta ricevuta la richiesta, il vettore dovrà procedere al rimborso entro 15 giorni, anche tramite un voucher di pari importo da utilizzarsi entro un anno. Queste disposizioni valgono anche per i viaggi prenotati tramite agenzia. 

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Le misure a sostegno dell’export per le imprese colpite dal Coronavirus

Un capitolo a sé stante è rappresentato dalle misure a sostegno delle imprese esportatrici, colpite dall’emergenza Coronavirus.

Oltre a quanto stabilito dal DL n. 9 del 2 marzo 2020, che prevede l’aumento di 350 milioni di euro dei fondi destinati al sostegno delle imprese che esportano, si aggiungono anche una serie di interventi varati da Simest.

Il Comitato Agevolazioni istituito presso Simest, infatti, ha deliberato alcune misure in favore delle aziende italiane beneficiarie dei finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione che sono state colpite dall’emergenza. In particolare:

  • La moratoria di 6 mesi relativa ai termini per la presentazione di documentazione e rendicontazione per le iniziative di internazionalizzazione verso la Cina e altri Paesi che sono state rinviate. Parallelamente, verranno posticipati di 6 mesi i periodi di pre-ammortamento e ammortamento del prestito concesso;
  • L’eliminazione della maggiorazione del 2% - prevista per le revoche - per la parte di rimborso del finanziamento delle spese non effettuate, nel caso di iniziative che sono state invece cancellate. 

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> Consulta il DL n. 9 del 2 marzo 2020

Coronavirus: il Governo valuta misure per sostenere export e turismo

> Consulta il Dpcm del 25 febbraio 2020

> Consulta il Dpcm del 1 marzo 2020

Photocredit: Presidenza del Consiglio del Ministri 

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