Decreto aprile: verso stop a tasse, Imu e Tari. Aiuti per imprese e famiglie

Decreto aprile - Photo by Anna Shvets from PexelsIl decreto che il Governo presenterà il 10 aprile varrà circa 50 miliardi. Cinque gli assi portanti: rinnovo dei fondi per la cassa integrazione, sussidio di emergenza per gli autonomi e gli esclusi dal reddito di cittadinanza, stop a Imu e Tari, liquidità a lungo termine per le imprese. Qualche anticipazione sul testo.

MES e SURE, il fondo UE anti-disoccupazione: le ipotesi sul tavolo di Bruxelles

Già nel corso della conferenza stampa di presentazione del decreto Cura Italia, il Governo aveva annunciato ulteriori misure per le imprese e i lavoratori. Si tratta del cosiddetto Decreto Aprile, come l’ha definito il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. 

Un provvedimento legato a doppio filo alla decisione di prorogare la chiusura di scuole e attività commerciali, ed estendere il lockdown a ogni attività al 13 aprile. Il nuovo decreto, detto anche decreto Pasqua perchè verrà presentato il 10 aprile, il venerdì di Pasqua, varrà 50 miliardi: oltre a prevedere l’estensione della durata della cassa integrazione e di altre forme di sostegno al reddito, il decreto dovrebbe contenere un piano di ingenti investimenti. 

Sospensione di tasse, contributi, Imu e Tari

Stop agli adempimenti fiscali: oltre all’estensione alle scadenze di aprile e maggio - IVA trimestrale inclusa - tra le novità del decreto Pasqua c’è la sospensione degli avvisi bonari. Si colma così un cortocircuito del decreto Cura Italia, che prevedeva la sospensione delle cartelle di pagamenti per i debitori e non per chi avesse ricevuto gli avvisi bonari.

> Per approfondire: Le criticità del decreto Cura Italia sotto il profilo fiscale

Sul tavolo del Governo anche la sospensione dei tributi locali, come Imu e Tari, fino al 30 novembre in cambio di un prestito da Cdp sostenuto dalla garanzia statale.

Il bonus 600 euro salirebbe a 800. Arriva anche il reddito di emergenza

Dal Governo arrivano pressioni sul Tesoro per ampliare la portata del bonus destinato a partite IVA, commercianti e artigiani: dalle 600 euro previste dal Cura Italia si vorrebbe passare a 800 euro

Inoltre, il Movimento 5 stelle vorrebbe ampliare la platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza, includendo anche coloro che finora non ne hanno beneficiato. La misura, ribattezzata “reddito di emergenza”, sarebbe il primo mattone del reddito minimo o universale. 

Bonus affitti più ampio e garanzie alla liquidità

Tra le ipotesi allo studio, l’ampliamento della platea di coloro che potranno accedere al credito d’imposta del 60% dell’affitto dei locali dove si svolge l’attività produttiva. Oltre a botteghe e negozi, tra i nuovi soggetti ammessi ci sarebbero anche albergatori e tour operator.

Per sostenere proprio il settore turimo, e in generale quelli che più a lungo soffriranno le conseguenze dell’emergenza coronavirus, il Governo ha allo studio prestiti a lunghissimo termine garantiti dallo Stato attraverso emissioni di bond di Cassa depositi e prestiti dedicati a intere filiere. 

Decreto aprile: fondi europei per fronteggiare l’emergenza

Quel che sappiamo, ormai per certo, è che parte delle risorse del decreto Pasqua arriveranno dai fondi europei non ancora spesi

Come confermava Gualtieri in un’intervista al Corriere il 20 marzo, “grazie alla possibilità di utilizzare in modo anticipato e flessibile i fondi comunitari, disponiamo già di diversi miliardi di risorse europee per prolungare le misure del decreto”. 

Strategia in linea con quella adottata anche da Bruxelles, con il via libera alla proposta della Commissione di modificare i regolamenti dei fondi strutturali in modo da sostenere l'economia europea davanti all'emergenza coronavirus. 

“Adesso - prosegue Gualtieri nell'intervista - dobbiamo avere il coraggio di mettere in campo una politica di bilancio comune e coordinata capace di sostenere lo sforzo dei nostri sistemi sanitari, di affrontare adeguatamente l’impatto economico della crisi e di gettare le basi per un rilancio della crescita e del nostro modello sociale mobilitando le risorse necessarie. Sapendo che siano di fronte a uno shock simmetrico, che riguarda tutti, e che quindi occorre usare gli strumenti di cui disponiamo in modo innovativo, per esempio prevedendo l’emissione di titoli europei utilizzabili da ciascun Paese alle medesime condizioni, che devono riguardare il contrasto al coronavirus e alle sue conseguenze economiche”.

Appello lanciato il 18 marzo anche da Eurochambres, l’associazione delle Camere di commercio europee, alla quale aderisce Unioncamere e che rappresenta oltre 20 milioni di imprese: "come pre-condizione di ogni piano economico - si legge in una nota dell'associazione - gli stati membri devono raggiungere l’accordo sul prossimo bilancio pluriennale e i nuovi programmi di finanziamento che saranno fondamentali per far da volano alla ripresa".

Bilancio europeo 2021-27: il vertice si chiude con un nulla di fatto

Scudo rafforzato per proteggere le imprese italiane?

Oltre l’impiego dei fondi europei, si starebbe valutando anche di includere nel decreto aprile un intervento strutturale per proteggere le imprese chiave.

Lo aveva annunciato prima il viceministro dell’Economia Antonio Misiani parlando di uno scudo rafforzato per proteggere le imprese italiane strategiche dalle scalate straniere - quindi, energia, infrastrutture, banche. “Il governo - spiegava Misiani - ha già gli strumenti, come la golden power. Stiamo valutando a livello di presidenza del Consiglio e Mef come rafforzare questi strumenti e difendere le aziende strategiche”. 

Lo ha confermato Conte nel corso dell'informativa del 25 marzo a Montecitorio: "I più preziosi asset di questo Paese vanno protetti con ogni mezzo. Sarà possibile lavorare in questa direzione a partire dal primo provvedimento normativo di aprile a cui stiamo lavorando".

Indispensabile l'aiuto europeo

L’appoggio di Bruxelles però sarà decisivo. Nove Paesi europei, inclusa l'Italia, avevano chiesto al Consiglio europeo del 26 marzo la creazione dei cosiddetti 'Coronabond' per fronteggiare la crisi economica dovuta alla pandemia. Proposta che si è scontrata con il muro dei rigoristi - guidati da Austria, Germania e Olanda - che hanno rilanciato l'ipotesi di ricorrere al MES, il Meccanismo europeo di stabilità. 

Muro contro muro che ha portato il Consiglio a prendere tempo per presentare nuove proposte per ulteriori interventi economici. In vista dell’Eurogruppo che si riunirà il 7 aprile, sono due le ipotesi su cui sta lavorando Bruxelles: il tanto discusso MES, da un lato, e la creazione di SURE, un fondo da 80-100 miliardi per combattere l'attesa impennata della disoccupazione.

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.